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lunedì 23 settembre 2019
 
Cinema
 

Palle di neve, purché il gioco non diventi una guerra

24/11/2016  Non lasciatevi sfuggire il film d'animazione che esce nelle sale oggi: una delicata storia con al centro un gruppo di bambini (senza l'ombra di un adulto) che durante le vacanze organizzano una grande battaglia. Tutto è bello e divertente fino a che... Una favola sull'amicizia e l'inutilità di una competizione esasperata. Utile per chi ha compiti educativi.

PALLE DI NEVE: UNA FAVOLA PER EDUCARE  Palle di neve è un incantevole film d'animazione fortemente consigliato ai bambini, ma anche agli educatori e ai genitori, che avranno la possibilità di utilizzarlo nelle loro attività per trasmettere in maniera coinvolgente messaggi sui valori della solidarietà, dell'amicizia e sull'inutilità di una competizione esasperata.

Siamo in un piccolo villaggio completamente ricoperto di neve, forse in un qualche Paese del Nord, chissà. Per divertirsi durante le due settimane di vacanze invernali, i bambini decidono di organizzare un’enorme sfida a palle di neve. A capo di una squadra ci sarà Luke, che porta sempre con sé una tromba, con la quale sa suonare uno straziante "Silenzio"... A guidare l'altra squadra ci sarà invece Sophie, una bella e sveglia ragazzina appena arrivata in paese. Sophie e la sua truppa si difendono costruendo un elaborato e bellissimo fortino di neve dagli attacchi del team di Luke. Vincerà la sfida la squadra che, alla fine delle vacanze, sarà riuscita ad occupare il fortino per ultima. 

Fra Luke e Sophie è scoccato un tenero sentimento fin dal primo sguardo, ma dare forma a questo desiderio si rivelerà per loro più difficile di quanto pensassero. Anzi, l'orgoglio da una parte e la paura di non piacere dall'altro getteranno benzina sul fuoco della contesa.

Palle di neve racconta come il gioco all'inizio è divertente, alla lunga diventa un po' noioso, alla fine si trasforma in qualcosa di diverso: una specie di "guerra", dalla quale non potrà che sortire qualcosa di brutto, che costringerà i bambini a diventare coscienti di quello che hanno fatto. 

PALLE DI NEVE: UN MONDO DI BAMBINI SENZA ADULTI

In questa semplice e delicata vicenda spicca la totale assenza degli adulti: nessuno di essi compare nemmeno per un attimo in una sola inquadratura di Palle di neve. Sulle intenzioni del regista Jean-François Pouliot a questo proposito si possono solo fare ipotesi: una denuncia del disinteresse del mondo adulto, troppo impegnato nelle sue faccende, per quello dei bambini? il suggerimento che i bambini devono cavarsela e maturare da soli o che così avviene?

Pale di neve si presta a una riflessione sul senso del gioco e sul valore della solidarietà e dell'amicizia. Il gioco è bello finché resta dentro certi limiti, finché rispetta certe regole. Nel momento in cui valica questi confini, non è più un gioco e rischia di trasformarsi in qualcosa di diverso, anche in una tragedia. Il segno che il gioco non sia più tale è l'irruzione della violenza, che nel film è rappresentata dall'utilizzo di mezzi troppo "pensanti" e distruttivi. Anche il gioco e il divertimento hanno bisogno di regole, di confini, senza i quali non sono semplicemente possibili o finiscono male.

Altrettanto efficace è il film nella descrizione delle dinamiche di gruppo, nell'analisi delle relazioni sui criteri che vengono adottati dai ragazzi per stabilire un'amicizia, scegliere un capo, formare un gruppo. Ancora, sui rapporti fra maschi e femmine: i primi che considerano "inutili" le seconde perché troppo delicate, le seconde trovano i primi noiosi e "puzzolenti".

La guerra simulata alla lunga trascende in una guerriglia vera e propria, togliendo il divertimento e il sorriso dalla bocca dei protagonisti. Sono invece l'amicizia, la solidarietà, la condivisione  a dare gusto e senso al tempo che hanno a disposizione. Solo in questo modo il dolore che ciascuno porta dentro di sé verrà superato. 

Bella la figura di Nicky, un bambino che preferisce restare al di fuori della contesa, vera o finta che sia, in nome della fede nel pacifismo: tenterà anche, il ragazzo, di porre fine alle ostilità con un espediente, ma la voglia di vittoria e di supremazia in quel momento prevarrà. Una sua frase spiega il film: "La guerra non è divertente". E Luke lo sa bene, poiché ha perso il padre in guerra...

Una nota infine sullo stile visivo del film, basato su un disegno essenziale e fortemente poetico, per nulla sofisticato e perciò più coinvolgente. E anche sulla colonna sonora, a cui hanno collaborato artisti di fama del Quebec, fra cui Celine Dion.

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