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domenica 07 marzo 2021
 
STASERA IN TV
 

«Solo insieme», un Francesco inedito su Rai 3: parlano gli autori

04/01/2021  Il costante dialogo con la gente comune, soprattutto con gli ultimi e con chi fa fatica (sigillato dai Venerdì della misericordia) nel docufilm in onda alle 23,15 sul terzo canale della Rai, "firmato" da Gualtiero Peirce e Orazio La Rocca in stretto contatto con monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione

Tutte le fotografie di questo servizio sono dell'Osservatore Romano/Vatican News
Tutte le fotografie di questo servizio sono dell'Osservatore Romano/Vatican News

«Vi chiedo umilmente perdono per il male che vi hanno fatto anche uomini che dicono di essere cristiani». Papa Francesco, con voce sommessa, a tratti commossa, si rivolge con queste parole ad una ex prostituta piangente che benedice, accarezza e consola come un padre consola la propria figlia. Scena inedita, come tante altre, ma tra le più toccanti del docufilm Solo insieme in onda su RaiTre il 4 gennaio, con inizio alle 23,15.

Un documentario che per la prima volta presenta i filmati sulle visite private che, a sorpresa, papa Bergoglio dal Giubileo della Misericordia (8 dicembre 2015-20 novembre 2016), svolge una volta al mese, lontano dalle telecamere e dalle grandi folle che in genere seguono le sue celebrazioni pubbliche. Scene dei Venerdì della Misericordia nell'ambito dei quali Francesco, accompagnato dal vescovo, monsignor Rino Fisichella, suo stretto collaboratore e presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione, visita e benedice case private, carceri, ospedali, case famiglia, comunità di ex prostitute, migranti, tossicodipendenti, soffermandosi a parlare come un amico della porta accanto che si presenta all'improvviso per scambiare quattro chiacchiere, ma soprattutto come un “vecchio” parroco qualsiasi, spesso sedendosi a tavola intorno ad una bibita, un caffè, scherzando con bambini ed anziani, generando emozioni, pianti di gioia, sorprese. Ma anche momenti di riflessione, specialmente quando si sofferma con giovani tossicodipendenti, anziani malati, o  incontra ex prostitute salvate dalla strada. Come il gruppo di ragazze, quasi tutte straniere, arrivate dall'Africa, seguite dal prete anrtitratta don Aldo Buonaiuto, ospiti dei volontari della Comunità “Papa Giovanni XXIII” fondada da don Oreste Benzi, oggi guidata da Giovanni Paolo Ramonda o, alle quali si rivolge con voce rotta dall'emozione chiedendo “perdono per le violenze che avete subito da  parte di uomini senza scrupoli, ed anche da chi si professa cristiano e cattolico”.

 

Scene e momenti privati di papa Francesco riprese solo dalle telecamete del CTV (Centro televisivo vaticano), mai trasmesse, gelosamente custodite nell'archivio di Vatican Media. L'idea di farne un docufilm destinato alle reti televisive – la Rai è stata la prima ad acquisire i diritti per l'Italia – è nata quasi casualmente, durante un incontro in Vaticano tra l'arcivescovo Rino Fisichella, il regista Gualtiero Peirce ed il sottoscritto, all'indomani della pubblicazione del libro “L'Anno dei Papi”, la cui prefazione porta la firma dello stesso Fisichella. Parlando, appunto dei tre papi del 1978 – Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II -, il dialogo si era poi “allargato” ai pontefici successivi, Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) e Francesco (Jorge Mario Bergoglio), individuando in ognuno di loro una “carattere” distintivo del pontificato. Su papa Francesco, monsignor Fisichella mise in evidenza “la grande capacità comunicativa con la gente, specialmente le persone più semplici, come normalmente avviene durante gli incontri riservati dei Venerdì della Misericordia, quando il Santo Padre parla liberamebne con tutti, come un amico, un confidente, un parroco, generando emozione, lacrime di gioia, momenti di feste improvvisate”.

“Scene che, pur riprese dalle telecamere del CTV – precisa il vescovo – non sono state mai trasmesse in tv”. Da qui, la classica “lampadina” che si accende a Gualtiero Peirce ed al sottoscritto, che dopo un eloquente sguardo di intesa, si rivolgono quasi in coro a monsignor Fisichella chiedendogli di poter fare un docufilm sui Venerdì della Misericordia, avendo subito avvertito la grande forza “umana e pastorale” presenti nei filmati girati durante gli incontri privati di papa Francesco. Detto, fatto. E così, grazie ai buoni uffici di monsignor Fisichella presso il CTV , nel giro di qualche mese il docufilm ha visto la luce col titolo Solo insieme, espressione presa dalla commovente prolusione tenuta da papa Bergoglio il 27 marzo scorso, un venerdì, in piena chiusura pandemica, da solo in preghiera davanti alla basilica di San Pietro.

Immagini struggenti del Venerdì della Misericordia da Covid-19 all'inizio del docufilm, che presentano un papa Francesco che, nella solitudine di Piazza San Pietro, sotto la pioggia, si rivolge al mondo intero per dire che adesso più che mai non potremo ''andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme''. Mentre il suono delle campane scandisce un tempo sospeso, le sirene delle ambulanze ricordano il terribile momento causato dal blocco. Immagini che resteranno nella Storia, e che fanno da apertura e da naturali compagne di viaggio a tutto il racconto successivo sui momenti in cui il Papa, prima della pandemia, ha incontrato, a sorpresa, gli “altri”, la gente comune, gli ultimi, senza essere atteso, senza essere annunciato. Quando ha abbracciato, ha carezzato, ha parlato con chi gli chiedeva un consiglio, ha guardato negli occhi un sofferente, ha ascoltato il prossimo come un amico, incontrando il dolore, ma trovando anche la gioia e il sorriso negli occhi di chi lo ha accolto nella propria casa o in carcere, in comunità, nei luoghi del bisogno e dell'emarginazione. Solo insieme - la sorpresa di Francesco è tutto questo. E tante altre cose ancora, in vista di altre future sorprese legate alla inarrestabile rivoluzione popolare del pontificato bergogliano.

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