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venerdì 12 agosto 2022
 
 

Incanta la fiaba ecologica di De Cataldo e Sollima

05/12/2021  "Acquaprofonda" racconta la storia di una balena soffocata dalla plastica. Ma arriva il lieto fine. Dopo il grande successo a Roma, l'opera sarà rappresentata a Como.

Una scena di "Acquaprofonda"  (foto di Fabrizio Sansoni-Teatro dell'Opera di Roma)
Una scena di "Acquaprofonda" (foto di Fabrizio Sansoni-Teatro dell'Opera di Roma)

Che cosa sarà mai l’enorme creatura marina che va ad arenarsi sulla spiaggia, dove, in un’umile casa, vivono Serena e suo padre. La ragazza e il padre non sanno che si tratta di una balena (“Chi sei? Non ti ho mai visto qui…), ma la curiosità prevale sulla paura, anche perché la balena non è aggressiva, anzi canta e la melodia ricorda a Serena le canzoni che cantava sua madre, da tempo scomparsa.

Sulla spiaggia c’è anche un fabbrica che inquina e produce tanta plastica buttata in mare. Il padrone della fabbrica è Padron Blu. Anche lui si interessa alla balena, ma solo per fare soldi (“Devo indagare, capire, indagare se da tutto questo c’è da guadagnare”). Un vecchio e saggio pescatore spiega a Serena che “il grosso pesce” in realtà è una balena. Svelato il mistero, Serena riesce a decifrare l’ipnotico canto della balena. Il cetaceo racconta di aver ingoiato tanta plastica e di essere ormai alla fine, ma il suo è un grido di allarme per tutti (“Siete tutti in pericolo!”). Per salvare la balena accorrono i pesciolini, proprio quando Padron Blu ha ordinato di ucciderla. La pancia della balena viene liberata dalla plastica, che viene gettata addosso a Padron Blu, fino a soffocarlo. La balena, finalmente libera, torna in mare e lascia in dono la mamma di Serena. Lieto fine, lacrimucce, applausi.

Convince, incanta, diverte e commuove ”Acquaprofonda”  la fiaba in musica scritta da Giancarlo De Cataldo per il Teatro dell’Opera di Roma accompagnata dalle musiche scritte da Giovanni Sollima. È la prima volta che De Cataldo, giudice alla Corte d’Assise di Roma, prolifico autore di gialli (il più celebre è Romanzo criminale, da cui sono  nati un film e una serie televisiva) si cimenta con un libretto d’opera e con una fiaba. L’ha scritta quasi di getto, “durante la reclusione da pandemia”, spiega, dopo aver ricevuto la proposta da parte di Carlo Fuortes, sovrintendete dell’Opera di Roma. “De Cataldo è dotato di una musicalità straordinaria”, dice Giovanni Sollima. La musica di Sollima, affascinante e raffinata, prevede un largo uso delle percussioni. Si alternano momenti lirici (il canto della balena/madre), rap, echi mozartiani (l’aria del catalogo dal “Don Giovanni”) e anche un richiamo di “Bella ciao”. Il personaggio che canta di più è Padron Blu (Arturo Espinosa). Le melodie della balena/madre sono affidate a Irene Savignano. Serena è Agnieszka Jadwiga Grochala, il padre è Rodrigo Ortiz, il vecchio marinaio ha la voce di Alessandro Della Morte. Sono tutti artisti del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Si è diplomato a “Fabbrica” anche il regista cubano Luis Ernesto Doñas, che con pochi mezzi riesce a creare tutta la magia della fiaba.  Buona la prova dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Carlo Donadio e incantevoli le voci di ragazze e ragazzi (i pesciolini) della Schola Cantorum ben preparata da Alberto De Sanctis.

Tanti bambini alla “prima” della sala del Teatro Nazionale di Roma. All’inizio un po’ chiassosi, poi rapiti dalla storia e dalla musica, quindi zitti, buoni e incantati. Applausi fragorosi che si ripeteranno, ne siamo sicuri, quando l’opera sarà rappresenta al Teatro Sociale di Como, il 18 e 19 dicembre.

 
 
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