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sabato 10 giugno 2023
 
l'annuncio
 

Il Papa affida al cardinale Zuppi la missione di pace in Ucraina

20/05/2023  Il presidente dei vescovi italiani designato da Francesco, d’intesa con la Segreteria di Stato, per esplorare la possibilità che nel conflitto russo-ucraino si apra un canale di dialogo al fine di «allentare le tensioni» e «avviare percorsi di pace». Ancora da definire i dettagli

I dettagli della missione di pace per l'Ucraina annunciata dal Papa il 30 aprile scorso durante il volo di ritorno da Budapest adesso sono chiari e ufficiali.

«Posso confermare che papa Francesco ha affidato al cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, l'incarico di condurre una missione, in accordo con la Segreteria di Stato, che contribuisca ad allentare le tensioni nel conflitto in Ucraina, nella speranza, mai dimessa dal Santo Padre, che questo possa avviare percorsi di pace. I tempi di tale missione, e le sue modalità, sono attualmente allo studio», ha comunicato questo pomeriggio, rispondendo ai giornalisti, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Sarà quindi il cardinale di Bologna, presidente dei vescovi italiani, l'inviato speciale che a nome di papa Bergoglio, e d'intesa con la Terza Loggia, esplorerà le possibilità perché nel conflitto russo-ucraino si apra un canale di dialogo al fine di «allentare le tensioni» e «avviare percorsi di pace».

Una notizia di enorme di rilievo, visto il tam-tam che l'annuncio del Pontefice sulla missione «riservata» aveva scatenato in tutto il mondo, e visti anche i nomi dei possibili inviati speciali che erano circolati negli ultimi giorni attraverso indiscrezioni. Solo quello di Zuppi viene quindi confermato, mentre l'arcivescovo Claudio Gugerotti, Prefetto del dicastero per le Chiese orientali, aveva già smentito ieri tale coinvolgimento, dichiarando in una nota che a lui «nulla consta di quanto affermato a suo riguardo».

La missione diplomatica affidata al cardinale di Bologna è molto difficile. Di suo, Matteo Zuppi può mettere sulla bilancia l'esperienza già fatta in questo campo: aiutò infatti a raggiungere un difficile accordo di pace, quello realizzato nel 1992 per il Mozambico con la Comunità di Sant'Egidio, che pose fine a sedici anni di guerra civile con un milione di morti e quattro milioni di profughi. Portò avanti per mesi un dialogo lungo, paziente, coraggioso con i belligeranti. Zuppi, allora giovane vice parroco a Santa Maria in Trastevere, costruì questa tela, che portò allo storico accordo, con il fondatore della Comunità Andrea Riccardi.

E non si può certo escludere che la rete di Sant'Egidio, l'«Onu di Trastevere», possa rivelarsi utile anche in questa occasione. Entrambe le parti, sia Mosca che Kiev, si sono mostrate finora chiuse a una mediazione vaticana. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo ha fatto presente anche nell'incontro col Papa in Vaticano di sabato 13 maggio, appena una settimana fa. Tuttavia la Santa Sede ha ribadito che «continuerà a fare la sua parte», come affermato mercoledì scorso dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, intervenuto al summit dei capi di stato e di governo del Consiglio d'Europa, a Reykjavik.

«Non possiamo accettare passivamente che la guerra di aggressione continui», ha sottolineato Parolin sull'invasione russa dell'Ucraina, e l'obiettivo della diplomazia vaticana resta quello di raggiungere una «pace giusta». Intanto oggi, in una lettera inviata al vescovo di Hiroshima, mons. Alexis Mitsuru Shirahama, in occasione del vertice del G7 in corso nella città giapponese, il Papa ha rilanciato la necessità del bando alle armi atomiche e fatto un ulteriore appello ai leader mondiali per un impegno concreto e durevole di pace.

«Il vertice del G7 a Hiroshima dia prova di una visione lungimirante nel gettare le fondamenta per una pace duratura e per una sicurezza stabile e sostenibile a lungo termine», è il suo auspicio, mentre «Hiroshima, come "simbolo della memoria", proclama con forza l'inadeguatezza delle armi nucleari per rispondere in modo efficace alle grandi minacce odierne alla pace e per garantire la sicurezza nazionale e internazionale».

Al cardinale Zuppi l’augurio e il sostegno della preghiera da parte di tutta la Chiesa italiana: «Accogliamo come un segno di grande fiducia e con i migliori auspici la decisione di papa Francesco di affidare al cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, l'incarico di condurre una missione, in accordo con la Segreteria di Stato, che contribuisca ad allentare le tensioni del conflitto in Ucraina e ad avviare percorsi di pace», ha detto mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, «invitiamo le comunità ecclesiali e, in particolare, i monasteri presenti sul territorio nazionale ad accompagnare sin d'ora con la preghiera questa missione che il Santo Padre ha voluto conferire al presidente della Cei affinché porti frutto e aiuti a costruire processi di riconciliazione», aggiunge Baturi.

Considerate l'importanza e la delicatezza dell'incarico - fa sapere il direttore dell'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali, Vincenzo Corrado - il cardinale non rilascerà interviste né dichiarazioni fino a quando non sarà ritenuto opportuno, d'intesa con il Papa e la Santa Sede.

 
 
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