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lunedì 29 novembre 2021
 
Chiedilo a Credere
 
Credere

«Devo sentirmi in colpa nel chiedere la guarigione di mio figlio malato?»

19/08/2021  Giusto chiedere quello che noi reputiamo il bene o dobbiamo abbandonarci al Signore? Una credente "neofita" spaventata dal consiglio di una conoscente si chiede se la fede cristiana significhi gioia o sofferenza. La verità? Davanti a Dio, siamo come bambini... La riflessione di Robert Cheaib

Una lettrice mi ha inviato di recente una lettera in cui mi racconta di una malattia improvvisa di suo figlio che li ha costretti a trasformare le loro priorità e di passare tanto tempo in ospedale. Durante questo tempo, questa mamma ha rivolto al Signore la sua preghiera e ha chiesto preghiere a tante persone. Una di quelle le ha rimproverato il fatto di chiedere “la guarigione del figlio” dicendole: «Tu non hai fede! Devi dire: “Sia fatta la tua volontà. Se vuoi mio figlio, prendilo!”». Queste parole hanno disorientato questa credente neofita che sta facendo del suo meglio per seguire il Signore e, tra le cose con le quali chiude la lettera mi scrive: «Comincio a pensare che essere cristiani sia un percorso di sofferenza e non di gioia e che allora sia meglio stare alla larga».

Mi sono dilungato a presentare il contesto perché mi sembra molto simile a quello di tante persone che si interrogano sul fatto se possiamo chiedere al Signore quello che desideriamo o riteniamo buono o se la nostra preghiera dovrebbe essere solo un abbandonarsi totale al volere divino, senza entrare in alcun dialogo.

Alla preghiera di domanda ho avuto diverse conversioni, ma questa volta vorrei evocare un episodio che mi è capitato chiacchierando con un padre di sei figli. Stavamo appunto parlando del “chiedere al Signore” e gli dicevo qualcosa del genere: «Sì, naturalmente possiamo chiedere al Signore. Ci ha invitato lui stesso a farlo. Ma bisogna sempre insistere che sia fatta la sua volontà». Quel papà, mi ha risposto giustamente così: «Ma quando i miei figli vengono a me con le loro richieste, vengono e chiedono. Non mettono clausole e attenuanti per le loro richieste», e ha aggiunto: «Io al Signore chiedo quello che voglio… poi lui fa quello che vuole… ma non c’è bisogno che gli faccia tutta una conferenza per chiedergli di fare quello che vuole…».

Nella sua semplicità, la visione della preghiera di questo papà mi ha molto colpito ed edificato. In fondo, è ciò che Gesù ci dice riguardo alla preghiera di domanda. Siamo chiamati a venire verso il Signore con la fiducia filiale… e per di più, la fiducia filiale di un bambino. Il Signore non si aspetta il nostro eroismo, ma la nostra fiducia. Ed è proprio chiedendo con fiducia che il Signore ci darà anche la forza di sopportare e di capire se la preghiera non verrà esaudita secondo il nostro desiderio.

(foto in alto: iStock)

 
 
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