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mercoledì 06 luglio 2022
 
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Dietrofront dell'Europa sul Natale: «Documento non maturo, da riscrivere»

30/11/2021  Saranno riscritte le linee guida sulla “comunicazione inclusiva” elaborate dalla Commissione Ue che censuravano, tra l’altro, anche i nomi cristiani. La commissaria Helena Dalli: «L’obiettivo era illustrare la diversità della cultura europea ma non abbiamo raggiunto lo scopo. Ora riscriveremo il documento»

Ritirato e riscritto: è quanto accade al documento interno sulla comunicazione interna ed esterna della Commissione europea che, tra le altre cose, invitava a evitare il termine “Natale” e i nomi cristiani. Dopo le polemiche sulle guidelines per public relation durante le festività, l'Esecutivo stesso dell'Unione Europea ha fatto sapere che il testo viene ritirato e sarà ripresentato in una nuova versione. In Europa da tempo si parla di pseudo neutralità del linguaggio sulle realtà religiose come scelta utile al rispetto e al dialogo. Nulla di più falso perché è solo il chiaro riconoscimento d’identità e valori che apre ad un confronto e ad un dialogo veri. Sembravano concetti acquisiti ma sembra che all'interno dell'Ue persiste questa convinzione ma la notizia è che viene oggi rinnegata.

«La mia iniziativa di elaborare linee guida come documento interno per la comunicazione da parte del personale della Commissione nelle loro funzioni, mirava a raggiungere un obiettivo importante», ha commentato il Commissario per l’uguaglianza Helena Dalli, «per illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della Commissione europea verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini europei. Tuttavia, la versione delle linee guida pubblicata non serve adeguatamente a questo scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione. Le linee guida richiedono chiaramente un lavoro maggiore. Pertanto le ritiro e lavorerò ulteriormente su questo documento».

Il cardinale Parolin con il presidente francese Macron venerdì scorso in Vaticano (Ansa)
Il cardinale Parolin con il presidente francese Macron venerdì scorso in Vaticano (Ansa)

Il cardinale Parolin: "Non dimentichiamo che l'apporto principale dell'Europa è il Cristianesimo"

Sulla vicenda è intervenuto anche il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin: «Credo», ha detto in un’intervista a Vatican News, «che sia giusta la preoccupazione di cancellare tutte le discriminazioni. È un cammino di cui abbiamo acquisito sempre più consapevolezza e che naturalmente deve tradursi anche sul terreno pratico. Però, a mio parere, questa non è certamente la strada per raggiungere questo scopo. Perché alla fine si rischia di distruggere, annientare la persona, in due direzioni principali. La prima, quella della differenziazione che caratterizza il nostro mondo, la tendenza purtroppo è quella di omologare tutto, non sapendo rispettare invece anche le giuste differenze, che naturalmente non devono diventare contrapposizione o fonte di discriminazione, ma devono integrarsi proprio per costruire una umanità piena e integrale. La seconda», continua Parolin, «la dimenticanza di ciò che è una realtà. E chi va contro la realtà si mette in serio pericolo. E poi c’è la cancellazione di quelle che sono le radici, soprattutto per quanto riguarda le feste cristiane, la dimensione cristiana anche della nostra Europa. Certo, noi sappiamo che l’Europa deve la sua esistenza e la sua identità a tanti apporti, ma certamente non si può dimenticare che uno degli apporti principali, se non il principale, è stato proprio il cristianesimo. Quindi, distruggere la differenza e distruggere le radici vuol dire proprio distruggere la persona».

Parolin si è soffermato sull’imminente viaggio di papa Francesco in Grecia e Cipro, in programma dal 2 al 6 dicembre: «Il Pontefice, anche nel videomessaggio che ha rivolto alla Grecia e a Cipro prima della sua partenza, qualche giorno fa, sottolinea proprio questa dimensione europea: cioè, andare alle sorgenti dell’Europa, quindi ritrovare quelli che sono gli elementi costitutivi. Certamente, la cultura greca è uno di questi elementi. Poi, il Papa fa riferimento anche a Cipro come a una delle propaggini europee della Terra Santa. Quindi mi pare che questo viaggio arrivi proprio al momento giusto, è un viaggio che ci richiama proprio a queste dimensioni fondamentali che non possono essere cancellate. Dobbiamo ritrovare la capacità di integrare tutte queste realtà senza ignorarle, senza combatterle, senza eliminarle ed emarginarle».

 
 
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