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lunedì 13 luglio 2020
 
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Errani: entro fine anno in salvo le opere d'arte

29/05/2014  I fondi sono stati stanziati ma i lavori sono appena cominciati. La situazione dei centri storici è ancora desolante.

Emilia, le ferite del terremoto (Reuters).
Emilia, le ferite del terremoto (Reuters).

Per l’emergenza sono stati stanziati 549 milioni di euro per 664 interventi. Questo il bilancio in sintesi dei tre piani operativi 2013-2014 che riguardano la ricostruzione e il recupero delle opere pubbliche  e dei beni culturali danneggiati dal sisma.
Si tratta della prima fase di un programma  complessivo che prevede  1540 interventi per un miliardo e 354 milioni di euro. Nello specifico, per la parte dei beni culturali, secondo i dati presentati ufficialmente dalla Regione, il programma prevede un finanziamento di 963 milioni di euro per 999 interventi.

Entro la fine dell’anno, ha assicurato il governatore Errani, partiranno “almeno una trentina di cantieri” per le opere pubbliche. Tra i beni tutelati, saranno aperti ad esempio i cantieri della Chiesa della Confraternita della buona morte a Finale Emilia, del Torrione degli Spagnoli a Carpi, della Chiesa e convento di San Paolo in Monte a Bologna, della Chiesa di San Pietro apostolo a Cento e, a Ferrara, della Chiesa di S.Apollonia, della Chiesa dei Santissimi Giuseppe, Tecla e Rita e del Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah.

“La collaborazione tra ministero, Regione, amministrazioni locali e diocesi realizzata in Emilia Romagna per la gestione del terremoto rappresenta un esempio virtuoso che sarà di riferimento per chiunque dovrà affrontare in futuro eventi calamitosi”, ha detto  il ministro Dario Franceschini. 

La situazione dei centri storici è ancora desolante. La ricostruzione in realtà è appena cominciata, ma resta la preoccupazione per le torri, i campanili e i cosiddetti monumenti “minori”,  gli stessi che costituivano l’anima del territorio. Furono proprio autorevoli esponenti del mondo dell’arte e della cultura, a cominciare da Italia Nostra, a lanciare l’allarme per le presunte“demolizioni facili”che avrebbero prodotto una gestione del dopo terremoto “peggio che a L’Aquila”. E’ ancora troppo presto, al di là delle dichiarazioni ufficiali, per tirare le somme e distribuire medaglie.

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