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martedì 11 maggio 2021
 
Regno Unito
 

Al tempo del Covid i britannici si rifugiano nella soap opera di Harry e Meghan

08/03/2021  "C'è tanto desiderio di evasione", spiega Cristian Vaccari, esperto di comunicazione e media, commentando la lunga intervista Tv rilasciata dai duchi di Sussex ad Oprah Winfrey e nella quale Meghan Markle lancia gravi accuse contro la Casa reale. "Tanti dibattiti sono stati aperti da questa coppia. Il razzismo, il diritto dei reali di esprimere una certa opinione politica. E le persone si immedesimano nei personaggi"

Cristian Vaccari
Cristian Vaccari

(Foto Reuters)

Un pubblico stanco, distrutto dalle statistiche implacabili che ogni giorno ci danno il conto dei morti e dei nuovi casi di Coronavirus, logorato da questa pandemia che non sappiamo quando finirà. Forse anche allontanato da un sistema di informazioni, costruito sull’ansia, che insiste sull’emergenza senza dare tregua all’audience. «É questa audience che non vede l’ora di sedersi sul divano e distrarsi un attimo per ascoltare l’intervista rilasciata dal principe Harry e da Meghan Markle a Oprah Winfrey che è andata in onda sull’emittente americana Cbs», spiega Cristian Vaccari, esperto di comunicazioni e media, docente alla Loughborough University, nel centro dell'Inghilterra, "finalmente non sentiamo parlare di lockdown e mutazioni", diranno molti».

L’ intervista contiene accuse molto gravi di razzismo contro la famiglia reale che stanno facendo discutere milioni di persone in tutto il mondo. Sorprende che, alle prese col Covid, cosi tanti trovino il tempo di occuparsi di monarchia.

«Penso che vi sia tanto desiderio di evasione e anche che non sia mai successo, nella storia recente, che un membro della famiglia reale se ne sia andato in questo modo, sbattendo la porta e dando vita, di fatto, a una corte alternativa in California. Per non parlare del marchio “Sussex Royal” che Harry e Meghan hanno avviato subito, approfittando del loro titolo aristocratico, per vendere ogni tipo di merce».

Ci sono molti tratti in comune tra Meghan Markle e la principessa Diana. Il rifiuto della corte. Il rifugio nel suicidio, nel caso della mamma di Harry tentato, per Meghan Markle solo immaginato. È un aspetto importante nell’attenzione che questa intervista è riuscita a catturare?

«Non c’è dubbio. Penso che a seguire Harry e sua moglie sia un pubblico più giovane, sintonizzato sulle convinzioni moderne di questa coppia, come la pratica della meditazione e il femminismo. A chi è più avanti negli anni la loro fuga ricorderà quella di Diana che, come Meghan, era stata allontanata dalla corte, privata anche del titolo Sua Altezza Reale». 

Una vera soap opera quella della famiglia reale.

«Sì e, come ogni soap opera che si rispetti, ha successo perché consente alle persone di partecipare e immedesimarsi in alcuni personaggi e di fare il tifo per altri. Un’ampia gamma di dibattiti sono stati aperti da questa coppia. Il razzismo. Il diritto dei reali di esprimere una certa opinione politica. Il ruolo dei reali minori, non eredi diretti al trono. L’opportunità o meno, per i reali, di guadagnarsi da vivere».

C’è un paradosso però. Harry, in questo simile agli altri reali, odia i media ma, nello stesso tempo, li corteggia.

«Sì. E’ verissimo. La monarchia è un’istituzione pubblica importante e, in quanto tale, deve essere visibile per esistere. Oltre ad essere popolare. In fondo è stata la stessa famiglia reale, nel 1969, a squarciare il velo sul suo mistero, per la prima volta, facendo entrare le telecamere nella sua intimità. E il matrimonio di Diana e Carlo, nel 1981, è stato pensato per la televisione. Ogni battuta, ogni movimento non erano stati programmati per la cerimonia ma per la messa in onda. È significativo che Meghan e Harry si siano sposati prima, in privato. Vuol dire che il matrimonio pubblico era solo un esercizio di pubbliche relazioni per loro».

Meghan attrice poteva essere una risorsa importante per la corte. Eppure si è avuto un effetto boomerang. Anziché saperla usare l’hanno rifiutata.

«Credo che la monarchia sia, per sua natura, profondamente conservatrice. In fondo è un’istituzione costruita sul privilegio non sul merito e anche radicata nel passato. Sì. Certo. Meghan Markle amava la pubblicità e sapeva intrattenere il pubblico ma aveva anche opinioni politiche e voleva esprimerle a differenza di Kate Middleton. Oltre ad essere una femminista. Poi Meghan voleva lavorare mentre i reali non possono guadagnare soldi. Sostengono tante charities e fanno attività di volontariato, ma non si schierano mai né per un partito né per una certa opinione né vengono pagati dal pubblico».

Pensa che la monarchia sopravvivrà a questo ennesimo scandalo?

«Difficile dirlo. La popolarità di Elisabetta II è indiscussa e consolidata e la sovrana esce bene anche da questa vicenda. Che cosa succederà quando toccherà al principe Carlo è difficile dirlo».

 
 
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