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domenica 01 agosto 2021
 
elezioni municipali
 

Tunisi sceglie la prima donna sindaco

07/05/2018  Souad Abderrahim ha 54 anni, è farmacista e non porta il velo. Candidata del partito islamico conservatore Ennhadha, è la vera novità di questa tornata elettorale in Tunisia. L'affluenza alle urne è stata bassissima: segno del malcontento diffuso tra la popolazione.

(Foto Reuters: Souad Abderrahim tra i suoi sostenitori)

E' una moutabarija, in arabo una donna che non si copre il capo con il velo, ha 54 anni e di professione è una farmacista con la passione per la politica. Souad Abderrahim è la prima donna sindaco di Tunisi. La sua investitura, per il partito islamico conservatore Ennahdha, la principale formazione politica della Tunisia, è la vera grande novità delle elezioni municipali che si sono volte nel paese nordafricano. 

Sposata, madre di due figli, Souad Abderrahim è stata eletta all'Assemblea costituente nel 2011 con Ennahdha, per difendere, come lei stessa ha detto, i diritti delle donne nella nuova Costituzione tunisina. Il partito guidato da Rachid Ghannouchi l'ha scelta per rappresentare il volto moderno, rassicurante della formazione politica: elegante, sobria, sempre in giacca e pantaloni, la sua immagine esteriore volutamente si allontana dallo stereotipo della donna islamica velata. Lei stessa ha rimarcato che Ennahdha è un partito islamico ma non estremista, ricordando di non aver mai ricevuto rimostranze per il fatto di non portare il velo. Nei fatti, tuttavia, la Abderrahim non si è discostata molto dai binari del conservatorismo. Fiera oppositrice delle discriminazione di genere, nell'ambito dell'Assemblea costituente ha difeso con forza l'uguaglianza fra uomini e donne, ma in un'intervista del 2011 ha anche affermato che le libertà non sono assolute e vanno inquadrate all'interno dei costumi e delle tradizioni di una società. 

Per la prima volta dal 2011, quando la rivoluzione ha portato alla destituzione del presidente-dittatore Zine El Abidine Ben Ali, i tunisini sono stati chiamati alle urne per votare alle municipali, che erano state rimandate per ben quattro volte per motivi organizzativi e amministrativi. Il dato significativo della tornata elettorale è stata la composizione delle liste: su 57mila candidati in corsa per la carica di sindaco di 350 Comuni, la metà sono donne e giovani. Il primo partito risulta Ennahdha, seguito dalla formazione laica Nida'a Tounes, di cui è esponente il presidnete Essebsi, 91 anni, eletto nel 2014. 

Ma i cittadini hanno accolto con molto disinteresse la chiamata al voto, disertando in massa le urne. L'affluenza è rimasta molto bassa: 34.4% è il dato ufficiale diffuso dalla Commissione Superiore Indipendente per le Elezioni (Isie): segno di un allontamento del popolo dalla politica e di un diffuso sentimento di malcontento e di preoccupazione per il futuro. Carovita e povertà hanno messo in ginocchio buona parte della popolazione. A sette anni dalla Rivoluzione dei gelsomini che ha dato il via alla Primavera araba la Tunisia è piombata nel baratro della disillusione.

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