PHOTO
Il marito di Democrito, la 46enne che si è gettata dalla finestra con i figli mentre trasporta la bara del più piccolo, durante il funerale alla Basilica dell'Immacolata a Catanzaro
Maria Luce si salverà. La bambina che insieme ai due fratellini era stata coinvolta nell’omicidio-suicidio agito dalla sua mamma qualche giorno fa, sembra essere in ripresa. Le notizie dal fronte clinico sono rassicuranti e aiutano a tirare il fiato in una storia piena di dolore che ci ha tenuti tutti in apnea.
Come sarà la sua vita, ora? Come si sopravvive a un trauma tanto enorme? Il tempo medica e cura questo genere di ferite? Molte persone si fanno queste domande quando pensano alle persone che la psicologia definisce “survivors”, ovvero sopravvissuti. Si è “survivor” quando la vita ti espone a un evento avverso ad alto impatto sulla tua sfera psichica e tu devi affrontare la tua quotidianità imparando a dare senso a ciò che ti è capitato e a non sviluppare una condizione post-traumatica tale da inficiare la tua salute mentale e l’equilibrio con cui abiti la vita.
Si è survivor se si sopravvive a una tragedia come questa. Oppure se si sopravvive a un incidente automobilistico o aereo. Si è survivor se si resta vivi dopo essere stati coinvolti in un evento come il rogo di Crans Montana. In tali casi, l’evento avverso ha procurato una minaccia enorme alla tua sopravvivenza sia fisica che psichica. Ma ci sono situazioni in cui il corpo resta vivo, senza essere minacciato a morte. Eppure, gli eventi avversi che ti sono capitati ti invadono con un vissuto di soverchiamento emotivo, che ti tiene in stallo se non in scacco. Puoi essere cioè vivo fuori e morto dentro. Accade, per esempio, a chi ha subito uno stupro, oppure a chi è stato vittima di abuso sessuale durante l’età evolutiva. La psicoterapia in questi casi è di aiuto fondamentale. Ma anche la resilienza del soggetto e del sistema familiare e sociale in cui si trova inserito.
Come sarà la vita di Maria Luce dopo la tragedia che l’ha colpita? In molti si chiedono se si riesce a stare vivi e a ritornare alla normalità, nonostante quello che ti è accaduto. La psicologia, invece, non lavora sul “nonostante”, non fa in modo che ciò che ti è accaduto venga catalogato come evento avverso da trattare alla stregua di un corpo estraneo, da lasciare fuori dalla tua vita. In tanti sperano che eventi del genere possano essere dimenticati. Ma la nostra mente non dimentica nulla. Non tiene fuori di sé nulla. Insomma è impossibile per la nostra psiche lavorare sul processo che rende “corpo estraneo” un accaduto che ha lasciato un segno così potente nella memoria emotiva del soggetto. La psicologia lavora sulla capacità che la nostra mente ha di integrare gli eventi che ci sono accaduti, di portarli dentro al suo funzionamento psichico permettendoci di imparare a pensarli, senza però viverli come se fossero perennemente attivi in noi, con la forza di un ricordo che non si spegne mai e che ci tiene in ostaggio.
Il lavoro da fare con Maria Luce sarà lento, paziente e profondo. Dovrà affrontare il lutto per la perdita di una mamma e di due fratelli che erano la base solida dei suoi affetti. Potrà riuscirci imparando ad amare in assenza e rigenerando dentro di sé il ricordo di una mamma che le ha voluto bene e che bisognosa di aiuto, non è stata intercettata nel suo bisogno. Dovrà tenere dentro di sé una memoria in cui all’inizio il dolore sarà più forte dell’amore, ma che, con il supporto del papà e della comunità che oggi si è stretta forte intorno a questa famiglia, potrà ritornare a fondarsi molto più sull’amore che sul dolore.
La clinica ci insegna che i bambini hanno capacità di ripresa enorme: la loro resilienza emotiva è davvero infinita se nutrita con affetto e cure adeguate. La persona che oggi va aiutata di più è il suo papà. Se riuscirà a essere base sicura per Maria Luce, se saprà sottrarsi alla gabbia della disperazione e tenere alto lo sguardo sulla dimensione della speranza, quello che accadrà è che padre e figlia potranno rifondare un’esistenza non tanto su ciò che rimane della loro storia familiare, ma su ciò che ancora li aspetta nella vita che hanno davanti a sé.










