di Rosalba Taddeini
Dirigente Differenza Donna Aps-Ong 

 

Il gruppo Facebook di mariti, compagni e fidanzati che si scambiavano foto intime delle proprie mogli, compagne e fidanzate mostra innegabilmente quanto la cultura patriarcale e violenta superi le mura domestiche per diffondersi sui social senza freno alcuno. L'oggettificazione del corpo delle donne e l'arrogarsi il diritto di poter 'scambiare' il corpo della propria compagna senza alcun consenso,  perché vissuto come oggetto e proprietà, è violenza maschile contro le donne. Senza se e senza ma. Non solo una inaccettabile violazione della privacy, ma un inaccettabile violenza che non si puo’ derubricare a “goliardata”. 

Differenza Donna quotidianamente affronta questi temi nelle sue attivita. sensibilizzazione: a scuola, nella formazione nelle aziende e nei centri antiviolenza e case rifugio che gestisce. Ma non si puo’ affidare un compito enorme come una consapevolezza culturale ancora arretrata in Italia, solo alla buona volontà dei Centri Anti Violenza. Serve vi siano programmi scolastici di educazione affettiva e fondi adeguati per sostenere il lavoro di sensibilizzazione. La cultura del consenso e’ il passaggio fondamentale al quale tutte e tutti dovremmo lavorare per evitare scempi come quello cui abbiamo assistito con questo gruppo ignobile.