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martedì 18 gennaio 2022
 
Error Day
 

Imparare "con" gli sbagli: ecco cos'è la Giornata Mondiale degli errori

17/04/2019  Da un'idea di Clelia Sedda, artista e insegnante, giunta alla sua sesta edizione, ErrorDay, Giornata mondiale dell’Errore, è un'iniziativa con un tema originale: educazione ed errori

Dal 2014 a Bologna alcune giornate sono dedicate ad abbagli, sbagli, disguidi, equivoci, omissioni, falli, fallimenti, inesattezze, difetti, malintesi, sviste, lacune, strafalcioni, cantonate, insuccessi e cadute (di gusto e di ginocchia): ecco il comune denominatore dell’umanità... l’errore, elemento universale nella storia e nella geografia.

Spesso funziona da scarto creativo e diventa l’eccezione inaspettata che chiarisce la regola, aprendo nuove possibilità. È tragico, ma in alcuni casi molto divertente.

E lo si vuole celebrare in termini di crescita personale e conoscenza collettiva.

L'idea di partenza dell'iniziativa è quella di usare parole, musica, arti visive, visite guidate, filosofia, ironia, riflessioni, inflessioni, flessioni per "errare" in tutti i modi, coinvolgendo "gli errabondi di buona volontà che aspirano alla perfezione ispirandosi all’imperfezione", all'insegna del motto «Entrate e sbagliatevi tutti»

Dalle parole di Clelia Sedda apprendiamo com'è nata l'ispirazione per la Giornata dell'errore: «Ho chiesto ai miei studenti: qual è il tuo più grande errore? “Sono troppo buona...” Siamo sempre molto bravi a vedere gli errori degli altri, a mostrare la nostra ragione. Ma riconoscere i propri sbagli è troppo difficile, come se il crollo delle nostre convinzioni e degli abbagli presi siano eventi bizzarri, l’eccezione che conferma la regola, casi rari o aberrazioni inspiegabili che ci fanno sentire profondamente idioti, avviliti, imbarazzati, ignoranti, indolenti, disattenti, distratti, timidi o sbruffoni, pieni di pregiudizi, razzisti, aggressivi e prevaricatori. Pur riconoscendo la fallacia dei nostri sensi, la complessità del mondo e i pregiudizi agiamo talvolta come Wile E. Coyote impegnato nell’inseguimento di Beep Beep: quando crede di averlo finalmente tra le mani, ha superato il burrone ma non ha ancora guardato in basso. Siamo allo stesso modo già nei guai quando pensiamo di essere ancora su un terreno solido. E quale sarà la sensazione che proviamo nell’atto di sbagliare? Quella di trovarsi nel giusto.

Consoliamoci allora con Agostino che ne La città di Dio scriveva “Si enim fallor, sum” a indicare che sbagliare è costitutivo del nostro essere, di quello che in qualche modo siamo».   

«E allora cosa e come possiamo insegnare, istruire ed educare se neppure ricordiamo o sorvoliamo sulla differenza tra queste azioni? E se ci rivolgiamo a chi talvolta cerca solo conferme, gratificazioni per un piccolo sforzo, dove spesso chi è incapace e incompetente non si accorge delle proprie incapacità e lacune e, anzi, ha una sovrastima delle proprie possibilità mentre chi sa, e sa di non sapere, si sottostima lasciando spazio e voce ai cialtroni? Sarà utile allora riflettere sui banchi di scuola, che una volta ergonomicamente obliqui ridiventano piatti, sull’abbandono dei grembiuli, sull’accettazione del telefonino in classe, sulle diagnosi di fobia scolastica nelle scuole superiori (l'obbligo scolastico, in Italia, termina all'incirca a 16 anni), sulla persistenza dei decreti delegati e su tanti altri problemini?»

«L’errore è parte della nostra condizione umana, non un limite momentaneo superabile una volta per tutte, ma un ineludibile risvolto dell’esistenza. Il vagare, che ci vede impegnati per tutta la vita nel compito di diventare uomini ci mostra l’errore insito in questa ricerca, che non ha mai nulla di garantito in via definitiva e ci segna come esseri vulnerabili e fallibili. Più cerchiamo di cacciarlo e rimuoverlo, più questo ci insegue; meno lo riconosciamo, più cresce rubicondo per ritornare in forma imprevista. E noi vogliamo celebrarlo quando funziona da scarto creativo e diventa l’eccezione inaspettata che chiarisce la regola, aprendo nuove possibilità.»

Ed è questo che si tenterà di fare scherzando seriamente con l’entomologo Gianumberto Accinelli (famoso per i suoi testi e la collaborazione con radio e attori conosciuti), con le parafrasi di Alberto Piancastelli, con Sotto gli occhi di tutti di Annagiulia Gramenzi del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna che mostrerà come un sapere fondato unicamente sull’autorità dei testi classici e non sull’osservazione abbia costretto e limitato la percezione dell’evidenza e la conoscenza del corpo umano, con le musiche originali eseguite dal vivo da Roberta Giallo, passando per altri illustri luminari, ma soprattutto luminosi, ospiti d’errore. Questo evento sarà, come da tradizione, condotto da Clelia Sedda, "cattiva maestra di modestia" e che "ha fatto dell’errore il suo mestiere" per trascinarci verso le profondità di alcuni sbagli. 

L'appuntamento con l'Error Day sarà all'Oratorio San Filippo Neri, Bologna domenica 5 maggio 2019, ore 18

 
 
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