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sabato 21 maggio 2022
 
 

«Lo scoutismo? È un movimento religioso»

27/08/2013  «Servire la Regina e amare Dio»: generazioni di scout britannici hanno usato queste parole, almeno fino ai giorni nostri. E adesso cosa accadrà?

Foto: Luca Frisone
Foto: Luca Frisone

«Servire la regina e amare Dio». Generazioni di scout britannici hanno usato queste parole nella loro promessa, oggi non più accettabile almeno a detta della dirigente femminile del movimento scout britannico, Gill Slocombe che ha deciso di eliminare il riferimento a Dio. Ne parliamo con padre Stefano Gorla, assistente spirituale ai campi nazionali di formazione Agesci. «Lo scoutismo è un movimento religioso. Prescindere dal riferimento a Dio mi sembra incongruo e non tiene presente l’intuizione originaria del fondatore Baden - Powell. Ci sono associazioni confessionali e aconfessionali ma comunque tutte hanno uno spazio di formazione religiosa. L'antropologia che sta la base dello scoutismo fa riferimento a quella dimensione dell'uomo».

- L'intenzione sembrerebbe di allargare l'ingresso agli scout, nessuno escluso.

«L'imbroglio in cui si cade facilmente è che così si possano avvicinare tutti. In realtà non si va incontro agli altri nascondendo il proprio credo religioso che non va brandito ma non va taciuto. L'impressione è che Dio ti tolga qualcosa. “Dio ci ha messo in questo mondo meraviglioso”, è stato l’ultimo messaggio di Baden - Powel. L'afflato religioso del fondatore degli scout era fortissimo al di là del suo essere figlio di un pastore anglicano. Nella nuova promessa delle ragazze inglesi “per non tradire me stessa e sviluppare la mia fede”  vedo la sintesi dell'idea che la dimensione della fede c’è ma è intima e non ha uno spazio pubblico. Mi chiedo perché i ragazzi non possano confrontarsi su Dio».

- In Italia potrebbe mai succedere?

«In Agesci che conta 177mila iscritti ed è l'associazione scoutistica più numerosa nel nostro Paese, mai perché è un'associazione confessionale che nasce cattolica. Nell'acronimo Agesci, Associazione Guide e Scout Cattolici italiani, c'è una “C” fondamentale che dice l'identità del movimento».  

 
 
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