Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 25 maggio 2024
 
 

La castità, un’autostrada verso la pienezza di vita

06/10/2022  Si sente spesso parlare di “castità” e “continenza” come sinonimi. Il nuovo documento Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale parla di «castità continente». Quale sarebbe la differenza?"

Sento spesso parlare di “castità” e “continenza” come sinonimi. Il nuovo documento Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale parla di «castità continente». Mi pare una ridondanza. Potrei avere qualche chiarimento? - CARLA

 

Continenza e castità non sono propriamente sinonimi. La continenza è la capacità di moderare gli istinti, i desideri, i piaceri… per non diventarne schiavi. Tradizionalmente è il grado iniziale e imperfetto della virtù della temperanza. Non è necessariamente legata alla sfera sessuale; può riguardare anche il cibo, ad esempio. Pensiamo ai vizi capitali: la continenza/temperanza ci permette di vivere la sessualità senza cadere nella lussuria, di mangiare senza cadere nella gola, di gestire i beni materiali senza cadere nell’avarizia…

La castità è la continenza sessuale vissuta e integrata all’interno di un progetto di vita. Ovvero: è quel percorso, mai concluso, cui ciascuno è chiamato, di integrazione della propria sessualità in relazione alla propria vocazione. Non è un momento puntuale come potrebbe essere la continenza, ma uno stile, un orizzonte di comprensione. Il fine della castità non è essa stessa, ma l’umanizzazione di sé e delle relazioni.

Non stupisce, in tale ottica, sentire parlare sia di castità collegata a un “voto” o a una “promessa” in relazione a chi sceglie una vita celibe, sia di castità coniugale in relazione agli sposi. I fidanzati, gli sposi, i sacerdoti, i religiosi e anche i single sono in cammino, ogni giorno, in questo percorso di integrazione umana.

La castità ci ricorda alcuni elementi essenziali della nostra umanità. Il primo: il corpo. Non possediamo il nostro corpo come altri oggetti, senza dei quali (magari a fatica) potremmo comunque vivere. Noi non solo abbiamo, ma siamo anche il nostro corpo. Condividere il corpo non è come condividere oggetti. La castità è l’arte di non considerare mai sé stessi o l’altro come oggetti. Il secondo: il tempo. La castità è una dinamica; non è mai conclusa, raggiunta definitivamente. Insegna a riconoscere e rispettare i tempi biologici, cronologici, di conoscenza, di consapevolezza eccetera della persona e della coppia. La castità è l’arte dell’ascolto delle pieghe della storia e dei volti in essa coinvolti. Il terzo: il desiderio. Esso indica qualcosa che manca, è forza propulsiva nell’esistenza umana. Denuncia la nostra non autosufficienza, il nostro carattere radicalmente relazionale. I desideri vanno epurati e coltivati, distinti dal bisogno. La castità è l’arte di costruire un ponte tra il desiderio erotico (eros) e la tenerezza (philia) per raggiungere l’amore (agape). Il quarto: l’intimità. L’intimità, per i credenti, è offerta, oltre che di ricchi spazi umani, di un “luogo teologico”, in cui si sperimenta la presenza di Dio. Basti pensare alle celebri parole di Agostino: «Interior intimo meo». Non una genitalità superficiale, ma una sessualità vissuta in castità può essere davvero luogo teologico. La castità è l’arte di toccare il corpo per toccare l’anima. E per conoscere Dio. Il richiamo per i fidanzati, contenuto negli Itinerari, di una «castità vissuta nella continenza» (tre volte al n. 57) non è ridondante, né sterile appello all’astinenza disprezzante. Al contrario: è un richiamo alla bellezza, potenza, ricchezza della sessualità, nel suo armonioso e graduale dispiegamento.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo