Circa due terzi dei tumori degli adulti sono scatenati principalmente da mutazioni spontanee del Dna, con un apporto minimo o nullo al rischio da parte di cause ereditarie o di stili di vita, e cioè anche di che cosa mangiamo, di come ci muoviamo, di quanto siamo sedentari. Lo afferma uno studio della Johns Hopkins University pubblicato dalla rivista Science, che ha individuato 22 tipi di cancro in cui la sfortuna - intesa come casualità, dunque come una replicazione casuale delle cellule di alcuni tessuti tale da scatenare la malattia - ha un ruolo primario e nove in cui invece prevalgono gli altri fattori. In pratica, secondo questa ricerca, ci si ammalerebbe di cancro molto più per il caso piuttosto che per come ci prendiamo cura di noi stessi. ''Tutti i tumori sono causati da una combinazione di sfortuna, ambiente e ereditarietà - spiega Bert Volgenstein, uno degli autori - e noi abbiamo creato un modello matematico che può quantificare ogni contributo''.

Questa tesi scientifica ha conquistato rapidamente le prime pagine di tutti i giornali del mondo. E FamigliaCristiana.it ha chiesto un parere a Giorgio Calabrese, medico nutrizionista e storico collaboratore della nostra rubrica "Cibo e Salute" su Famiglia Cristiana. "È stata data notizia immediata sulla celebre rivista scientifica Science del fatto che una ricerca, attenta ma limitata nell’ampiezza dovuta, afferma che chi è colpito da un tumore, in molti casi dovrebbe prendersela solamente con la sfortuna! Due terzi dei tumori secondo questi ricercatori, sarebbero imputabili a mutazioni genetiche (quindi “al caso”) piuttosto che a stili di vita sbagliati. Nessuna o poca importanza viene data stili di vita poco sani, difetti genetici o l’ambiente in cui si vive. Lo studio ha analizzato 31 differenti tumori e, secondo i modelli matematici elaborati dagli scienziati Bert Vogelstein e Cristian Tomasetti, solo 9 sarebbero risultati essere collegati agli stile di vita o a difetti genetici". 
Il lavoro si è concentrato esclusivamente sulle staminali, cellule che si possono differenziare in diversi tipi di tessuti a seconda delle esigenze. Gli scienziati hanno contato le mutazioni casuali che possono avvenire durante una divisione cellulare e il sistema matematico elaborato ha evidenziato che aumentando il numero delle divisioni cellulari, secondo loro aumenta il rischio che si sviluppi un tumore. "È bene dire", spiega ancora il nutrizionista Calabrese, "che si tratta di un lavoro di tipo statistico e quindi andrà verificato con altre ricerche. Limitarsi a un ruolo del caso o del destino sarebbe scorretto, superficiale e soprattutto molto pericoloso, perché significherebbe ignorare quello che invece oggi sappiamo per certo: il ruolo di determinati stili di vita, cancerogeni ambientali, mutazioni ereditarie, che sono ben definiti per l’insorgenza di tanti tumori. La loro conoscenza ci porta oggi a dire che molti tumori possono essere prevenuti o sconfitti. Basti pensare al fumo (da solo colpevole del 90% dei casi di cancro al polmone in tutto il mondo), alimentazione scorretta, sedentarietà, obesità, che centinaia di studi hanno dimostrato essere i responsabili principali di migliaia di neoplasie. Possiamo quindi agire preventivamente, ritornando a uno stile di vita più sobrio e attento, dedicando alla buona e mediterranea alimentazione maggiore attenzione e soprattutto continua frequenza gastronomico-salutista".