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mercoledì 17 luglio 2019
 

Domenica 16 ottobre - Dedicazione del Duomo di Milano

Lettura del Vangelo secondo Luca (6,43-48)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene».


Dalla Parola alla vita

«Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia». Con l’immagine della roccia, Gesù parla di sé e, con quella della casa, parla della sua Sposa. Oggi è festa grande per il rito ambrosiano perché si celebra la consacrazione della chiesa-madre di tutte le chiese. Il nostro bel duomo fatto «con pietre di pietra» è il segno della Chiesa costruita con la carne delle «pietre vive» che sono i credenti.

1. La casa fondata sulla roccia. Il Vangelo di Luca, con questa immagine, sottolinea due aspetti: le fondamenta della casa sono profonde, per cui essa non crolla perché è «costruita bene». Di fronte alla modernità, può affacciarsi alla nostra mente la domanda: ce la farà la Chiesa a sopravvivere in Occidente? Certamente dobbiamo fidarci dello Spirito, ma questa fiducia chiama in causa la nostra responsabilità. Quale è oggi la nostra responsabilità? Da questa festa ci viene una indicazione preziosa : bisogna scendere in profondità, cioè custodire la memoria. Entrare nel nostro duomo significa prendere la storia della nostra Chiesa e consegnarla alle nuove generazioni; senza memoria, il cristianesimo muore. La Chiesa, fatta da «pietre vive», prende corpo nella storia rappresentata dalla chiesa-edificio di pietra e da lì, per la comunione dei presbiteri con il vescovo, estende, come pianta feconda, i suoi rami in tutta la diocesi.

2. La chiesa-madre segno di unità. La Chiesa non è un condominio dove ognuno si costruisce il suo bell’appartamento. Unica è la pianta e diversi possono essere i frutti; quelli cattivi non nascono dalla pianta-madre, ma da polloni laterali e sterili. La chiesa-madre, pianta carica dei buoni frutti della santità popolare, è presente nelle chiese sparse nel territorio della diocesi; esse, così, sono segno dell’unità dei credenti. La chiesa è l’unico luogo dove chiunque entra è a casa sua. Nelle chiese, in comunione con la chiesa-madre, si raduna il popolo dei “convocati” (ecclesia significa «assemblea dei convocati»); non si entra in chiesa di propria iniziativa, ma perché c’è una chiamata e, quando i cristiani si radunano, lo fanno per «annunciare la morte e la risurrezione di Gesù, finché egli torni», tutti insieme nell’unità.

3. «L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene». Gesù ci insegna che, per essere degni di nostra madre, dobbiamo mettere in pratica ciò che essa ci dice: mettere in pratica le parole del Vangelo significa costruire la Chiesa. È molto diffusa la critica al comportamento ipocrita di tanti cristiani che in chiesa si chiamano fratelli e sorelle, ma appena usciti se lo dimenticano; così uno soffre e l’altro gli passa accanto senza accorgersene, uno offre la pace e l’altro scappa via perché ha altro da fare. Spesso queste critiche sono ingiuste, ma sempre debbono diventare domande per un serio esame di coscienza: «Cosa faccio per la Chiesa che è mia madre?». San Cipriano diceva: «Non può avere Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre».

Commento di don Luigi Galli



13 ottobre 2016

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