Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
venerdì 21 giugno 2024
 
Foibe
 

Il negazionismo è un reato

10/02/2015  Finalmente anche in Italia chi nega genocidi e crimini contro l'umanità come l'Olocausto o pulizie etniche come le foibe sarà perseguibile e punibile. Intanto c'è chi insulta la memoria delle vittime pochi giorni dopo la Giornata del Ricordo.

scritte sui muri della Casa del ricordo a Roma
scritte sui muri della Casa del ricordo a Roma

Viva i partigiani jugoslavi”, ovvero viva i carnefici e gli aguzzini degli italiani giuliano-dalmati infoibati. L’insulto a vernice nera, firmato con falce e martello, è comparso ieri a Roma sul muro della Casa del ricordo, inaugurata pochi giorni prima proprio  per commemorare quelle vittime assieme agli esuli giuliano-dalmati.  A dire che quella pagina di storia “negata” è ancora capace di provocare, a distanza di oltre sessant’anni, deliranti rigurgiti ideologici.   

   Tutto questo a soli pochi giorni dalla Giornata del Ricordo che commemora proprio gli italiani vittime delle foibe e dell’esodo.  Perciò assume un significato  particolare  il recente voto del Senato a larghissima maggioranza (234 voti a favore,  3 contrari e 8 astenuti) col quale s’è dato il via libera alla legge che punisce il negazionismo della Shoah e dei genocidi.  Il disegno di legge prevede la reclusione fino a tre anni per “chiunque ponga in essere attività d’apologia, negazione, minimizzazione dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra così come definiti dagli articoli 6,7 e 8 dello Statuto della Corte  penale internazionale”.  

      Pertanto il “negazionismo”, questa corrente estrema pseudo-storica del revisionismo, che cerca, a fini ideologici, di negare fenomeni storici accertati come genocidi, pulizie etniche e crimini contro l’umanità, come ad esempio l’Olocausto,  anche in Italia finalmente diventerà un reato vero e proprio e, pertanto, sarà perseguibile e punibile. Il nostro Paese in questo modo si adegua alle indicazioni dettate già nel 2008 dall’Unione europea contro il negazionismo attraverso la Decisione quadro 2008/913/Gai.

Nell’occasione, in una delle sue primissime uscite da presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha detto con chiarezza: “Il parlamento con decisione largamente condivisa ha contribuito a sanare una ferita profonda nella memoria e nella coscienza nazionale”. “ Per troppo tempo – ha aggiunto il capo dello Stato – le sofferenze patite dagli italiani giuliano-dalmati con la tragedia delle foibe e dell’esodo hanno costituito una pagina strappata nel libro della nostra storia”. 

I vostri commenti
5

Stai visualizzando  dei 5 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo