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Sono state rilasciate dal governo cubano le prime 14 persone detenute nelle carceri per motivi politici La maggioranza di loro per aver preso parte alle manifestazioni protesta del luglio 20221. L'organizzazione non governativa che monitora le detenzioni sull'isola caraibica, l'Osservatorio cubano per i diritti umani, ha pubblicato l’elenco dei liberati, tra i quali anche la 24enne Reyna Yacnara Barreto Batista, che ha confermato all'agenzia statunitense Associated Press di aver lasciato il carcere, e il 23 enne Daniel Cruz (nella foto).
La liberazione di questo primo gruppo di 553 prigionieri che lasceranno il carcere nei prossimi giorni avviene nel contesto di una mediazione con la Chiesa cattolica. La decisione, specifica l’Avana, è stata annunciata i primi giorni di gennaio dal presidente Miguel Díaz-Canel con una lettera inviata proprio a papa Francesco. Il governo cubano ha riferito di aver «mantenuto la comunicazione con Papa Francesco e i suoi rappresentanti e, come in passato, ha informato Sua Santità sui processi di revisione e rilascio delle persone private della libertà». Ha ricordato, inoltre, che «più di 10.000 persone punite con la privazione della libertà» sono state rilasciate dal carcere tra il 2023 e il 2024 con «diversi tipi di benefici previsti dalla legge». Comunicando la liberazione il Governo ha fatto riferimento alla Bolla di indizione del Giubileo e agli auspici del Papa di forme di amnistia e condono per questo Anno Santo.
Proprio per questo il cardinale Pietro Paroli, segretario di Stato vaticano, ha dichiarato a Vatican Media che «la notizia dell’annunciata graduale scarcerazione di 553 prigionieri cubani è un segno di grande speranza in questo inizio di Giubileo. È significativo che le autorità dell’Avana abbiano legato direttamente questa decisone all’appello di Papa Francesco» di «gesti di clemenza come tante volte è accaduto in occasione dell’Anno Santo. Il 2024 si era chiuso con la commutazione da parte del presidente degli Stati Uniti di decine di condanne a morte in ergastoli, e con la notizia che lo Zimbabwe ha abolito la pena capitale. Speriamo che questo 2025 prosegua in questa direzione e che le buone notizie si moltiplichino, soprattutto con la tregua per i tanti conflitti ancora in corso».





