Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
mercoledì 24 aprile 2024
 
 

Ho battuto Valentina Vezzali

08/10/2013 

La canzone Vado al massimo di Vasco Rossi ben si addice a Beatrice Vio (nella foto), Bebe per tutti. Una sedicenne che, come tante sue coetanee, ha l’argento vivo addosso e attraversa l’esistenza con l’entusiasmo e l’impazienza tipici dell’età. Perché, come ci tiene a dire, «la vita è eccezionale, è bello sognare, credere nelle cose e volerle fortemente realizzare». Ma la vita, a un certo punto, è sembrata andare al minimo per Bebe. Comincia a tirare di scherma da piccola nel club della città in cui abita, Mogliano Veneto, dimostra talento. Ma a 11 anni, nel 2008, una grave forma di meningite provoca un’infezione devastante: per salvarla, i medici devono amputarle le braccia all’altezza del gomito e le gambe a quella del ginocchio. Tornata a casa dopo quasi un anno tra ospedale e riabilitazione, nonostante le difficoltà fisiche riprende la vita di prima, scherma compresa, grazie anche al sostegno della famiglia (papà Ruggero, mamma Teresa, i fratelli Nicolò e Maria Sole, il cane Ketchup) e all’opera di specialisti ortopedici che confezionano per lei protesi idonee per reggere il fioretto. Allenata dalle sue maestre Federica Berton e Alice Esposito, debutta con la scherma in carrozzina nel 2010 e, da allora, inanella successi a ripetizione, tanto da essere chiamata a fare da tedofora alle Paralimpiadi di Londra nel 2012 e da figurare tra le favorite ai prossimi Giochi di Rio de Janeiro nel 2016. Il suo volto sbarazzino, il suo buonumore contagioso sono diventati il simbolo della scherma paralimpica. È riuscita persino a battere un mito del fioretto femminile, Valentina Vezzali, di cui è amica e ammiratrice, in eventi promozionali. Sarà protagonista, a Reatech, della Giornata nazionale dello sport paralimpico.

– Come sei riuscita a battere la Vezzali?
«Nella scherma, bisogna essere bravi sia di braccia sia di gambe. Lei è formidabile soprattutto nel gioco di gambe, ma con la carrozzina non le può usare. L’ho quindi attaccata nel suo punto debole».

– Lo sport può aiutare le persone disabili a vivere meglio?
«Guardando alla mia esperienza, dico senz’altro di sì. Lo sport fa stare bene, giova alla salute e rilassa, aiuta a passare il tempo e a non annoiarsi, favorisce la socializzazione e l’amicizia, dà quel pizzico di autostima e di grinta che non guasta. Importante è che piaccia, che sia divertente. Ma sono così tante le discipline, che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Non c’è alcuna disabilità che impedisca di praticare lo sport: se la mente vuole, nulla è precluso. Una mia amica tetraplegica, grazie alla scherma, è riuscita da sola ad accendere la lampada sul comodino di camera sua: un’inezia per un normodotato, un grande passo in avanti per lei e la consapevolezza di sé. Certo, bisogna che anche i genitori si diano una mossa. Spesso hanno paura di far vedere il figlio disabile, ma devono capire che chiudendolo in casa difficilmente potrà avere una vita normale».

– Tu e la tua famiglia avete costituito, insieme con un gruppo di amici, altri genitori e volontari, un’associazione Onlus che si chiama Art4sport. Cosa fa?
«Fornisce soprattutto protesi, carrozzine e altri ausili a bambini e ragazzi amputati che vogliono dedicarsi a uno sport. Promuove la pratica sportiva dei disabili, sensibilizzando quante più famiglie possibile e l’opinione pubblica tramite manifestazioni e progetti per la diffusione di discipline quali la scherma e lo sci. Per saperne di più sulla nostra attività, c’è il sito Internet www.art4sport.com ».

– Oltre alla scherma e all’associazione, hai altri interessi?
«Mi piace studiare, frequento la scuola di arti grafiche e comunicazione dei Salesiani a Mestre. In estate, per qualche settimana seguo i bambini ospiti di un asilo nido di Mogliano. Faccio parte di un gruppo scout e partecipo, per quanto possibile, alle sue iniziative».

– Progetti per il futuro?
«Innanzitutto, partecipare alle Paralimpiadi di Rio. Al tempo stesso, dedicarmi anche all’atletica leggera. Ho cominciato in questo periodo a provare delle nuove protesi per correre. Poi finire la scuola ed entrare nel mondo della grafica e della videoproduzione. Devo pur pensare a cosa farò da grande».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo