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martedì 20 febbraio 2018
 
Televisione
 

Fa discutere lo spot di Sanremo sui feti che ballano

05/01/2017  Per promuovere la prossima edizione del festival della canzone italiana è stato lanciato uno spot in cui si vedono dei feti nel grembo materno che ballano al suono di "Non ho l'eta" ascoltata dalle loro mamme. Una pubblicità che a noi pare di cattivo gusto, perché mette in ridicolo la vita nella sua forma più sacra.

Già da settimane si pensa alla prossima edizione del festival di Sanremo: sono usciti i nomi dei vip e ora si tiene desta l’attenzione con uno spot. E stavolta i creativi hanno davvero voluto stupire, con una trovata alquanto singolare e provocatoria. Se vede una sala d’aspetto di uno studio medico con alcune giovani mamme che ascoltano la musica con le cuffiette:  la canzone è quella cantata dalla giovanissima Gigliola Cinquetti nel 1964, Non ho l’età, che vinse quell’edizione del Festival. E mentre tamburellano con le dita sulla pancia il ritmo della musica, ecco che appaiono le immagini dei feti che portano in grembo, che si associano al ritmo e ballano.  Con la scritta “Tutti cantano Sanremo”.  Se volevano scandalizzare forse ci sono riusciti, se volevano  amplificare l’idea della popolarità della manifestazione forse un po’ meno. La sensazione che ci danno quelle immagini è di fastidio: perché strumentalizzare la vita nella sua forma così essenziale, prima cioè che venga alla luce, per metterla in ridicolo, trasformando i feti in bambolotti che eseguono gesti a comando? Forse l'intento era di dare un messaggio positivo sulla vita prima di nascere, ma non c’è nulla della meraviglia della vita in quelle ricostruzioni computerizzate, marionette di plastica che più che tenerezza suscitano orrore. L’abbinamento poi con la canzone è solo  un giochino di facile effetto. Certo, esistono studi che attestano come anche nel grembo materno i feti siano sensibili alla musica, che  stimola lo sviluppo strutturale e funzionale del sistema nervoso del feto il quale già dalla 16sima settimana di risponde agli stimoli sonori muovendo la bocca. Tuttavia, la playlist ideale è fatta di brani di Mozart, Vivaldi, Chopin.

 

E poi questi creativi tanto originali non li sono stati: già in passato era stata utilizzata l’immagine del feto che risponde agli stimoli musicali nel video della canzone dei Massive Attack Teardrop, che era comunque più composta e non sbeffeggiava il feto come lo spot di Sanremo.  Ma qui stiamo più dalle parti del film Senti chi parla.
Preferiamo affacciarci alla vita che deve nascere con la palpitante emozione di una ecografia, magari anche tridimensionale, e non vederla rappresentata in modo così grottesco per promuovere un festival della canzone italiana.  

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Sanremo 2017: lo spot della prossima edizione
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