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Don Gianni Castorani: "Sono un miracolato dall'Angelo custode"

23/03/2023  Il prete fiorentino, fondatore della scuola d’evangelizzazione “Sentinelle del mattino di Pasqua”, si è ripreso inspiegabilmente da un terribile ictus mentre in tanti pregavano per lui (Di Andrea Fagioli)

«Stamani sono stato a giocare a tennis e nei giorni scorsi sono tornato anche in piscina e persino a sciare». A raccontarlo con tutta naturalezza è don Gianni Castorani, che parla di attività non proprio usuali per un prete, se non fosse che lui è uno sportivo nato. A quattordici anni, calciatore provetto, lo voleva l’Inter. Ma quello che stupisce è che il sacerdote fiorentino classe 1970, meno di due anni fa, ha avuto un ictus con una emorragia celebrale molto estesa e sul cervello, stando ai medici e alle risonanze, segni di lesioni devastanti. Il fatto stesso che sia ancora vivo è straordinario, ma che poi abbia ripreso completamente tutte le funzioni, compresa la parola che aveva perso del tutto, è un miracolo. «Sono un miracolato», afferma lui senza ombra di dubbio. E poi parla degli angeli custodi con la stessa naturalezza con cui parlava del tennis, del nuoto e dello sci: «Ognuno di noi è affidato a un angelo, che si fa più presente nei momenti più difficili». In effetti è impossibile non credergli quando racconta della notte tra il 26 e il 27 aprile 2021, quella che lui definisce la «notte delle notti». Incontriamo don Gianni in un luminoso pomeriggio di marzo nel suo eremo con vista sulle colline che all’orizzonte segnano l’inizio del Chianti. Siamo a Bagno a Ripoli, nei pressi di Firenze, in quella che un tempo era una villa nobiliare, poi diventata monastero di clausura delle Monache benedettine vallombrosane, che lo hanno lasciato in comodato alla Scuola di evangelizzazione “Sentinelle del mattino di Pasqua” creata da don Gianni sulla scia della Jeunesse Lumière di Daniel Ange e in risposta all’appello di Giovanni Paolo II a Tor Vergata durante la Giornata mondiale della gioventù del 2000.

davanti alla morte

Anche quel pomeriggio del 26 aprile di due anni fa don Gianni era stato a giocare a tennis. Si sentiva bene, in gran forma. La sera aveva fatto anche quattro risate rivedendo per l’ennesima volta il film di Roberto Benigni Johnny Stecchino assieme ai ragazzi della scuola. Poi era andato a letto tranquillo. Nulla lasciava presagire quello che sarebbe accaduto di lì a poco: «Sì, a volte ci sentiamo forti e invincibili. Eppure la vita può cambiare in un soffio, anche perché non dipende da noi», commenta oggi. Quella notte, verso le cinque del mattino avverte uno strano bruciore al viso, mentre un formicolio percorre il suo braccio. Don Gianni si rende conto di stare male. Vorrebbe chiedere aiuto, ma non riesce a muoversi e non parla. È cosciente, capisce che la situazione è grave. Per la prima volta avverte la paura: «Forse è giunta la mia ora», «forse morirò». Ma scopre di non essere pronto. Proprio lui che predica agli altri la fiducia e l’abbandono. A quel punto il pensiero va alla Croce: «Padre mio, mi abbandono a te come Gesù». È un attimo, la paura si trasforma in serenità e, come dice lui, «entra in azione l’angelo custode». Una delle ragazze della scuola ha una visione: vede don Gianni disteso per terra nella sua stanza di cui coglie tutti i particolari pur non essendoci mai stata. Lì per lì, nonostante il turbamento, non lancia l’allarme. Ma sono quasi le nove e don Gianni non arriva. Alcuni ragazzi lo vanno a cercare e lo trovano realmente sdraiato per terra, immobile, nella sua camera. I soccorsi arriveranno verso le dieci. Sono passate cinque ore. Troppe senza un regolare afflusso di ossigeno al cervello. Quando arriva al Pronto soccorso il quadro clinico non lascia speranza. Solo un miracolo lo può salvare.

sembra un miracolo

  

Per le famigerate settantadue ore successive al ricovero, i ragazzi della scuola di evangelizzazione, in una tre giorni no-stop di adorazione eucaristica, pregano davanti al Santissimo. Scatta poi una catena di preghiera addirittura a livello mondiale. Inaspettatamente don Gianni si riprende. Viene trasferito per la riabilitazione al Centro Don Gnocchi. I progressi sono rapidi e umanamente inspiegabili per uno che ha avuto un’ischemia del genere. Quando la dottoressa che lo aveva accolto al Pronto soccorso lo rivede dopo nemmeno un anno non ha dubbi: «Questo è un miracolo, perché una cosa del genere non è possibile. Non si è mai vista. Le tac e le risonanze mostravano un quadro disperato, invece davanti ho una persona viva e vegeta. È incredibile!». Talmente incredibile che la storia di don Gianni trova ora spazio anche nelle pagine di un libro scritto con Gaia Corrao, Una vita in più - Un cammino di rinascita e di fede, edito da Piemme (pp. 160, euro 17,90) con la prefazione degli amici Beatrice Bocci e di suo marito, il conduttore televisivo Alessandro Greco e uno scritto inedito di Daniel Ange.

il vangelo per i giovani

Don Gianni, al di là dello sport, ha ripreso il suo posto di viceparroco a Quarto di Ripoli, la guida della Scuola di evangelizzazione e la sua opera di evangelizzazione di strada, che in questo momento si concentra soprattutto a Firenze, il secondo sabato di ogni mese, presso la chiesa di Sant’Ambrogio, in una delle principali zone della movida notturna. Qui don Gianni e i giovani delle “Sentinelle del mattino di Pasqua” fermano i ragazzi in piazza e li portano, se loro vogliono, davanti al Santissimo per un momento di preghiera. È la «Luce nella notte», un’iniziativa nata vent’anni fa a Riccione e che in qualche modo rimanda alla vocazione stessa di don Gianni avvenuta in quella stessa Riviera romagnola frequentata dapprima per andare in discoteca e poi per incontrare padre Emiliano Tardif e Daniel Ange e compiere la prima scelta radicale: lasciare tutto (ragazze, famiglia e lavoro) e dedicarsi all’evangelizzazione del mondo giovanile senza farsi prete. Quello non lo aveva messo proprio in conto: «Tutto, ma prete no!». In conto, però, non aveva messo nemmeno quelle che ora chiama le «Dio-incidenze», che non ti lasciano scampo, a partire dal patto fatto con Dio stesso perché portasse suo padre in Paradiso potendone avere conferma se fosse morto di domenica (giorno della risurrezione) alle tre del pomeriggio (ora della misericordia). Il babbo morì domenica 1° ottobre 2006 alle 15. All’indomani del funerale, Gianni entrò in seminario. Sarebbe uscito prete il l’11 aprile 2010, a quarant’anni esatti.

La sentinella del cammino di Pasqua

  

Si chiama “Sentinelle del mattino di Pasqua” il movimento giovanile fondato nel 2005 da don Gianni Castorani (quando ancora non era ancora prete) per l’evangelizzazione di strada. Presso il monastero dello Spirito Santo a Bagno a Ripoli (Firenze) organizza la “Scuola per evangelizzatori”, esperienza residenziale della durata di uno o due anni. Inoltre anima la “Luce nella notte”, adorazione eucaristica per i giovani nei quartieri della movida (a Firenze nella chiesa di Sant’Ambrogio), e le evangelizzazioni estive sulle spiagge.

 
 
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