Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
martedì 23 aprile 2024
 
 

Il Papa: «Troppe volte le donne sono licenziate perché incinte»

12/11/2015  In udienza con gli imprenditori cattolici Francesco ha denunciato le discriminazione delle donne nel mondo del lavoro e ha ricordato l'importanza di salvaguardare: «il diritto di lavorare e il diritto della maternità»

Ha parlato a braccio Papa Francesco lo scorso 31 ottobre durante l’udienza dell'Ucid, l'Unione cristiana imprenditori dirigenti, associazione dei titolari d'impresa cattolici, guidata dal presidente Giancarlo Abete e dal cardinale Salvatore De Giorgi. E lo ha fatto per denunciare una prassi che ancora troppe volte discrimina le donne nel mondo del lavoro: «Quante volte abbiamo sentito che una donna va dal capo e dice: “Devo dirle che sono incinta”, “Dalla fine del mese non lavori più”».

Parole che mettono il dito in una piaga ricorrente e che nelle imprese penalizza fortemente la presenza femminile e la stessa possibilità di mettere al mondo figli. «La donna dev'essere custodita, aiutata in questo doppio lavoro: il diritto di lavorare e il diritto della maternità», ha stigmatizzato Francesco «È decisivo - ha poi sottolineato - avere una speciale attenzione per la qualità della vita lavorativa dei dipendenti, che sono la risorsa più preziosa di un'impresa». In particolare, ha aggiunto, «per favorire l'armonizzazione tra lavoro e famiglia». «Penso in modo particolare alle lavoratrici - ha poi ribadito Bergoglio -: la sfida è tutelare al tempo stesso sia il loro diritto ad un lavoro pienamente riconosciuto sia la loro vocazione alla maternità e alla presenza in famiglia».

Nel suo discorso anche un forte richiamo all'etica nell'economia e nell'impresa, con la necessità di porre al centro la persona e il bene collettivo. E anche un'esortazione alla politica a tutelare adeguatamente le aziende. E a questa opera di tutela «sono chiamate in primo luogo le istituzioni, ma anche gli imprenditori, gli economisti, le agenzie finanziarie e bancarie». E tutti i soggetti coinvolti «non devono mancare di agire con competenza, onestà e senso di responsabilità». Infatti, «l'economia e l'impresa hanno bisogno dell'etica per il loro corretto funzionamento; non di un'etica qualsiasi, bensì di un'etica che ponga al centro la persona e la comunità».

Il Papa ha anche esortato a «costruire rapporti fraterni tra imprenditori, dirigenti e lavoratori, favorendo la corresponsabilità e la collaborazione». Ha sottolineato il valore di una sfida che orienta l’economia i senso evangelico e ha invitato i presenti a creare buone opportunità di lavoro: «Pensate ai giovani, credo che il 40% dei giovani qui oggi sono senza lavoro. In un altro Paese vicino, il 47; in un altro Paese vicino, più del 50. Ma siate creativi nel creare opportunità di lavoro che vadano avanti e diano lavoro, perché chi non ha lavoro non solo non porta il pane a casa ma perde la dignità».

Multimedia
Paola Cortellesi, licenziata perché incinta
Correlati
I vostri commenti
4

Stai visualizzando  dei 4 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo