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Il calendario e la speranza

05/01/2023  Ogni giorno apre per noi una nuova possibilità: per vivere, credere, imparare, amare

Lessi tantissimo tempo fa – non mi ricordo dove – un bel testo “sapienziale” sul calendario e sul tempo che passa. Mi sono rimaste nell’anima poche immagini di questo testo, tra cui la seguente: il calendario è uno specchio della tua vita, tu ne strappi una pagina e lui prende un giorno della tua vita…

Ero giovanissimo, un ragazzino, quando lessi queste righe, ma ricordo che quella presa di coscienza del tempo che passa mi scosse profondamente. Vivendo ormai da più di due decenni lontano dalla mia famiglia di origine e vedendo mediamente i parenti una volta l’anno (e anche meno), ho iniziato a vedere a ogni visita – e sempre più – il passaggio del tempo sulla pelle, negli occhi, nelle “cose”. Ok… vi starete chiedendo: «Sto leggendo il primo numero dell’anno, mi vuoi deprimere?». Tranquillo, sto solo creando l’atmosfera! Vorrei condividere un pensiero personale (e positivo, spero) sul tempo, quel tempo che passa inesorabilmente sia che siamo presenti o assenti. La buona notizia è che il tempo che passa non è una fatalità.

E, per rendere l’idea, vorrei condividere con voi tre prospettive degne di noi cristiani, a inizio anno. La prima prospettiva: la cosa di cui vale la pena prendere coscienza non è la fatalità del tempo che passa, ma la possibilità che abbiamo in ogni nuovo istante di essere dono, di essere presenti agli altri e a Dio. La seconda cosa, più importante della prima: pensavo come la sapienza della Chiesa ha calcato l’anno liturgico sul ciclo di un anno per ricordarci che questo tempo presente è «eternità velata» (per citare lo scrittore inglese C.S. Lewis) o, ancor più, è “l’Eterno rivelato”, è Dio che ci fa compagnia, che cammina con noi nel nostro quotidiano. La terza prospettiva tira le somme delle altre due: dato che il tempo è ancora presente e disponibile, dato che il Signore è presente in questo tempo, c’è ancora e sempre un barlume di speranza.

A volte è difficile vederla. A volte è addirittura difficile sopportarla o annunciarla. Ma ogni giorno del nostro calendario “strappa” per noi una nuova possibilità: per vivere, per credere, per imparare, per amare, per permettere all’Amato di sanarci e di santificarci. Buon anno nuovo!

 
 
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