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venerdì 03 febbraio 2023
 
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Il Papa: "Si cerchino le condizioni per avviare i negoziati, la guerra è un errore e un orrore"

02/10/2022  Francesco ha dedicato l'intera riflessione prima dell'Angelus alla guerra in Ucraina, preoccupato per la pesante escalation degli ultimi giorni e per la minaccia atomica. E rivolge un appello diretto al presidente russo e a quello ucraino, chiedendo al primo di fermare la spirale di violenza, al secondo di essere aperto a serie proposte di pace

I corpi delle vittime in una fossa comune scoperta a Izyum (Ansa).
I corpi delle vittime in una fossa comune scoperta a Izyum (Ansa).

«L'andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso da suscitare grande preoccupazione. Per questo oggi vorrei dedicarvi l'intera riflessione prima dell'Angelus. Infatti, questa terribile e inconcepibile ferita dell'umanità anziché rimarginarsi continua a sanguinare sempre di più rischiando di allargarsi».  Una preghiera dell'Angelus, inusuale, fuori dagli schemi, segnata da una particolare partecipazione emotiva, quella di domenica 2 ottobre: il Papa sceglie di non commentare il brano del Vangelo odierno, come di consueto, ma di lanciare un nuovo, forte, accorato appello contro il conflitto in Ucraina, che ha subìto una pesante, pericolosa escalation negli ulltimi giorni, con prospettive allarmanti per il mondo intero.

Da quando è scoppiata la guerra, lo scorso 24 febbraio, papa Francesco non ha mai smesso di lanciare appelli per la pace, di condannare la follia della violenza, di pregare per le vittime, di mostrare la sua vicinanza al popolo ucraino con la preghiera e con le azioni concrete (inviando più volte in missione in Ucraina l'elemosiniere pontificio, il cardinale Konrad Krajewski).  

«MI affliggono i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi. Mi addolorani le migliaia si vittime, in particolare tra i bambini», dice il Pontefice. «E le tante distruzioni che hanno lassciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori». Continua il Papa, ricordando città e paesi ucraini tche in questi mesi di guerra sono stati teatro di assedi, atroci massacri, devastazioni: «Certe azioni non possono mai essere giustificate, mai. è angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell'Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izyum, Zaporizhzhia e altre località che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili».

Francesco parla dell'assurda minaccia atomica che incombe nuovamente sull'umanità. «Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo una distruzione? In nome di Dio, in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate il fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare i negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza ma concordate, giuste, stabili». 

La pace, sottolinea il Papa, dovrà essere fondata «sul rispetto della sovranità e integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni»: un richiamo significativo dopo la decisione di Mosca di annettere le quattro regioni ucraine di Lugansk, Donetsk Kherson e Zaporizhzia, in buina parte occuoate dalle forze russe. «Deploro vivamente la grave situazione creatasi negli ultimi giorni», continua visibilmente preoccupato Francesco, paventando la terribile possibilità di «conseguenze incontrollabili e catastrofiche a livello mondiale».

Il Papa prosegue appellandosi direttamente, con tono accorato, ai due leader contrapposti: «Al presidente della Federazione russa, supplicandolo di fermare anche per amore del suo popolo questa spirale di violenza e di morte». E rivolge «un altrettanto fiducioso appello al presidente dell'Ucraina ad essere aperto a serie proposte di pace». Infine, un richiamo aperto «a tutti i protagonisti della vita internazionale e ai responsabili politici delle nazioni, chiedo con insisitenza di fare tutto quello che è nelle lor possobilità per porre fine alla guerra in corso, senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation».

«Per favore, facciamo respirare alle giovani generazioni l'aria santa della pace, non quella inquinata della guerra, che è una pazzia», aggiunge Francesco, che continua chiedendo che si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici per far finire questa tragedia. «La guerra in sé stessa è un errore e un orrore».   

L'appello del Papa arriva nel giorno in cui un'informativa della Nato, citata da Repubblica, fa sapere che il sottomarino russo Belgorod si sta muovendo nei mari artici e c'è il sospetto che la sua missione sia testare il missile-siluro Poseidon, capace di portare testate nucleari a 10mila km di distanza. Intanto, l'ambasciatore russo in Italia Sergey Razov è stato convocato domani, lunedì 3, al ministero degli Esteri, in un'iniziativa coordinata nell'ambito dell'Unione europea.

 

(Nella foto Ansa sopra: papa Francesco all'Angelus. Nella foto Ans di copertina: carri armati distrutti a Izyum, vicino a Kharkiv)

 
 
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