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sabato 26 settembre 2020
 
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l'appello di carlo petrini all'Italia: "io resto libero"

24/04/2020  Il fondatore di Slow Food dà voce al mondo del volontariato, scrive una lettera aperta al Paese che vuole resistere e lancia una raccolta di fondi: "Dobbiamo ripartire da chi soffre di più. Solo così ha senso l'essere comunità nazionale". L'appello firmato da tante personalità, credenti e non. Donazioni a Caritas e Croce Rossa. Una grande manifestazione nazionale nella piazza virtuale dei social il 25 aprile dalle 14,30 alle 15.

Il 25 aprile 2020, 75° anniversario della Liberazione, non è come tutti gli altri celebrati fin qui. La pandemia impedirà le celebrazioni consuete e le strade delle principali città italiane resteranno deserte, inagibili a cortei e feste di popolo per ricordare quei giorni del 1945, quando l’Italia cacciò il nazifascismo e tornò ad essere nazione libera.

 Eppure, forse, oggi più di ieri,  avremmo bisogno di celebrare la riconquista  della libertà. «In un momento in cui siamo costretti all’isolamento per combattere un nemico invisibile, in cui la distanza sociale ci rende un po’ più soli, possiamo e dobbiamo stringerci e sostenerci. Vogliamo riconoscerci gli uni negli altri, tornare a guardare al futuro con speranza e coraggio»:  l’appello forte è di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e ideatore di Terra Madre, che lancia una grande iniziativa perché il 25 aprile sia davvero “un giorno di rinascita”. E lo fa a modo suo: con un invito alla solidarietà e alla partecipazione, proponendo una raccolta fondi per garantire un tetto e un pasto ai più bisognosi e un luogo virtuale dove fare “piazza” e stringerci assieme, utilizzando  la piattaforma “25 aprile2020. Io resto libero”. 

«Anzitutto c’è il bisogno di riaffermare  che questa festa è di tutti e non solo di una parte, come in passato qualcuno ha tentato di farla passare. In questo senso le oltre 1400 firme tra intellettuali, sportivi, chef, uomini di spettacolo,  dell’economia, dell’informazione (tra cui direttore e condirettore di Famiglia Cristiana, ndr.) , sindacalisti e imprenditori, laici e cattolici, di ogni credo politico e formazione, che hanno voluto sottoscrivere l’appello, sono lì a dimostrarlo», afferma Petrini. «Questa festa, poi, va dedicata agli ultimi, a coloro che questa pandemia ha messo in ginocchio», spiega. «Proprio  perché l’anniversario ci riguarda tutti  dobbiamo pensare a i nostri fratelli più poveri che non hanno una casa e un salario, che hanno perso lavoro e sicurezze. Abbiamo il dovere di ripartire da chi soffre di più: solo così si può dare un senso al valore della comunità nazionale».

Il 25 aprile celebra la Resistenza e la lotta partigiana col sacrificio di chi ha dato perfino la vita per la riconquista della libertà. In questi giorni  il coronavirus  si sta portando via proprio la generazione dei partigiani. «Vogliamo che questa festa riaffermi il valore e la bellezza della vecchiaia, come apporto vivo e insostituibile di saggezza, di trasmissione di saperi e di valori, di memoria storica», commenta ancora il fondatore di Slow Food.

Ma di quale rinascita ha bisogno l’Italia? Petrini non ha dubbi in proposito: «Siamo a un bivio della storia: o usciamo da questa esperienza cambiando anche i nostri paradigmi di vita o la rinascita semplicemente non ci sarà». I cambiamenti dovranno riguardare anzitutto tre grandi settori che impongono, per il sociologo e scrittore piemontese, tre “attenzioni” inderogabili:  all’ambiente  e alla sostenibilità ambientale; alle enormi e insostenibili  diseguaglianze sociali; infine al modello economico. «E’ in altri termini fondamentale una riflessione sull’economia che non si basi più sul mero profitto ma che sia attenta ai beni comuni e a quelli relazionali. Questa è la sola via per la rinascita, che ci permetterà anche di attutire la situazione di prostrazione e sofferenza di molti, che potrebbe altrimenti anche degenerare in rabbia», dice ancora Petrini. «Non temo invece  le derive autoritarie paventate da qualcuno, derivanti dalle limitazioni delle libertà personali imposte in questi giorni di quarantena: l’Italia ha anticorpi tali da sopportarle senza danni. Ne abbiamo viste ben di peggio». 

La proposta di “25 aprile 2020. Io resto libero”, è di partecipare alla raccolta fondi con una libera donazione che, attraverso Caritas Italiana e Croce Rossa Italiana,  andrà a sostegno di tante associazioni del terzo settore che, in vario modo, si occupano dei bisogni delle persone più fragili. 

Il 25 aprile l'appuntamento, per tutti, è di ritrovarsi alle 14,30 nella "Grande piazza virtuale”. La manifestazione si apre con l’Inno di Mameli cantato da Tosca. A seguire l'attrice Lella Costa introduce gli interventi di Carla Nespolo, presidente Anpi, Maria Lisa Cinciari Rodano, staffetta partigiana e Sara Diena di Fridays for Future Italia. Si chiude alle 15 intonando Bella Ciao (sito: www.25aprile2020.it).

 

 

 

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