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sabato 15 dicembre 2018
 
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"Servire con lode": quando l'università incontra il volontariato

29/11/2016  L'università non è fatto solo di aule, sale studio e sessioni d'esame. La crescita umana e la formazione della persona passano anche attraverso il servizio ai più fragili. Lo sapevano bene don Bosco e Piergiorgio Frassati, ce lo ricorda papa Francesco: un'iniziativa, a Torino, fa tesoro dell'insegnamento...

Possono scegliere fra più di 500 opportunità: dall'impegno con i migranti a quello con i senza fissa dimora, dal doposcuola ai servizi per gli anziani. Entra nel vivo il progetto “Servire con lode”, che offre agli universitari torinesi la possibilità di impegnarsi nel volontariato, potendo contare su percorsi strutturati e su un servizio di orientamento. I giovani potenzialmente coinvolti sono oltre 100.000, ma la proposta è rivolta anche a docenti e personale amministrativo. Il progetto, una novità a livello nazionale, si fonda su un protocollo di intesa firmato da Diocesi di Torino (che ha dato il primo impulso), Università, Politecnico, Istituto Universitario Salesiano Torino-Rebaudengo, Città Metropolitana,  Centro Servizi per il Volontariato.

Naturalmente non è la prima volta che si propongono agli studenti esperienze di volontariato
. A Torino, ad esempio, l'Ufficio diocesano di Pastorale Universitaria da tempo sostiene progetti in ambiti diversi, cui partecipano circa 200 giovani. Ma “Servire con lode” ha un carattere fortemente innovativo, sia per le dimensioni, sia per la capacità di unire mondo accademico, Chiesa e forze del privato sociale. Finora vi hanno aderito una cinquantina di enti del terzo settore e nei prossimi mesi potrebbero aggiungersi nuove realtà.

Concretamente, gli aspiranti volontari hanno a disposizione uno strumento che li aiuta a scegliere i progetti più adatti: è il sito internet servireconlode.it. In rete da alcuni giorni, è stato progettato dagli studenti di architettura e design del Politecnico di Torino. Usando diversi criteri di ricerca (tra cui il settore di intervento, la fascia oraria e la zona cittadina) è possibile avere un'idea dei tanti progetti proposti. Una volta indicate le preferenze di massima, gli interessati vengono contattati da un orientatore e poi indirizzati al volontariato vero e proprio. 

Il periodo dell'università non è fatto solo di aule, sale studio e sessioni d'esame. La crescita umana e la formazione della persona passano anche attraverso il servizio ai più fragili. Lo sapevano bene don Bosco e Piergiorgio Frassati. Lo ha ricordato papa Francesco durante la sua visita a Torino, nel giugno del 2015. «Il progetto muove proprio da questo invito» chiarisce don Luca Peyron, direttore dell'Ufficio diocesano di Pastorale Universitaria. «Sogniamo una comunità accademica unita nel servizio, della quale facciano parte studenti e docenti insieme». Per il momento, l'esperienza non è legata all'attribuzione di crediti formativi (cioè di un punteggio spendibile nel percorso di studi). «Vorremmo privilegiare l'idea di servizio come pura gratuità» prosegue il sacerdote.

Il progetto è appena partito, «ma già in questi primi giorni abbiamo ricevuto numerose manifestazioni di interesse» spiega ancora don Luca Peyron. «Tra i progetti più richiesti ci sono quelli a sostegno dei migranti e delle forme di povertà estrema. In molti giovani è maturata questa sensibilità, proprio in considerazione della crisi economica e del momento storico che stiamo attraversando». Diversi elementi fanno di “Servire con lode” un progetto potenzialmente replicabile altrove. «Sarebbe bello se, nel tempo, altri atenei italiani seguissero l'esempi di Torino». 

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