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martedì 28 maggio 2024
 
la scelta
 

Spoleto, il Vescovo "abolisce" i padrini per la Cresima

22/01/2020  La decisione, sperimentale per i prossimi tre anni, presa da monsignor Renato Boccardo anche su indicazione dei parroci: «Sono scelti abitualmente con criteri e finalità diverse da quelle che intende la Chiesa (relazioni di parentela, di amicizia, di interesse...) e non hanno piena consapevolezza ed effettiva idoneità a svolgere un ruolo efficace e credibile nel trasmettere la fede con la testimonianza della vita»

Stop ai padrini e alle madrine per la cresima per i prossimi tre anni e poi, dopo, si vedrà. Ad accompagnare i ragazzi e presentarli al Vescovo sarà il parroco e uno dei catechisti. È la decisione presa dall’arcivescovo della diocesi di Spoleto – Norcia, monsignor Renato Boccardo, che ha pubblicato un decreto firmato il 12 gennaio scorso dopo aver sentito anche il consiglio episcopale. «Nell’attuale mutato contesto socio-ecclesiale», scrive Boccardo motivando la decisione, «la presenza dei padrini/madrine risulta spesso una sorta di adempimento formale o di consuetudine sociale, in cui rimane ben poco visibile la dimensione della fede. Scelti abitualmente con criteri e finalità diverse da quelle che intende la Chiesa (relazioni di parentela, di amicizia, di interesse, ecc.), risulta che essi non hanno piena consapevolezza ed effettiva idoneità a svolgere un ruolo efficace e credibile nel trasmettere la fede con la testimonianza della vita. Inoltre, la situazione familiare complessa o irregolare di tante persone proposte per assolvere questo compito rende la questione ancora più delicata».

Non si tratta di una novità assoluta. Già altre diocesi, da Lecce a Melfi a Brindisi, solo per citarne alcune, hanno preso la stessa decisione. Nel 2017 l’arcivescovo di Brindisi, monsignor Domenico Caliandro, motivò così la decisione: «Ci sono stati casi, qui a Brindisi ma anche nelle altre diocesi dove sono stato vescovo», spiegava, «di persone, solitamente povere o di modesta estrazione sociale, che per fare il regalo al padrino e non sfigurare davanti ad amici e parenti hanno organizzato una cerimonia al ristorante facendo un mutuo in banca o, peggio, sono finiti nella morsa degli usurai».

Monsignor Renato Boccardo, 67 anni, è arcivescovo di Spoleto-Norcia dal luglio 2009 (Ansa)
Monsignor Renato Boccardo, 67 anni, è arcivescovo di Spoleto-Norcia dal luglio 2009 (Ansa)

Cosa dice il Diritto canonico

La decisione di monsignor Boccardo arriva anche su sollecitazione delle parrocchie stesse, come scrive nel decreto: «In diverse occasioni i parroci hanno segnalato in proposito difficoltà e disagi ed ha preso forma la proposta di affidare agli stessi catechisti il ruolo di padrini/madrine o anche di abolirne o sospenderne la presenza e il ruolo». Prima di arrivare a questa decisione c’è stata, ovviamente, un’ampia consultazione con tutti i parroci i quali, come si legge nel decreto, «nel corso della riunione del Collegio del 14 novembre 2019 hanno riferito il loro unanime consenso circa l’abolizione o sospensione del ruolo di padrino/madrina fin dalle prossime celebrazioni».

In base al Codice di Diritto canonico, la figura del padrino non è obbligatoria per la celebrazione del sacramento ma è prevista «per quanto possibile» e si specifica inoltre che le persone scelte devono condurre «una vita conforme alla fede e all’incarico che si assume» ed essere esenti da impedimenti canonici stabiliti dal diritto (can. 874). Sulla stessa linea anche la Nota pastorale della Conferenza episcopale italiana “L'iniziazione cristiana/3", dell’8 giugno 2003 in cui si chiede che la scelta del padrino e della madrina avvenga «curando che sia persona matura nella fede, rappresentativa della comunità, approvata dal parroco, capace di accompagnare il candidato nel cammino verso i sacramenti e di seguirlo nel resto della vita con il sostegno e l’esempio». Inoltre, l’abolizione o meno della figura del padrino/madrina è una facoltà che spetta al Vescovo della diocesi «tenute presenti le circostanze di tempo e di luogo».

La Confermazione (o Cresima) fa parte del ciclo dei sacramenti dell’iniziazione cristiana e in alcune diocesi viene celebrato dopo la Prima Comunione. Nella diocesi di Spoleto, come è stato delineato nel documento “Per una iniziazione cristiana agile e bella” del 14 settembre 2017, si è deciso di celebrarlo invece «prima della Messa di Prima Comunione, perché è la Cresima che abilita sacramentalmente all’Eucaristia. Verrà celebrata dal Vescovo in giorno di sabato - per pievania o parrocchia - in Cattedrale, come segno di appartenenza alla Chiesa diocesana. Il giorno seguente o, se si ritiene opportuno, dopo una settimana, ma sempre di domenica, si celebra in parrocchia la Prima Eucaristia».

Per questo monsignor Boccardo, a partire dal 12 gennaio, ha «sospeso ad experimentum per tre anni il ruolo di padrino/madrina per il sacramento della Cresima». E ha stabilito che «i cresimandi saranno presentati al Vescovo dal parroco e da uno dei catechisti, espressione della comunità che accompagna le giovani generazioni ad approfondire e vivere la loro adesione a Cristo nella Chiesa. In occasione dell’Assemblea annuale del Clero, prevista a Roccaporena nei giorni 15-17 giugno 2020, si terrà una prima valutazione».

Infine il vescovo ha chiesto ai parroci «di illustrare opportunamente alle comunità parrocchiali - con onestà, fedeltà e chiarezza - le motivazioni che hanno ispirato questa decisione comune e di continuare ad individuare con particolare attenzione i catechisti a cui affidare i fanciulli che seguono il percorso dell’iniziazione cristiana».

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