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mercoledì 19 giugno 2019
 
 

La povera Italia non rinfodera la spada: F-35, blindati e navi

01/01/2014  La Rete per il disarmo denuncia la scarsa chiarezza delle voci della Legge di stabilità relative alle spese militari: dovrebbero aggirarsisui 23,6 miliardi

A una prima, sommaria lettura sembra che diminuiscano. Ma non c’è da gioire. Perché i numeri ingannano. L’Italia continua a investire molto in spese militari. Le stime per il 2014 parlano di almeno 23,6 miliardi di euro, una cifra molto simile a quella del 2013 e superiore di quasi 700 milioni rispetto a quella del 2012. Formalmente, una minima riduzione nel bilancio della Difesa c’è: 400 milioni in meno rispetto all’anno che sta scivolando via (-1,7%). Ma il taglio in realtà viene ampiamente compensato dall’aumento di altre voci di spesa. Tutto questo mentre dalla sanità alla scuola, dalla cultura alle politiche sociali, la coperta diventa sempre più corta.

È la denuncia di Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo, in uno studio che esamina le bozze di Legge di stabilità e di bilancio per il 2014. «Il primo dato che colpisce è la poca trasparenza», sottolinea Vignarca. Per trovare traccia dei soldi investiti nel comparto militare non basta guardare il bilancio del ministero della Difesa. Si devono analizzare diverse voci, compresi i fondi del ministero dello Sviluppo economico e quelli stanziati per le missioni militari all’estero. Molti dati sono lacunosi. In parte può essere comprensibile, trattandosi di cifre previsionali, ma «ulteriori e utili specificazioni sarebbero state possibili fin da oggi», precisa Vignarca.

Un esempio tra tanti: al momento non è dato sapere quanto spenderemo nel 2014 per gli F-35,  i cacciabombardieri d’attacco della Lockheed Martin che hanno fatto indignare l’opinione pubblica. Gli esperti ipotizzano una cifra intorno ai 500 milioni, ma sono stime basate sul passato. Quello che è stato chiesto al Parlamento è un voto a scatola chiusa su un bilancio «che non dice dove i soldi vengano messi e che tipo di armamenti si acquisteranno (o di cui si proseguirà l’acquisto)», dice Vignarca.

Tra i tanti capitoli esaminati dalla Rete disarmo ci sono i fondi del ministero dello Sviluppo economico. La cifra supera i 2,6 miliardi (il 14% in più rispetto allo scorso anno). Si va dal programma pluriennale del caccia Eurofighter (la cui ipotesi di spesa è aumentata nel 2013 di 3 miliardi) alla realizzazione del veicolo blindato medio 8x8 Freccia per l’Esercito, fino alla costruzione, insieme alla Francia, delle fregate multimissione Fremm, che costeranno complessivamente oltre 2 miliardi di euro (785 milioni solo nel 2014). Un emendamento presentato da Sel alla Commissione bilancio della Camera prevedeva di destinare questi soldi a interventi di utilità sociale. Ma la proposta è stata bocciata.

 
 
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