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domenica 02 ottobre 2022
 
PARLIAMONE INSIEME
 

Perché tutti possano avvicinarsi a Gesù

11/08/2022  Mentre cerchiamo sollievo dal caldo, papa Francesco ci regala perle che vanno dritto al cuore della fede. Ricordandoci con semplicità che la Chiesa esiste perché le persone possano «andare a Gesù»

Cari amici lettori, anche nel cuore dell’estate, mentre ci preoccupiamo di trovare un po’ di fresco, papa Francesco ci regala perle che vanno dritto al cuore della fede. Da una parte, mentre noi cerchiamo sollievo al caldo, il Pontefice ci parla del «vero ristoro e della vera pace», commentando, nel messaggio ai partecipanti al 33° Festival internazionale dei giovani di Medjugorje, le parole di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Matteo 11,28-30). Dall’altra, risponde a una lettera del padre gesuita James Martin, impegnato nella pastorale con persone Lgbt, incoraggiandolo a «continuare a lavorare sulla cultura dell’incontro, che accorcia le distanze e ci arricchisce con le nostre differenze, proprio come ha fatto Gesù, che si è fatto vicino a tutti».

Due insegnamenti preziosi da raccogliere dai due messaggi. Il primo: l’invito di Gesù di andare da Lui («Venite a me»). «Si tratta di un invito a muoversi, a non restare fermi, congelati e impauriti davanti alla vita, e ad affidarsi a Lui», ha spiegato il Papa. E, ha precisato, «la via di uscita è nella relazione, nell’alzare lo sguardo verso Colui che ci ama davvero». Francesco ricorda che, prima di ogni richiesta morale (che pure è presente: «Prendete il mio giogo», che viene spiegato con il comandamento dell’amore), c’è la relazione con il Signore. Mi chiedo quanto le nostre strutture e attività ecclesiali rispecchino questo invito di Gesù. Aiutiamo davvero le persone ad avvicinarsi a Gesù, a sperimentarne la grazia e la misericordia, a trovare ristoro per le nostre anime in Lui? E, ancor prima, dobbiamo chiederci se sperimentiamo in questi termini l’incontro – personale e intimo – con Gesù. Stando vicino a Gesù, possiamo imparare «uno stile di vita basato sull’amore fraterno», che è il vero rimedio alle ferite dell’umanità», ha detto Francesco.

Secondo insegnamento: nel nostro approccio alle persone “di fuori” dovrebbe trapelare questo stile, che ha fatto proprio lo stile di vicinanza di Gesù, che «si è fatto vicino a tutti», come ha scritto a padre James Martin. A volte però forse prevale il nostro “pre-giudizio”, prima ancora di conoscere le persone, le storie, le ferite, come nel caso, emblematico, delle persone Lgbt, che a volte sperimentano più rifiuto che accoglienza anche nella Chiesa, o di quanti provengono da altri continenti (vedi la storia del nigeriano Alika ucciso a Civitanova).

Andando da Gesù dovremmo imparare non condotte e atteggiamenti divisivi, propri di chi lancia condanne morali, di chi va verso gli altri con preconcetti, ma fare nostro quello stile semplice e mite («imparate a me che sono mite e umile di cuore…») fatto di vicinanza, di fraternità, di cura, di accoglienza gratuita, così da essere contagiosi nel diffondere, come Lui, il bene attorno a noi. Se questo diventerà sempre più lo stile di tutta la Chiesa, allora per la Chiesa c’è futuro. Perché, così ancora ha scritto a padre Martin papa Francesco, «la Chiesa è una madre e chiama a raccolta tutti i suoi figli, senza distinzioni» e non «una Chiesa selettiva, di sangue puro», che è «piuttosto una setta».

(Sopra, un'immagine di pellegrini in preghiera a Medjugoje. Foto ANSA)

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