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martedì 12 dicembre 2017
 

Venerdì 8 dicembre - Immacolata concezione della beata Vergine Maria

Lettura del Vangelo secondo Luca (1,26b-28)

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
  

Dalla Parola alla vita

Sullo sfondo della festa della Vergine, il libro della Genesi ci invita a considerare il dramma dell’uomo separato da Dio a causa del peccato e il misterioso ruolo di Eva «madre di tutti i viventi» e proprio per questo in costante conflitto con il male. Vengono alla mente le madri di ogni epoca e della cronaca quotidiana, che sempre desiderano la pace, il bene, l’amore per i propri figli. Le donne che custodiscono e operano efficacemente in nome di un’aspirazione al rinnovamento del mondo.

A questa instancabile ricerca, a questa lotta in difesa della vita e della sua qualità, il Signore risponde con il dono della grazia piena, cioè della sua presenza, nella vita di Maria fin dal suo inizio. In Maria, Dio si pone nel cuore della lotta per la vita di tutte le donne e madri del mondo: donne che si riconoscono da un confine all’altro, che attraversano ogni muro, che appartengono a una civiltà umana superiore e unica, universale e più alta di ogni interesse di parte e di ogni ambizione.

Maria può rallegrarsi. Anzi: l’angelo sembra quasi ordinarle di gioire, seppure con entusiasmo e tenerezza insieme. La gioia vera, infatti, nasce dal dono e Maria è piena di ogni dono perfetto. E nella sua gioia il dono di Dio si fa contagioso: rinnova ogni aspetto della storia, come solo una donna sa fare: attenta a ogni particolare concreto, da rinnovare in nome del superiore interesse della vita.

Commento di Marco Crippa


05 dicembre 2017

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