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domenica 26 settembre 2021
 
Vaticano
 

«Non vi lasciamo soli». La difficile vita dei marinai

12/07/2020  Situazioni lavorative che si sono aggravate con il Covid, equipaggi lasciati lontano da casa e senza sostentamento, armatori senza scrupoli che non hanno garantito i contratti. Nel messaggio per la Domenica del mare che la Chiesa celebra ogni anno la seconda domenica di luglio, la solidarietà per una categoria che ci garantisce il 90 per cento degli approvvigionamenti e di cui quasi nessuno si sta ricordando.

Aumento degli atti di pirateria e dei suicidi, delle malattie no legate al Covid e che, però, per paura della pandemia non sono state curate fino a ridurre le persone in fin di vita, equipaggi lasciati per mesi in balia di loro stessi, senza mezzi di sostentamento e senza possibilità di tornare dalle proprie famiglie. È un duro atto di accusa il messaggio del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, diffuso in occasione della Domenica del mare. Una giornata che si festeggia ogni anno la seconda domenica di luglio e che quest’anno avrebbe dovuto avere una solennità maggiore in vista del centenario della Stella Maris che si sarebbe dovuta celebrare in ottobre a Glasgow.

Il cardinale coglie l’occasione per ricordare che, grazie al lavoro dei marittimi, è stato garantito il nostro approvvigionamento di beni essenziali. Nonostante il lockdown imposto per arginare la pandemia da covid, «l'industria marittima», sottolinea Turkson, «ha continuato a operare, aggiungendo così una moltitudine di sfide alla vita già di per sé problematica dei marittimi, mettendoli in prima linea nella lotta contro il coronavirus. Le navi che trasportano circa il 90% dei prodotti che ci sono necessari per continuare a vivere normalmente in queste circostanze difficili, come i prodotti farmaceutici e le attrezzature mediche, hanno continuato a navigare. Prima di fermarsi del tutto, l'industria delle crociere ha lottato per convincere i governi e le autorità portuali a tenere aperti i porti ove poter far sbarcare in sicurezza i loro ospiti. Allo stesso tempo, ha cercato freneticamente di trovare il modo di contenere la diffusione dell’infezione tra i passeggeri e gli equipaggi di navi che sono diventate delle incubatrici per il covid».

Nonostante questo ruolo fondamentale, però, i marittimi sono stati appena considerati dalle «legislazioni attuali e dalle politiche prevalenti». Per questo, insiste il prefetto, «la Domenica del Mare è un'opportunità per noi per rivalutare il ruolo dei marittimi e ricordare alcune delle problematiche che incidono negativamente sulla loro vita, e che sono ora acutizzati dal sospetto e dalla paura del contagio.

In una situazione come questa che non ha precedenti, i membri dell'equipaggio, che avevano già trascorso tra i sei e i dieci mesi a bordo, hanno dovuto subire il grande inconveniente di vedersi estendere il periodo di lavoro, con la conseguenza di un aumento della fatica personale e di un’assenza prolungata dai loro cari e dal comfort delle proprie case. I 100.000 marittimi che ogni mese, secondo le stime, completano il proprio turno contrattuale e sono ansiosi di tornare a casa, non hanno potuto farlo a causa dello scoppio del COVID-19 e della conseguente chiusura dei confini nazionali e della cancellazione dei voli. Di conseguenza, migliaia di marittimi che erano pronti a partire per il necessario avvicendamento sono rimasti bloccati in hotel e dormitori in tutto il mondo, ridotti ad elemosinare da istituti caritativi per le loro esigenze fondamentali come cibo, articoli da toeletta, carte sim, ecc».

Non solo, per l’impossibilità di scendere a terra o di farsi visitare a bordo «i marittimi sulla nave soffrono isolamento e grave stress fisico e mentale che porta molti membri dell’equipaggio sull'orlo della disperazione fino ad arrivare, purtroppo, a suicidarsi. Abbiamo notizie di molti marittimi», denuncia il documento, «con condizioni mediche gravi e potenzialmente letali non correlate al COVID-19. Tuttavia queste necessitano di cure mediche urgenti che, purtroppo, sono state negate o sono state ritardate finché essi hanno dovuto essere trasportati su barelle. Inoltre, i marittimi tornati a casa dopo un viaggio lungo e drammatico hanno dovuto essere sottoposti a quarantena, o hanno sofferto discriminazione nel proprio Paese perché considerati portatori del coronavirus».

Nel messaggio si punta il dito anche contro «alcuni armatori, agenzie di reclutamento e dirigenti senza scrupoli» che «usano la scusa della pandemia per revocare i propri obblighi» nei confronti dei marittimi «rifiutandosi di garantire i loro diritti lavorativi, salari adeguati e la promozione di ambienti di lavoro sicuri e protetti per tutti».

I dati dei primi tre mesi del 2020 dicono che c’è stato «un aumento del 24% di attacchi e di tentativi di sequestro da parte dei pirati rispetto allo stesso periodo del 2019. A quanto pare, il coronavirus non ha fermato le rapine a mano armata che continuano ad essere una minaccia per i marittimi aggiungendo ulteriore ansia ed apprensione ad esistenze già sotto pressione per l’incertezza cagionata dal virus».

A questo si aggiunge «la reale minaccia di perdere anche questa precaria forma di reddito, perché per molti significherà la perdita totale di guadagno e l'incapacità di assumersi responsabilità sociali e domestiche, come ad esempio il pagamento delle bollette, l’istruzione delle persone a loro carico e il benessere della famiglia».

Per questi motivi la Domenica del mare deve essere un’occasione «in particolare da parte dei cristiani» per «esercitare “un'opzione preferenziale per i poveri” marittimi, una scelta a vivere in solidarietà con loro». A pensare a persone che «non sono povere soltanto perché espongono costantemente la loro vita al pericolo, ma che lo fanno per garantire i movimenti delle merci per una sana economia globale» e che per questo «meritano veramente la nostra stima e la nostra gratitudine. Per questo motivo, vogliamo rilanciare il messaggio del Segretario Generale dell'IMO Kitack Lim: “Non siete soli. Nessuno vi abbandonerà”».

Il cardinale fa appello ai cappellani e ai volontari della Stella Maris per assicurare questa vicinanza anche attraverso «una "cappellania virtuale" che si tiene in contatto con voi mediante i social media, sempre pronti a rispondere alla vostra chiamata, a porgere un orecchio compassionevole e a pregare per il vostro benessere e la sicurezza delle vostre famiglie».

La promessa è che «Nessuno vi abbandonerà: i cappellani e i volontari della Stella Maris saranno con voi nei prossimi mesi, quando la vostra capacità di resilienza sarà messa alla prova, e cercheranno di rispondere ai vostri bisogni materiali e spirituali. Essi saranno sempre al vostro fianco, alleviando le vostre preoccupazioni, difendendo il vostro lavoro e i vostri diritti e combattendo la discriminazione Non siete soli. Nessuno vi abbandonerà: il prossimo mese di agosto l'intenzione della preghiera universale che esprime la grande preoccupazione di Papa Francesco per l'umanità e la missione della Chiesa, è dedicata al mondo marittimo. Tutte le comunità cattoliche del mondo saranno invitate a pregare per tutti coloro che lavorano e vivono del mare, tra cui i marittimi, i pescatori e le loro famiglie».

Preghiera per la Domenica del Mare

O Beata Vergine Maria, segno del volto materno di Dio,

con confidenza filiale ci rivolgiamo a Te nell’attuale pandemia.

Custodisci nel Tuo Cuore immacolato i marittimi, i pescatori e i loro familiari,

che con il loro lavoro stanno assicurando alla famiglia umana

cibo e altri generi di prima necessità.

Segno della vicinanza del Padre,

sostienili nelle loro prove e proteggili da tutti i pericoli:

isolamento e grave stress fisico e mentale, lunghi periodi trascorsi a bordo delle navi, la lontananza dai familiari, dagli amici e dal proprio Paese, la paura del contagio, i tentativi di sequestro da parte dei pirati, le rapine a mano armata.

Segno della misericordia del Figlio,

aiuta i cappellani e i volontari della Stella Maris ad ascoltare la gente del mare,

cercando di rispondere ai loro bisogni materiali e spirituali,

stando al loro fianco, alleviando le loro preoccupazioni,

difendendo i loro diritti lavorativi e combattendo la discriminazione.

Segno della fecondità dello Spirito e avvocata dei naviganti,

riconduci sulla via della giustizia gli armatori, le agenzie di reclutamento e i dirigenti senza scrupoli che, usando la scusa della pandemia, annullano i propri obblighi nei confronti dei marittimi.

Rendici solidali con coloro che hanno perso il reddito.

Segno di consolazione e di sicura speranza,

abbraccia teneramente le vittime del coronavirus,

particolarmente i marittimi che si sono suicidati.

Stella del Mare, prega per noi. Amen!

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