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martedì 16 luglio 2024
 
ritratto di una diva
 

E Dio creò B.B. Ecco chi è veramente Brigitte Bardot

25/06/2024  La biografia di una leggenda del cinema: gli amori, la vita, gli animali, la spiritualità, e le insospettabili confidenze dell’attrice che ha fatto costruire una cappella per la Madonna nella sua tenuta in Costa Azzurra

Brigitte Bardot nel 1962.
Brigitte Bardot nel 1962.

Pubblichiamo un articolo dedicato alla spiritualità e alla vita della grande diva apparso sul numero 32 del 2019 del settimanale Maria con te edito dalla Periodici San Paolo.

 

L’animo di un artista è spesso un mistero, soprattutto se si tratta di un mito senza tempo che ha segnato un’epoca come Brigitte Bardot. Oggi, a 84 anni, dopo un passato tumultuoso, la diva francese ha scelto la quiete e la solitudine, insieme a suoi cani e ai suoi gatti ai quali è affezionatissima. Un sentimento forte, espresso in una sua frase cult: «Più conosco gli uomini più amo gli animali». L’attrice, talmente famosa da aver dato il suo volto alla Marianna, rappresentazione allegorica della Repubblica francese, diventando l’incarnazione di quel simbolo patrio, è una donna che si è sempre battuta per le sue idee, a difesa degli animali e dei valori umani più importanti, come la tolleranza e il rispetto per gli altri, denunciando una pericolosa assenza di regole. Scelte difficili quelle di Brigitte, che lasciano intuire la sua generosità d’animo e la sua formazione cattolica, mai ostentata, ma radicata. Resta tuttavia una sorpresa sentirla dire: «Dio e la Madonna mi proteggono e Lei per me rappresenta un faro spirituale indispensabile». E lo ha scritto anche nel suo ultimo libro, Larmes de Combat (Lacrime di combattimento), pubblicato un anno fa. Il culto mariano nella maturità, infatti, è diventato per l’attrice un rifugio dai mali della nostra società ai quali è tanto sensibile, un motivo di riflessione e anche di conforto ai rimpianti e a qualche inevitabile rimorso. Per comprendere il percorso dell’attrice bisogna ricostruire la sua inquieta esistenza nelle sue tappe essenziali che l’hanno portata a ritirarsi, a soli 38 anni, all’apice del successo. Brigitte era una adolescente educata con rigore dal padre colonnello quando, appena diciassettenne, incontrò Roger Vadim, un regista di origine russa geniale e trasgressivo, che la sposò, lanciandola subito nel mondo del cinema come sex symbol nel film E Dio creò la donna. Bellissima e «nata libera», per usare una sua espressione, la Bardot si calò senza fatica nel ruolo impostole dal marito diventando in breve l’emblema di una nuova femminilità, autonoma e disinibita. Mentre le ragazze degli anni Sessanta la prendevano a modello, imitandola nel look e nei comportamenti, dando vita a un fenomeno di costume etichettato come “ bardottismo”.

In questo clima, Brigitte girò qualche film audace di troppo, forzando se stessa, confidò anni dopo, nell’impossibilità di sottrarsi al suo mito. Ebbe molti amori e, dopo Vadim, un secondo marito, l’attore Jacques Charrière, dal quale ebbe un figlio, Nicolas: un’esperienza cui non si sentiva preparata, vissuta traumaticamente, tanto da non avere mai avuto un vero rapporto d’amore col figlio. Una situazione raccontata con crudezza nella sua autobiografia Mi chiamano B.B., che le costò molte critiche e penosi complessi di colpa. È presumibile che proprio l’esperienza non pienamente vissuta della maternità abbia avvicinato l’attrice al culto di Maria, alla ricerca di un sostegno morale. Certamente l’attrice ha sempre vissuto la sua religiosità nel massimo riserbo, traendone la forza di andare avanti. Non dimentichiamo, infatti, che alla soglia dei quarant’anni, dopo una cena con amici in cui era apparsa serena, Brigitte tentò il suicidio ingerendo una dose massiccia di barbiturici. È un segreto trapelato soltanto di recente ma, al suo risveglio in clinica, la Bardot chiese un rosario alla suora che l’assisteva, stringendolo tra le mani quasi fosse un’ancora di salvezza. «La religione appartiene alla mia sfera privata e mi sembra inopportuno parlarne», spiegò poi in un’intervista. «Inoltre la gente ormai mi identifica nel mio personaggio e non mi giudicherebbe credibile se raccontassi quanto sia importante per me la preghiera». Brigitte all’epoca aveva la spavalderia della giovinezza, ma ora è cambiata e in occasione della presentazione del suo libro Larmes de combact con umiltà ha svelato il segreto del suo cuore ribelle: «Ho bisogno di Dio e della Madonna. Anelo alla spiritualità in un mondo che mi spaventa e mi pongo sotto la Loro protezione, in particolare della Madonna, per la quale ho una devozione totale. Le ho fatto costruire una piccola cappella tra i pini nel parco della mia villa a Saint Tropez dove mi ritiro ogni volta che posso. Mi rivolgo direttamente alla Vergine e a Suo Figlio, senza usare santi come “intermediari”, ma sono molto legata a san Francesco, particolarmente vicino a me per il suo amore per gli animali. Chiedo a Maria che quei valori umani troppo spesso dimenticati rivivano nelle coscienze degli uomini che si stanno disumanizzando, violando la natura, ignorando i più deboli e perseguitando gli animali, usati con crudeltà per ottenere guadagni illeciti».

È in cima a una mulattiera, nel mezzo di una natura selvaggia e incontaminata, con una magnifica vista sul Big Blue, che negli anni Ottanta l’attrice si è fatta costruire quest’intimo rifugio spirituale, che ha chiamato “Madonna della Garrigue” dal nome della sua seconda residenza, sulla collinetta del Capon, una piccola porzione di bosco in Costa Azzurra, acquistata per sfuggire ai fotografi che la braccavano continuamente. Dentro la cappellina, d’ispirazione messicana, due sedie in legno e paglia, oggetti sacri antichi trovati al mercato di Place des Lices, il messale d’avorio della bisnonna e, alle pareti, tutte le effigi mariane che più ama, da Nostra Signora di Fatima alla Regina della Pace di Medjugorje. Oltre al ritratto di Padre Pio e a una piccola statua del Poverello d’Assisi. Quella della Vergine che domina, al centro, le fu donata da Gérard Montel. Brigitte l’ha chiamata “La Perruquière”, in omaggio al fidato amico e parrucchiere scomparso, ma anche a significare che la Madre del cielo fa che tutti i nodi vengano al pettine. Dietro questa statua, Brigitte mette sotto la protezione della Vergine le foto dei cari defunti, anche quelle dei suoi animali volati in cielo. «È un posto che mi ha aiutato a continuare il mio combattimento. Qui ho preso la forza e il coraggio che a volte mi mancava. Mi rilasso, aiuto me stessa e mi calmo», ha spiegato con semplicità. Il sentiero costellato di ciottoli che la porta a Notre Dame de Garrigue, sospesa sulla collina inondata di timo e di pini, le ricorda una Via Crucis, soprattutto da quando non si muove più agevolmente. Eppure non rinuncia all’incontro: «Amo andarvi perché posso dire una parola franca alla Vergine. La Santa Vergine mi sostiene da tanto tempo. È una presenza intima e benevola. Sono sostenuta da quest’idea di dolcezza, di purezza e di luminosità che Ella ispira: di generosità incondizionata e anche di protezione materna. Anche lei ha sofferto, sulla terra. Il solo dolore che abbia veramente vissuto è la perdita e la crocifissione del Figlio… è una cosa enorme, mi tocca nel profondo. Il dolore nella carne… lei l’ha conosciuto… e non può che essere sensibile a quello degli altri. Mi protegge: lo so che mi protegge. Se non mi avesse accompagnata con la sua misericordia al momento giusto, sarei morta da un pezzo. Ne sono convinta». Brigitte lotta strenuamente per le sue idee, sostenuta dalla preghiera che la aiuta a non perdersi d’animo.

«Penso che una speranza per un mondo migliore esista ancora», aggiunge. «Finché ne avrò la forza porterò avanti le mie battaglie e andrei anche in capo al mondo per veicolare il mio messaggio. Amo molto papa Francesco e lo ringrazio per il suo costante impegno di fede, di speranza e di carità». Il Papa argentino l’ha amato fin dal principio anche per la scelta del nome, quello del santo che per lei rappresenta la forza del distacco dalle apparenti sicurezze materiali per andare incontro ai veri valori e alle vere gioie, quelle dell’anima. Ha detto di recente del Poverello d’Assisi: «È un modello spirituale per me, sia per il legame che ebbe con la natura e gli animali, sia perché abbandonando i beni terreni per quelli dell’anima ha indicato il sentiero migliore verso la sapienza», Brigitte con la sua toccante confessione apre una finestra sulla sua leggenda, un tempo basata sulla bellezza, che si è evoluta in un richiamo potente a un’esistenza più consona ai principi cattolici, con un pensiero particolare per i giovani. «Parte di loro sembra provenire da un altro pianeta», osserva l’attrice. «Sembrano anestetizzati, soffocati dalle scelte pericolose e dall’uso della droga. A quelli che mi ascoltano, raccomando di recuperare il rispetto per il prossimo e per gli animali». Nella sua devozione alla Madonna, Brigitte evita di visitarne i santuari nel timore di essere riconosciuta e per questo si è creata una sua oasi spirituale con la sua cappella privata. «Ho un contatto diretto col Cielo e mi rifugio lì ogni volta in cui sento il bisogno di dire una parola franca alla Vergine. Io e Lei siamo intime, nel senso che le parlo come se fosse un’amica, nella certezza di essere compresa e confortata. La Madre di Dio ha tanto sofferto e per questo si immedesima nelle pene di chi la prega». Forse in quei momenti di spiritualità, Brigitte pensa al figlio che per lei è ormai un estraneo, in una difficile ricerca del tempo perduto. A volte prega anche in compagnia di uno dei suoi animali domestici, che hanno libero accesso nella cappella. E, illuminato dalla luce della fede, raccontano gli amici, il volto dell’attrice ritrova lo splendore della giovinezza in una pace dell’anima in cui, grazie alla Madonna, il raccoglimento e il senso del divino spengono la malinconia del viale del tramonto.

nella foto, Brigitte Bardot davanti alla cappalela della sua villa in Costa Azzurra (per gentile concessione di Maria con te)

 
 
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