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giovedì 14 dicembre 2017
 

«Una mancia qua, una tangente là e si arriva alla corruzione»

Non bisogna essere nemici della croce e neppure cristiani tiepidi. «Cristiani», dice papa Francesco, «cristiani mondani, cristiani di nome, con due o tre cose di cristiano, ma niente di più. Cristiani pagani!. Il nome cristiano, ma la vita pagana. O, per dirla in un’altra maniera: “pagani con due pennellate di vernice di cristianesimo, così appaiono come cristiani, ma sono pagani”».
Papa Francesco aggiunge che anche oggi, così come ai tempi di Paolo «ce ne sono tanti! Anche noi dobbiamo stare attenti a non scivolare verso quella strada di cristiani pagani, cristiani nell’apparenza. E la tentazione di abituarsi alla mediocrità, la mediocrità dei cristiani, di questi cristiani, è proprio la loro rovina, perché il cuore si intiepidisce, diventano tiepidi. E ai tiepidi il Signore dice una parola forte: "Perché sei tiepido, sto per vomitarti dalla mia bocca". E’ molto forte! Sono nemici della Croce di Cristo. Prendono il nome, ma non seguono le esigenze della vita cristiana».
E, continuando a spiegare la lettera ai Filippesi papa Francesco ha proseguito parlando della "cittadinanza" dei cristiani:  «La nostra cittadinanza è nei cieli. Quella loro è terrena. Sono cittadini del mondo, non dei cieli. Cittadini del mondo. E il cognome è mondano! Guardatevi da questi». Perché tutti dobbiamo chiederci se c'è qualcosa di mondano in noi, se c'è qualcosa de paganesimo. Le domande chiare, ha suggerito papa Francesco sono: «Mi piace vantarmi? Mi piacciono i soldi? Mi piace l’orgoglio, la superbia? Dove ho le mie radici, cioè di dove sono cittadino? Nel cielo o sulla terra? Nel mondo o nello spirito mondano? La nostra cittadinanza è nei cieli e di là aspettiamo, come Salvatore, il Signore Gesù Cristo. E la loro? La loro sorte finale sarà la perdizione! Questi cristiani verniciati finiranno male...».
Ma non basta guardarsi dalla mondanità, bisogna guardarsi anche dalla corruzione. Spiegando il Vangelo, la parabola dell'amministratore che truffa il suo padrone, il Papa si è chiesto: «Come è arrivato questo amministratore del Vangelo a questo punto di truffare, di rubare al suo signore? Come è arrivato, da un giorno all’altro? No! Poco a poco. Un giorno una mancia qui, l’altro giorno una tangente là e così poco a poco si arriva alla corruzione. Il cammino della mondanità di questi nemici della Croce di Cristo è così, ti porta alla corruzione! E poi finisce come quest’uomo, no? Apertamente rubando...».
Noi invece dobbiamo chiedere al Signore la grazia di restare saldi, «senza permettere che il cuore si indebolisca e finisca nel niente, nella corruzione. E’ una grazia bella da chiedere questa: rimanere saldi nel Signore. C’è tutta la salvezza, lì sarà la trasfigurazione in gloria. Saldi nel Signore e nell’esempio della Croce di Cristo: umiltà, povertà, mitezza, servizio agli altri, adorazione, preghiera».


07 novembre 2014

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