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martedì 13 novembre 2018
 

Domenica 16 settembre - III dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3,1-13)

In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».

Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».
    

Dalla Parola alla vita

Nei diversi momenti della storia di Israele, soprattutto nei momenti difficili, la parola dei profeti ha avuto la capacità non solo di richiamare e di scuotere il popolo di Dio, ma anche di dare nuova fiducia, di aprire alla visione di un futuro davvero promettente. Isaia rincuora il popolo con queste parole: «In noi sarà infuso uno spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino».

Anche san Paolo, che ben conosceva le Scritture dei padri, rivolgendosi ai cristiani di Roma, ricorda loro come si sia compiuta la promessa del Signore Gesù sul dono dello Spirito: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato». Dunque lo Spirito promesso già dagli antichi profeti, che avrebbe trasformato il deserto in un giardino, è lo Spirito di Gesù risorto, uno Spirito che viene da Dio, dall’alto, come ricorda Isaia; ma l’effetto prodotto sarà in particolare legato alla cosa più importante per tutti noi: la certezza di essere amati, di essere sotto lo sguardo di bene e di amore di Dio, capace di custodirci e di guidarci in ogni nostro momento di vita. L’espressione usata da san Paolo evoca l’immagine di una cascata di acqua fresca: l’amore proveniente da Dio riempie il nostro cuore in modo sovrabbondante, come farebbe una cascata in un piccolo recipiente. Così è per noi l’amore di Dio, per questo abbiamo bisogno di farne esperienza, di esserne rassicurati. Questa certezza interiore è capace di trasformare i nostri “deserti” di preoccupazioni, angosce, piccole e grandi difficoltà della vita, in veri giardini, ricchi e sovrabbondanti. I deserti non mancheranno nella nostra vita, ma il cuore colmo dell’amore di Dio ci permetterà di attraversarli tutti, trasformandoli in luoghi rigogliosi.

L’evangelista Giovanni ci fa fare un altro passo in avanti, ricordandoci che nel dono di questo amore anche a noi è chiesta una risposta, una partecipazione all’opera di trasformazione. Non dobbiamo cioè solamente accogliere passivamente lo Spirito, dobbiamo invece lasciarlo agire in noi perché ci permetta di «nascere dall’alto». Tutto ciò che viene “dall’alto” viene da Dio, e dunque anche questa nascita nuova di cui Nicodemo, uno dei capi dei Giudei, non capisce molto, viene da Dio. «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse rientrare nel grembo di sua madre e rinascere?», chiede Nicodemo. La nostra rinascita, spiega Gesù, è di tutt’altro tipo: «Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio».

Gesù sta parlando dei sacramenti, in particolare del Battesimo, ma ciò che a noi non è possibile, con Dio diventa possibile. Con le nostre sole forze ci ritroviamo ad affrontare la nostra vita rinchiusi nelle nostre paure, cercando di salvarci da soli. Nella certezza di essere amati faremo tutto quanto è in nostro potere, per poi affidarci con pace all’amore di Dio che per noi desidera e compie sempre e solo il nostro bene.

Commento di don Marco Bove


13 settembre 2018

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