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Salute, e io chiamo il dottore on line

04/06/2012  In 22 Stati americani è ormai un'abitudine consultare il medico al computer, con programmi come Skype, e avere una ricetta per la farmacia. La visita virtuale costa 35 euro.

Un dottore virtuale disponibile 24 ore su 24, capace di diagnosticare il male del paziente a centinaia di chilometri di distanza, e prescrivere una ricetta è ormai una realtà in 22 Stati americani. NowClinic, l’ assistenza on line che permette a chi si collega al sito di parlare attraverso instant message e al telefono con uno dei dottori di turno, addebita sulla carta di credito, per una visita virtuale, 45 dollari (35 euro).

NowClinic, fondata nel 2010 è un progetto pilota per trasformare l’insostenibilmente cara assistenza sanitaria in qualcosa di accessibile a tutti. In America, dove c’e’ gente che preferisce lasciarsi morire piuttosto che affrontare esorbitanti parcelle di specialisti o recarsi al pronto soccorso dove nessuno, senza assistenza sanitaria, esce con un conto inferiore ai duemila dollari, un medico che costa 45 dollari è una benedizione. Grandi fornitori di assistenza sanitaria tipo United Healthcare, Aetna e Cigna e datori di lavoro tipo General Electric e Delta Air Lines hanno immediatamente aderito a NowClinic.

Il motivo per cui le compagnie di assistenza sanitaria approvano il medico on line è ovviamente quello del risparmio. Ovviamente queste ragioni hanno scatenato controversie. “Essere visitati on line – ha spiegato ai media il presidente dell’American Academy of Family Phisician Glen Stream – è accettabile soltanto se il paziente conosce il medico e gli chiede un parere. Non può funzionare se si tratta di due persone che non si sono mai viste”. Secondo la portavoce del Consumer Watchdog Carmen Balber, gli assistiti, forzati a usare il medico che costa meno e col ticket inferiore, finiranno per scegliere l’opzione più economica anche se preferirebbero un medico che conoscono.

Il medico virtuale – insistono i datori di lavoro – ovviamente soddisfatti dei costi inferiori – è una nuova forma di comunicazione fra paziente e medico. «Gioverà a tutti», spiega Per Kevin Palatao della HealthPartners, la compagnia che ha lanciato l’assistenza on line "Virtuwell". «Il concetto che il paziente deve andare in studio e vedere il medico di persona è un concetto antiquato, perché ormai quattro adulti sui cinque in America usano ogni giorno il computer. La telemedicina praticata da decadi per le zone più remote non ha mai avuto grande sviluppo, ma il computer, l’instant messaging e sistemi tipo skype negli ultimi quattro/cinque anni hanno trasformato il settore».

NuPhysicia, una compagnia fondata nel 2007 da tre medici di Houston, Oscar Boultinghouse, Micheal Davis e Glenn Hammack, e sponsorizzata dall’Universita’ del Texas si è specializzata in telemedicina via video. Il loro fiore all’occhiello che li ha portati alla ribalta delle cronache e’ una visita in video Houston/piattaforma galleggiante al largo della Malesia. Nel corso della visita il dottor Boultinghouse ha diagnosticato a Charlie Martin, un tecnico petrolifero di 32 anni in preda ad incredibili dolori al fondoschiena, calcoli ai reni che necessitavano di un intervento in brevi tempi.

Il sistema del medico virtuale potrebbe diventare molto proficuo per le compagnie di assistenza sanitaria, a patto che riescano a trovare il modo di fornire agli assistiti dottori bravi, cosa non facile in un Paese dove la classe medica è abituata a guadagnare cifre da capogiro e non si adatterà facilmente a fare i turni per visite da 45 dollari. Il paziente cui viene via via tolta ogni possibilità di scegliersi il medico, non ha scelta: accettare quel poco che gli è offerto o pagarsi a colpi di 450 dollari una visita più elettrocardiogramma da un cardiologo.

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