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Quali sono le qualità di un padre o di una madre spirituale?

09/07/2020  Dall'Oriente cristiano alla tradizione monastica occidentale, la figura dell'accompagnatore è molto importante. Tanto che non si parla tanto di guida, ma di padre o madre spirituale. Una rapporto radicale: ecco cosa significa per la vita in Spirito. La riflessione di Robert Cheaib

Riflettendo sulla figura della guida spirituale, ci siamo lasciati, qualche settimana fa, con la domanda sulle caratteristiche che dovrebbe avere.

Nell’Oriente cristiano in particolare, ma a dire il vero anche nella tradizione monastica occidentale, la figura dell’accompagnatore è molto importante. L’importanza di tale figura si manifesta anche nella scelta terminologica: non si parla tanto di guida, ma di padre o madre spirituale.

Ciò manifesta la radicalità del rapporto che si instaura e anche l’importanza di essere “generati” nella vita dello Spirito. Anche qui il discorso si farebbe molto lungo, per questo vorrei farmi aiutare, nell’elencare le qualità di un buon padre spirituale, da un grande conoscitore della tradizione spirituale orientale, il cardinale e teologo ceco Tomáš Špidlík.

La prima caratteristica di un padre o di una madre spirituale è appunto di essere «pieno di Spirito Santo».  Non è la psicologia a guidare l’anima, non è nemmeno la cultura. Sono aspetti importanti, ma sarebbero vani e fuorvianti se non ci fosse l’unzione dello Spirito, vera guida nella vita in Dio.

La seconda caratteristica è la «theologia». E qui Špidlík chiarisce che non si tratta necessariamente di essere teologi di professione, ma di essere qualcuno che conosce Dio. Non si può parlare di chi non si conosce. Non si può dare ciò che non si ha.

La terza caratteristica è la «theoria», ovvero la contemplazione. Deve essere una persona immersa in Dio che esercita l’attenzione spirituale. E questa caratteristica è abbinata alla seguente: la cardiognosia, ovvero la conoscenza dei cuori. La sua conoscenza di Dio deve essere abbinata alla conoscenza del cuore dell’uomo. Dalle caratteristiche precedenti scaturisce la «diakrisis», ovvero la capacità di discernimento, di saper leggere i movimenti del cuore umano.

I suddetti carismi vanno custoditi nell’umiltà fedele alla traditio, nel non aprire bottega propria, ma nell’essere nell’ovile della comunità cristiana. La penultima caratteristica è l’intercessione. Un padre e una madre spirituale non solo impartiscono consigli, ma anche e soprattutto preghiere e custodia nella preghiera. L’ultima caratteristica che Špidlík presenta è che un buon padre spirituale deve essere «indicato dagli altri». Non attira a sé, ma (sopran)naturalmente attira; non si autopropone, ma viene proposto.

(foto in alto: foto iStock))

 
 
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