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Curare la miopia, le nuove tecniche

08/09/2016  Il difetto della vista che, a seconda dell’entità, si manifesta con una visione nitida da vicino, ma sfocata da lontano ha varie cause, tra cui l’uso eccessivo di computer, tablet e smartphone.

Lo confermano i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità: a partire dal prossimo decennio due miliardi e mezzo di persone rischieranno di vederci male da lontano: saranno miopi. «Questo difetto della vista che, a seconda dell’entità, si manifesta con una visione nitida da vicino, ma sfocata da lontano ha varie cause. C’è quella genetica che consiste in un’eccessiva lunghezza dell’occhio oppure in una maggiore curvatura della cornea, la membrana trasparente disposta davanti all’iride. Ma all’origine del problema ci sono anche fattori ambientali e comportamentali come l’uso eccessivo di computer, tablet, smartphone e una vita sedentaria, in ambienti chiusi», dice Paolo Tassinari, medico oculista presso l’Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara.
Se fissiamo sempre lettere, numeri e altri segni su uno schermo a dieci centimetri dal nostro viso, il cristallino che è la lente all’interno dei nostri occhi si gonfia per mettere a fuoco la visione da vicino. Poi le immagini vengono fissate sulla retina, tessuto nervoso che elabora ciò che vediamo inviandolo al cervello per trasformarlo in informazioni visive. «Questo fenomeno, definito dagli oculisti accomodazione, non deve continuare per ore e ore: ogni 20 minuti, per esempio, andrebbe interrotto, così da permettere al cristallino di sgonfiarsi, rilassarsi ed essere pronto per vedere correttamente le cose lontane», aggiunge il dottor Tassinari.


COME SI MANIFESTA, QUALI LE CURE

dere bene da vicino. Inoltre chi ha questo problema tende a strofinarsi spesso le palpebre e a strizzare gli occhi nel tentativo di mettere meglio a fuoco le cose lontane, restituendo agli oggetti un contorno nitido. Se il difetto visivo è di origine genetica è opportuno fino alla maggiore età correggerlo con gli occhiali o le lenti a contatto. «Successivamente, in età adulta, il suggerimento è quello di ricorrere all’intervento chirurgico che modifica la curvatura della cornea permettendo così la corretta visione: le tecniche più all’avanguardia sono quelle che usano il laser a eccimeri o a femtosecondi. Altra opzione è quella di inserire lenti artificiali all’interno dell’occhio, la metodica è nota come Iol fachica. Altra possibilità è la sostituzione del cristallino naturale, la lente che permette la messa a fuoco dei raggi visivi sulla retina», spiega il dottor Tassinari. Ci sono poi lenti a contatto in grado di essere utilizzate solo nelle ore notturne e poi tolte di giorno. Questi metodi correttivi inducono una regressione transitoria della miopia permettendo la messa a fuoco.

LE REGOLE SEMPRE VALIDE

  

Fin da ragazzini è bene trascorrere più tempo all’aria aperta, almeno un’ora al giorno, come rivela uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, perché la luce naturale sembra stimoli la visione e il corretto sviluppo dell’occhio. Ma c’è anche chi suggerisce di prestare attenzione alla dieta, aumentando le dosi giornaliere di frutta e verdura, alimenti ricchi di vitamine. La A, per esempio, è indispensabile alla retina che la “consuma” ogni volta che arriva un segnale luminoso. Si trova nei mirtilli, nelle carote, nel fegato, nel burro, nelle uova. Fondamentali le vitamine del gruppo B contenute nei cereali integrali, carne, crostacei e la C che ritarda l’invecchiamento dell’occhio. Ne sono ricchi prezzemolo, broccoli, cavoli. Via libera a verdure fresche crude, uova, latticini, olio extravergine di oliva che contengono anche oligoelementi che favoriscono la microcircolazione. Infine altri due consigli. Primo: ricordarsi di ammiccare più spesso. Davanti a tablet e Pc si tende a sbattere le palpebre da due a tre volte in meno del solito dando la sensazione di occhio secco. È bene, invece, inumidire l’occhio naturalmente ricordandosi appunto di ammiccare. Secondo: dopo aver guardato lo schermo per non più di 20 minuti consecutivi alzare lo sguardo osservando che cosa c’è a 20 metri di distanza per 20 secondi. Così si cambia la messa a fuoco, si permette il rilassamento del cristallino.

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