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sabato 27 novembre 2021
 
Novità a scuola
 

Marco Erba, professore e scrittore: «Sono d'accordo ma riconosciamo i meriti degli insegnanti»

09/02/2021  Si parla di far recuperare agli studenti l'attività didattica, persa a causa della Dad e delle lezioni più corte, con un prolungamento del calendario scolastico: «Finalmente la scuola torna a essere una priorità: i ragazzi più fragili sono rimasti indietro, giusto per loro poter recuperare»

Uno dei primi provvedimento annunciati da Mario Draghi riguarda la scuola, che è tornata a essere una priorità dell’agenda politica. In particolare ha suscitato diverse reazioni l’ipotesi di far recuperare ore di effettiva didattica persa nell’accorciamento delle lezioni e nei lunghi mesi di Dad, soprattutto alle superiori, con un allungamento del calendario scolastico durante le vacanze pasquali e per tutto il mese di giugno. Abbiamo chiesto che cosa ne pensa a Marco Erba, docente di lettere al liceo Scientifico Casiraghi di Cinisello Balsamo (Milano), scrittore di romanzi per ragazzi e autore del saggio sulla scuola Insegnare non basta (Vallardi).
«Premesso che per ora si tratta solo di ipotesi e che occorre vedere se poi le proposte si concretizzano, in un Paese che per prima cosa ha chiuso teatri, cinema e musei, e in cui a scuole chiuse si dibatteva se riaprire le piste da sci, è certamente un bel segnale. Lasciando da parte le questioni sindacali è innegabile che i ragazzi hanno vissuto un disagio devastante, gli effetti della Dad sono stati anestetizzanti. Sono i ragazzi stessi che ce lo dicono, consapevoli delle mille distrazioni che avevano a casa e di come tornare in presenza sia stata una boccata d’ossigeno. C’è l’esigenza di, rimotivarli, attraverso la presenza fisica e concordo al 2000% sulla necessità di recuperare le ore perse». 
Il prolungamento del tempo scuola ha inalberato molti inseganti, che si sono sentiti messi sotto accusa, e che ribadiscono che la Dad li ha impegnati forse anche di più.
«Comprendo un certo logoramento da parte di quegli insegnanti che si sono spesi tantissimo, anche nel misurarsi con i mezzi tecnologici, ed è difficile trovare un equilibrio tra le diverse istanze. Io credo che al di là di un provvedimento di carattere generale, occorra responsabilizzare i presidi e l’autonomia scolastica anche in termini di retribuzione dei docenti. È vero che gli insegnanti sono tenuti comunque a essere in servizio per tutto il mese di giugno ma sarebbe saggio prevedere un riconoscimento dei meriti per il loro impegno. Poi credo che si debba distinguere anche tra gli studenti, quelli più motivati hanno seguito bene lo stesso e per loro settimane in più di scuola sarebbero inutili, mentre quelli che hanno arrancato troverebbero sicuramente giovamento da un recupero di ore di didattica». 

 
 
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