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domenica 26 giugno 2022
 
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L'Onu sospende la Russia dal Consiglio dei diritti umani

07/04/2022  L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 93 voti a favore la richiesta degli Stati Uniti. I voti contrari sono stati 24, 58 gli astenuti

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU) ha sospeso la Russia dal suo seggio nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per l'invasione dell’Ucraina. Non è stato un voto compatto della comunità internazionale. La sospensione della Russia  ha raccolto 93 voti favorevoli.

Nella bozza di risoluzione - tra i cui co-sponsor c'è anche l'Italia - si chiede di "sospendere il diritto della Russia di far parte" del Consiglio esprimendo "grave preoccupazione per la crisi umanitaria in Ucraina, in particolare per le notizie di violazioni e abusi del diritto internazionale umanitario da parte di Mosca".

Dei 193 paesi membri dell'Assemblea Generale, 24 hanno votato contro questa sospensione - la seconda nella storia dell'ONU dopo la cacciata della Libia nel 2011 - proposta  dagli Stati Uniti. 58 paesi si sono astenuti.

Tra i Paesi che hanno votato contro c'è la Cina, che ha denunciato un "approccio frettoloso", il mettere "olio sul fuoco" oltre che un "precedente pericoloso". Anche Iran, Kazakistan e Cuba hanno votato contro. Non sorprende che Russia, Bielorussia e Siria si siano opposte alla proposta di risoluzione.

Nonostante le pressioni di Mosca nei giorni scorsi affinché i paesi votassero contro, diversi Stati africani, tra cui Sud Africa e Senegal, hanno scelto di astenersi, ritenendo che la risoluzione di sospensione di Mosca “pregiudica i risultati della commissione d'inchiesta” istituita all'inizio di marzo dal Consiglio per i diritti umani.

Il Brasile, come il Messico e l'India, tutti e tre i membri attualmente non permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, hanno adottato la stessa posizione astensionista. Il Cile, invece, ha votato a favore. Per Washington, la sospensione della Russia dal Consiglio per i diritti umani che si riunisce a Ginevra è molto più simbolica e accresce l'“isolamento” di Mosca sulla scena internazionale. Nel 2011 un analogo provvedimento era stato adottato nei confronti della Libia.

L’Ucraina si è detta "grata" per la sentenza secondo cui "i criminali di guerra non hanno posto negli organi delle Nazioni Unite volti a proteggere i diritti umani", ha reagito su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kouleba.

 
 
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