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"Contro i terrorismi, coltivare la memoria"

08/05/2020  Istituita nel 2007 e celebrata per la prima volta nel 2008, la Giornata della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, quest'anno non avrà a sua consueta celebrazione per via dell'emergenza Covid. Ma tutte le vittime saranno ugualmente ricordate dal Paese.

« Questo è il giorno del ricordo e del pubblico riconoscimento che l’Italia da tempo doveva alle vittime del terrorismo. È il giorno del sostegno morale e della vicinanza umana che l’Italia sempre deve alle loro famiglie. Ed è il giorno della riflessione su quel che il nostro Paese ha vissuto in anni tra i più angosciosi della sua storia e che non vuole mai più, in alcun modo, rivivere». Le parole dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aprirono così, il 9 maggio del 2008, la celebrazione della prima Giornata della memoria in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.

«I momenti di solenne riconoscimento non sono mancati come con il conferimento di medaglie d’oro, da parte del Presidente Ciampi, alla memoria di alcune figure rappresentative del sacrificio di molti negli “anni di piombo”. Ma era a lungo mancato un riconoscimento collettivo e proiettato nel futuro come quello deciso dal Parlamento con la legge istitutiva del “Giorno della memoria”», disse allora il presidente.

Istituita con la legge numero 56 del 4 maggio 2007,  la Giornata è stata fissata al 9 maggio, giorno dell’assassinio del presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro e del giornalista Peppino Impastato (anche se questi per mano mafiosa). Quell’assassinio, ha più volte sottolineato Giorgio Napolitano, è stato il punto più alto della strategia eversiva che ha segnato il nostro Paese negli anni di Piombo.

Dopo le prime edizioni al Quirinale, la Giornata della memoria si è poi svolta alternativamente alla Camera e al Senato. Ogni anno sono anche stati premiati i migliori lavori sul tema delle scolaresche di tutta Italia.

Quest’anno la celebrazione è sospesa per l’emergenza Covid, anche se molte associazioni si sono organizzate per non far passare inosservata la ricorrenza. La Casa della memoria di Brescia, tra le più attive sia nel lavoro che ha portato al riconoscimento della Giornata, che nella preparazione die temi in quelle successive, ha in programma, alle 11 del 9 maggio, un omaggio alla stele di piazza Loggia, dove avvenne la strage del 28 maggio 1974, alla presenza di Sindaco, Vicesindaco, Presidente della Provincia, Manlio Milani e l’assessore Marco Fenaroli. E poi ancora a Milano e nei comuni di origine delle vittime verrà ricordata la strage di piazza Fontana, del 12 dicembre 1969. Bologna, Forlì, Roma, quasi tutte le città si sono organizzate per un omaggio floreale, alla presenza di pochissime persone, per non far passare sotto silenzio la Giornata. Per non dimenticare.

E «non dimenticare», spiegava il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento del 9 maggio 2018, «significa anche fare i conti con questa storia che ha attraversato la vita della Repubblica e ha messo a dura prova quella costruzione democratica che il popolo italiano è riuscito a erigere dopo la Liberazione e che la Costituzione ha reso un patrimonio di valori, non soltanto di norme giuridiche.

Abbiamo appreso che la democrazia non può dirsi mai conquistata una volta per tutte. Abbiamo appreso che la democrazia vince quando non rinuncia a se stessa, ai principi di civiltà che la sostengono, alla libertà, al diritto e al rispetto dei diritti. Abbiamo appreso che ci sono momenti in cui l'unità nazionale deve prevalere sulle legittime differenze: è stata anzitutto l'unità del popolo italiano a sconfiggere la minaccia terroristica.

Si è compreso, di fronte a quell'emergenza, che vi sono momenti che richiamano a valori costituzionali. A impegni comuni; perché non divisivi delle posizioni politiche ma riferiti a interessi fondamentali del Paese, in questo senso neutrali».

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