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venerdì 18 giugno 2021
 
NUCLEARE
 

Riprende il dialogo tra Russia e Usa: la preghiera della Chiesa

22/06/2020  Il 22 giugno iniziano a Vienna i negoziati tra Washington e Mosca per il rinnovo del trattato che limita gli arsenali atomici delle due super potenze. Firmato dieci anni fa, l'accordo scadrà il prossimo mese di febbraio. Putin lancia l'idea di un summit tra i 5 Paesi membri permanenti del Consiglio sicurezza, tutti con testate nucleari. L'appello dei vescovi americani ed europei

Il lancio di un missile americano a San Nicolas, in California, durante un'esercitazione svoltasi il 18 agosto 2019. Foto Reuters.
Il lancio di un missile americano a San Nicolas, in California, durante un'esercitazione svoltasi il 18 agosto 2019. Foto Reuters.

Si rimettono attorno a un tavolo, e non è poca cosa. Biogna vedere per dirsi e per fare cosa. Riprende il dialogo tra Stati Uniti e Russia per il rinnovo del Trattato New Start (Strategic arms reduction treaty), firmato a Praga da Medvedev e Obama l'8 aprile  2010, che limita in sostanza a 1550 per parte il numero delle testate nucleari che Mosca e Washington possono detenere. Ad essere limitato, anche il numero di missili balistici intercontinentali (Icbm), di sottomarini nucleari lanciamissili (Slbm) e di bombardieri pesanti contemporaneamente operativi. Se non fosse rinnovato, per la prima volta in cinquant'anni Stati Uniti e Russia non avrebbero più alcun tipo di limite ai loro arsenali atomici. Il dialogo è stato richiesto dagli Usa, dopo che Washington ha rifiutato il rinnovo automatico - proposto dal Cremlino - dell'accordo siglato con Mosca dieci anni or sono e in scadenza a febbraio 2021. La sensazione di numerosi osservatori internazionali è che l'avvio del confronto tra i due Paesi sia certamente un buon segnale ma, al contempo, appare difficile (seppur non impossibile) arrivare al rinnovo entro l'anno, viste anche le presidenziali americane di novembre.

«Perché la Casa Bianca ha rifiutato il rinnovo automatico?», s'interroga il sito Vaticannews rilanciando il quesito di molti. «Il presidente Donald Trump non ha fatto mistero del suo piano», scrive l'organo d'informazione: «allargare il trattato anche alla Cina. Una missione, vista la pandemia in corso ed i tempi stretti, più ardua del previsto e che comunque deve tenere conto della posizione “chiara e coerente” di Pechino. La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, nel corso di una recente conferenza stampa ha infatti affermato che la posizione cinese è stata espressa in più occasioni. “La Cina - ha sottolineato - non ha intenzione di prendere parte ai cosiddetti negoziati trilaterali Cina-USA-Russia sul controllo degli armamenti. Questa posizione è chiara e coerente”.

Vladimir Putin, dal canto suo, ha proposto un vertice tra Russia, Cina, Francia, Stati Uniti e Regno Unito, i cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dotati di armi nucleari, per cercare "risposte comuni alle sfide e alle attuali minacce". Come ha spiegato lui stesso in un articolo scritto in occasione dei 75 anni della fine della Seconda guerra mondiale di cui il Corriere della Sera ha pubblicato un estratto, "la creazione di un moderno sistema di relazioni internazionali è uno degli esiti piu' importanti della Seconda guerra mondiale".

Missili russi sfilano sulla Piazza Rossa, a Mosca, il 9 maggio 2019. Foto Reuters. In copertina: le bandiere statunitense e russa.
Missili russi sfilano sulla Piazza Rossa, a Mosca, il 9 maggio 2019. Foto Reuters. In copertina: le bandiere statunitense e russa.

“Offriamo le nostre preghiere e invitiamo i cattolici e tutte le persone di fede a unirsi nella preghiera per un dialogo fecondo che faccia avanzare il controllo delle armi e il disarmo, promuovendo un mondo più pacifico e giusto”. Lo scrivono i vescovi europei e statunitensi a proposito dell’incontro a Vienna tra Russia e Stati Uniti riguardo il rinnovo del trattato sul controllo degli armamenti nucleari. “Se il nuovo trattato Start dovesse scadere nel febbraio 2021, gli Stati Uniti e la Russia non avranno limiti giuridicamente vincolanti e verificabili riguardo il loro arsenale nucleare strategico”, il che “potrebbe anche avere implicazioni significative per la sicurezza europea e la pace globale”. La dichiarazione diffusa lunedì 22 giugno e rilanciatya in Italia dall'agenzia di stampa Agensir, è firmata da monsignor  David J. Malloy, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti – Comitato per la giustizia internazionale e la pace, e da monsignor Rimantas Norvila, presidente della commissione relazioni esterne della Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea).

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