Dopo due anni di dibattiti e polemiche la Regione Emilia Romagna è riuscita nell’impresa di tagliare i vitalizi dei politici. E’ stata approvata infatti, grazie all’asse tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, la legge regionale che limita pesantemente i vitalizi degli ex consiglieri regionali dopo averli già aboliti definitivamente per gli attuali eletti. La nuova legge introduce infatti l’innalzamento dell’età “pensionabile” degli ex consiglieri dai 60 (attuali) ai 67 anni e decurta l’entità del vitalizio per tre anni secondo il principio di solidarietà. Ma la norma innovativa è soprattutto quella che vieta il cumulo delle indennità.

 

Ci sono politici illustri che in base a questa legge dovranno fare delle scelte. Per esempio Pierluigi Bersani, già consigliere regionale in Emilia Romagna nonché ex presidente di Regione. In caso di ritiro dalla politica, dovrà scegliere tra il vitalizio di ex consigliere e il vitalizio da parlamentare. Complessivamente, con queste nuove norme è previsto un risparmio di almeno un milione di euro in questa legislatura. Punto cardine della legge è l’equiparazione degli ex consiglieri ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni con l’allungamento dell’età pensionabile dai 60 ai 67 anni che sarà però progressivo. I nati tra il 1956 e il 1963 potranno accedere prima al vitalizio che sarà però decurtato in modo proporzionale agli anni di anticipo. Anche il contributo di solidarietà per i vitalizi già erogati sarà decurtato per tre anni in base all’entità.

 

La legge ha avuto un percorso molto travagliato. Si temevano ricorsi che avrebbero potuto bloccarne l’iter, per questo si è proceduto con molta cautela. Dopo due anni comunque è andata in porto soprattutto per la determinazione del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che aveva fatto del taglio dei costi della politica una delle priorità del suo mandato. Fondamentale è stato l’accordo tra Pd e Movimento5 stelle. Su questo solco è da notare che proprio ieri a Roma la deputata grillina Roberta Lombardi ha firmato la proposta di legge di Matteo Richetti (Pd) sul taglio delle indennità di ex senatori e deputati.