Dopo l’Angelus dedicato alla Quaresima, affinché sia un occasione di silenzio, condivisione e ascolto, papa Leone XIV, alla vigilia dell’anniversario dei quattro anni della guerra in Ucraina, lancia un nuovo appello per la pace
Dopo la preghiera dell’Angelus, Leone XIV ha ricordato che oggi, 8 febbraio, festa di Santa Giuseppina Bakhita, si celebra la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani. Ha espresso preoccupazione per i recenti attacchi a diverse comunità in Nigeria. E ancora un richiamo alla pace: «Il futuro sta nel rispetto e nella fratellanza fra i popoli»
Il Papa, all’Angelus, ricorda il sì della Madonna e dà appuntamento a piazza di Spagna per il tradizionale omaggio alla statua della Vergine per pregare per la pace
Leone all’Angelus nel giorno della Commemorazione dei defunti: «Senza memoria della vita, morte e risurrezione di Gesù l’immenso tesoro di ogni vita è esposto alla dimenticanza». Poi lancia un appello per la pace in Sudan e in Tanzania, invitando a un cessate il fuoco e all'apertura di corridoi umanitari
Piazza San Pietro gremita di fedeli per fare gli auguri a Leone XIV nel giorno del suo compleanno. All’Angelus il Pontefice si sofferma sul significato della festa dell’Esaltazione della Santa Croce, e sottolinea che «Dio ci ha salvati mostrandosi a noi, offrendosi come nostro compagno, maestro, medico, amico, fino a farsi per noi Pane spezzato nell’Eucaristia» trasformando un «mezzo di morte, la Croce, in strumento di vita». A Prevost auguri da tutto il mondo
"Il Vangelo ci esorta a non tenere per noi i doni che Dio ci ha fatto, ma a impiegarli con generosità per il bene degli altri, specialmente di chi ha più bisogno del nostro aiuto", riflette Leone XIV. Dopo la preghiera dell'Angelus, il Pontefice lancia un appello per la pace ricordando l'80° anniversario delle bombe atomiche su Hiroshima e Nakasaki, si congratula per lo storico accordo fra Armenia e Azerbaigian per mettere fine a oltre 30 anni di guerra ed aprime preoccupazione per la situazione disperata di Haiti, sempre di più in preda alla violenza
In una piazza San Pietro gremita di ragazzi dal mondo per il Giubileo dei giovani, «auguro a tutti che sia un’occasione per incontrare Cristo», il Papa ha pregato per le vittime delle guerre e ha rinnovato il suo appello a cessare il fuoco e al rispetto integrale del diritto umanitario
Leone XIV all’Angelus: «Sono pochi quelli pronti a lavorare ogni giorno nel campo di Dio, coltivando nel proprio cuore il seme del Vangelo per poi portarlo in famiglia, nei luoghi di lavoro e di studio». Poi l’appello: «Il Signore tocchi i cuori e ispiri le menti dei governanti affinché alla violenza delle armi sostituiscano la ricerca del dialogo». E annuncia il trasferimento a Castel Gandolfo per un periodo di riposo augurando a tutti di «poter trascorrere un tempo di vacanza per ritemprare il corpo e lo spirito»
Durante l’Angelus del Corpus Domini, il Papa ha invocato la pace e condannato l’uso della forza da parte dagli Stati Uniti e Israele in Medio Oriente: «Nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri e la paura dei bambini».
Il messaggio di Francesco per l’Angelus: «Viviamo questa Quaresima, tanto più nel Giubileo, come tempo di guarigione». Poi l’appello per la pace «nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Repubblica Democratica del Congo e Myanmar, che soffre tanto anche per il terremoto» e un invito ad avviare un «dialogo costruttivo» in Sud Sudan dove è in atto una «spaventosa catastrofe umanitaria»
Nel testo dell'Angelus preparato per la seconda domenica di Quaresima, Francesco afferma di condividere questo periodo di «prova» con tanti ammalati: «Il nostro fisico è debole ma, anche così, niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza». Sotto al Gemelli sono arrivati circa trecento bambini guidati da padre Enzo Fortunato: «So che pregano per me; alcuni di loro oggi sono venuti qui in segno di vicinanza. Grazie, carissimi bambini! Il Papa vi vuole bene e aspetta sempre di incontrarvi»
L’appello di Francesco all’Angelus: «In questo Anno Santo rinnovo l'appello, specialmente ai governatori di fede cristiana, affinché si metta il massimo impegno nei negoziati per porre fine a tutti i conflitti in corso come quelli nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Nord Kivu». Poi ricorda la Giornata della Vita che si celebra in Italia: «Incoraggio le giovani coppie a non avere timore a mettere al mondo dei figli»
Nella Cappella Sistina, Francesco ha battezzato alcuni bambini, figli di dipendenti vaticani e della Guardia svizzera. Successivamente, nella preghiera dell'Angelus ha ricordato che "la festa di oggi ci ha contemplare il volto e la voce di Dio, che si manifestano nell'umanità di Gesù"
Francesco all’Angelus: «La pace allieta la vita dei popoli, i conflitti sono disumani e distruggono tutto». Poi l’appello nella Giornata mondiale della Pace: «In quest’anno giubilare incoraggio i governanti dei Paesi di tradizione cristiana a dare il buon esempio cancellando o riducendo quanto più possibile i debiti dei Paesi più poveri»
Il Pontefice, nell’ultimo Angelus di Avvento, affianco alla richiesta di pace in tutto il mondo, prega per il “dono di ogni vita, di ogni bambino”, ma anche per i tanti, troppi, morti sul lavoro. In chiusura la benedizione dei Bambinelli da riporre nel presepe il giorno di Natale
Il Pontefice guiderà domani, domenica 22 dicembre, l'ultima dell'Avvento, la preghiera mariana dalla cappella della Domus vaticana. Lo rende noto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni
È un appello alla pace, l’ennesimo, quello di papa Francesco nella prima domenica di Avvento durante l’Angelus. «La guerra è un orrore, la guerra offende Dio e l’umanità». La pace «non è una responsabilità di pochi ma di tutti»
Durante l’Angelus Papa Francesco prega per i sopravvissuti e le vittime dei disastri naturali in Vietnam e Myanmar, e ricorda la giornata dei malati di sclerosi laterali amiotrofica, SLA. Infine prega per le madri delle vittime dei conflitti in corso, ricordando in particolare Rahel, mamma di Hersh Goldberg-Polin, trovato morto inizio mese insieme ad altri cinque ostaggi israeliani a Gaza: «Avevo incontrato la madre che mi ha colpito per la sua umanità. L'accompagno in questo momento. Prego per le vittime e continuo ad essere vicino a tutte le famiglie delle ostaggi», ha detto il Santo Padre.
Francesco incoraggia i ventimila che lo hanno accolto in una terra meravigliosa, ma priva di tutto. E lascia ai missionari 240 chili di medicinali, cibo e giocattoli. All'Angelus i Pontefice chiede, ancora una volta, il dono della pace
Francesco all’Angelus: «La comunità internazionale non dovrebbe tollerare tutto questo. Non dimentichiamo che la guerra è una sconfitta». Poi ricorda la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani: «L'abbandono degli anziani è una triste realtà alla quale non dobbiamo abituarci. Il nostro futuro dipende molto da come i nonni e i nipoti impareranno a vivere insieme»
"Solo se impariamo a riposare possiamo avere compassione", spiega Francesco. "Se siamo troppo preoccupati delle cose da fare ci agitiamo e perdiamo di vista l'essenziale, rischiando di esaurire le nostre energie". Il Pontefice ha invocato la tregua olimpica e ancora una volta ha invitato a pregare per la pace: "Ricordiamo, la guerra è una sconfitta"
Con l'immagine del seme, che impiega tempo per dare frutto, spiega Francesco, il Vangelo ci invita a riflettere sull'attesa fiduciosa. Al termine della preghiera dell'Angelus il Pontefice ha rivolto in particolare il suo pensiero alla tragedia che si consuma nella Repubblica democratica del Congo, agli scontri nella parte orientale del Paese, dove "tra le vittime tanti sono cristiani, uccisi in odium fidei"
Francesco all'Angelus nella solennità del Corpus Domini: «L'Eucarestia ci rende capaci di diventare anche noi pane spezzato per gli altri, di condividere ciò che siamo e ciò che abbiamo». Poi l'appello per la fine della guerra in Ucraina, Palestina, Israele, Myanmar e Sudan
Gesù Crocifisso, dice Francesco, ci indica la via del dono e del perdono. "Glorificarsi, per Lui, vuol dire donarsi, rendersi accessibile, offrire il suo amore". Al termine della preghiera dell'Angelus, il Pontefice ricorda il dramma di Haiti. E rinnova la preghiera per le popolazioni martoriate, in Ucraina, Palestina, Israele, Sud Sudan, con un pensiero particolare per la Siria