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giovedì 25 luglio 2024
 
Elezioni in India
 

Modi, la vittoria è soltanto a metà

05/06/2024  É storico il terzo mandato per il premier indiano che però, per la prima volta da 10 anni, dovrà fare i conti con i propri alleati che renderanno le riforme costituzionali per il nazionalismo indù del Bjp più difficili.

Il primo ministro uscente indiano Narendra Modi ha portato a casa il suo terzo mandato consecutivo alla guida del Paese più popoloso del globo. Una vittoria netta, ma con più ombre che luci. Infatti all’indomani di una campagna elettorale e di una chiamata alle urne durata ben 44 giorni è quasi brutalmente il ridimensionato del suo piano politico della vigilia.

Il dato più importante è la perdita della maggioranza parlamentare del partito ultrainduista di Modi, il Bharatiya Janata Party (Bjp). Per la prima volta da quando, dieci anni fa, è tornato al potere potrà governare, ms solo in coalizione allargata con i suoi partner nella National Democratic Alliance (Nda), composta da diversi enti regionali ondivaghi, umorali e opportunisti che all’indomani del voto hanno promesso appoggio, ma avranno potere di veto sulle riforme.

Modi, che guida l’India già da dieci anni e lo farà con tutta certezza per i prossimi 5, durante i suoi governi ha costruito un sistema di potere che ha limitato diverse libertà democratiche: dalla stampa agli oppositori politici fino alle minoranze religiose. Dalle centinaia di migliaia di cristiani spesso discriminati e ghettizzati, agli altre 210 milioni di mussulmani.

I numeri dell’elezione e la salute della democrazia indiana

La principale coalizione che si è opposta a Narendra Modi si chiama con un acronimo I.N.D.I.A., e comprende 26 partiti guidati da Rahul Gandhi, leader del Congresso, il movimento più grande: insieme hanno ricevuto 234 seggi al Lok Sabha, ovvero la camera del popolo il ramo più importante del parlamento, che conta 543 membri. Il BJP ha ottenuti 240 seggi, decisamente meno dei 272 necessari per la maggioranza assoluta. La sua coalizione, l’Alleanza nazionale democratica (NDA) ne ha però ottenuti 292, 58 in più di I.N.D.I.A.. Nelle precedenti elezioni il Bjp conquisto 303 seggi e la colazione NDA complessivamente 353

Sul piano socio-politico la tornata elettorale restituisce un Paese, il più popolato al mondo, il stato di salute della democrazia è migliore di quanto si potesse pensare. Specie durante il secondo mandato di Modi e del Bjp, che aveva obbligato il V-Dem Institute a retrocedere l’India a «autocrazia elettorale». Tra i motivi del risultato delle elezioni c’è la ripresa post-Covid che è stata all’insegna dell’aumento delle disuguaglianze sociali che hanno creato fratture ancora maggiori tra i ceti ricchi e la maggioranza sempre più povera che si misura con una disoccupazione elevata, retribuzioni modeste e inflazione sempre alta.

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