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sabato 20 aprile 2024
 
TERZA ETà
 

L'Europa sta invecchiando: l'assistenza a lungo termine oggi sembra un miraggio

07/07/2023  Caritas Europa ha pubblicato il Report "Invecchiare con dignità" dove fotografa una situazione allarmante: da un lato, gli anziani hanno sempre meno possibilità di essere assistiti a causa dei costi e delle condizioni delle strutture sanitarie, dall'altro i lavoratori di questo settore non hanno abbastanza supporto per fornire un servizio adeguato

«L'invecchiamento della popolazione è la tendenza globale che definisce il nostro tempo e la domanda di assistenza a lungo termine (LTC) è in forte aumento, ma la pubblica spesa non tiene il passo con la domanda. L’età media della popolazione dell'UE dovrebbe aumentare da poco meno di 43,7 anni nel 2019 a 48,2 anni nel 2050». Si apre così il nuovo report della Caritas Growing old with dignity. The challenges of long-term care in Europe”, ovvero “Diventare anziani con dignità. Le sfide dell’assistenza a lungo termine in Europa”.

I dati raccolti dal network cattolico, presente in 46 Paesi membri, fungono da specchio per una situazione altamente disfunzionale che corre verso la deriva. In primis, il dato allarmante che riguarda l’invecchiamento generale della popolazione europea: se da un lato, come nel testo già citato, l’aumento dell’età media è segno di un’aspettativa di vita elevata, dall’altro è indice di un fenomeno con il quale i Paesi europei faticano a stare al passo. Infatti, l’incremento della popolazione anziana va di pari passo con un aumento della richiesta di assistenza e di supporto, in particolare da parte delle persone over 65. Questa situazione è ulteriormente aggravata dalla disparità di accesso, dai costi elevati e dalle crescenti liste di attesa per ricevere servizi di cura professionali.

Altro dato di fondamentale importanza è l’indice di dipendenza degli anziani, ovvero la quota della popolazione di età pari o superiore a 65 anni rispetto alla popolazione che va dai 14 ai 64 anni. Nel nostro Paese, ad esempio, c’è un forte scarto fra la popolazione anziana e la popolazione giovane, il che implica non solo una grave difficoltà nel reperimento di personale nell’assistenza a lungo termine, ma anche un minor numero di persone in età lavorativa che possa contribuire ai fondi statali per il finanziamento delle pensioni, dell’assistenza sanitaria e di tutto ciò che concerne la cura della terza età.

La situazione grava su tutti coloro che si occupano di questo settore e porta l’attenzione su un altro fenomeno: la condizione dei lavoratori dell’assistenza a lungo termine. Oltre all’evidente difficoltà nella ricerca e nella ritenzione del personale, è anche molto complicato poter ricostruire la condizione in cui questi ultimi vertono perché, nella maggior parte dei casi, lavorano in contesti irregolari e in condizioni precarie.

Nel 2020, circa 6.3 milioni di persone lavoravano nel settore dell’assistenza a lungo termine, costituendo circa il 3,2% della forza lavoro europea. La predominanza è femminile (circa l’81%) e, spesso, anche di età avanzata (oltre il 38% sono donne over 50). La tendenza è anche quella di fornire questo tipo di servizio in maniera informale, spesso da un membro della famiglia o della comunità di appartenenza, il che mette a rischio le condizioni di lavoro di queste operatrici, con stipendi bassi e anche soggette a possibili abusi, senza considerare il fatto che si viene a sottolineare ancora una volta la disparità di genere nel settore della cura e aggrava il cosiddetto fenomeno della “femminilizzazione della povertà” in Europa.  

Molto spesso, le donne che lavorano in questo settore sono migranti provenienti dall’Europa Orientale che lasciano famiglie, spesso numerose, e la loro stessa comunità. Nella maggior parte dei casi vengono stipulati accordi e contratti non dichiarati con le famiglie di accoglienza, il che rende difficile fornire aiuto e supporto a queste donne e soprattutto garantire loro diritti e condizioni di lavoro eque.

La Caritas europea propone quindi di mettere a disposizione i propri mezzi per garantire un trattamento corretto sia nei confronti degli anziani che degli assistenti a lungo termine, con la collaborazione di istituzioni e organi di stato che possano fornire gli opportuni aiuti economici atti a finanziare strutture adeguate per gli uni e per gli altri, garantendo così un servizio di accompagnamento rispettoso e dignitoso e, dall’altro, dei potenziali percorsi professionali appaganti e ben remunerati.

 
 
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