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giovedì 26 maggio 2022
 
ANNIVERSARI
 

Una festa di quartiere per i 100 anni di Franco Parenti

06/12/2021  Il 7 dicembre 2021 si celebra il centenario della nascita dell’attore e regista, fondatore nel 1972 - insieme ad Andrée Ruth Shammah, Giovanni Testori, Gianmaurizio Fercioni e Dante Isella – del teatro milanese che ha preso il suo nome, dopo la sua morte, nell’aprile del 1989. Per ricordarlo, amici e semplici abitanti del quartiere sono invitati ad assistere alla prova generale dello spettacolo Il delitto di Via dell’Orsina, in scena dal 9 dicembre

 Il 7 dicembre 2021 si celebrano 100 anni dalla nascita dell’attore e regista Franco Parenti, fondatore nel 1972 - insieme ad Andrée Ruth Shammah, Giovanni Testori, Gianmaurizio Fercioni e Dante Isella – del teatro milanese che ha preso il suo nome, dopo la sua morte, nell’aprile del 1989.

«Ricordare Franco Parenti oggi – racconta la Shammah, che gli è stata a fianco e lo ha diretto in celebri spettacoli – vuol dire ricordare il suo artigianato teatrale; il 7 dicembre inviterò la gente del quartiere, amici e “parenti” per usare un gioco di parole, ad assistere alla prova generale di Il delitto di Via dell’Orsina di Labiche, con la mia regia, interpretato da Massimo Dapporto, Antonello Fassari, Susanna Marcomeni, Antonio Cornacchione, spettacolo che debutterà in prima nazionale il 9 dicembre 2021. Grazie a Franco, mi sono impadronita degli strumenti artigianali per lavorare in teatro: mi diceva di ricopiare a mano su un quaderno i vaudeville francesi, come quelli di Labiche, per assimilare il meccanismo perfetto della teatralità; anche Edoardo Scarpetta usava lo stesso esercizio con Eduardo De Filippo, suo figlio, e lui, a sua volta, con suo figlio Luca. Quando sono arrivata al Piccolo Teatro, nel mondo della cultura, ho conosciuto Giorgio Strehler, Paolo Grassi, Marco Bellocchio e poi sono stata a Napoli con Franco e ho riscoperto anche alcune commedie considerate allora minori di Eduardo, come Sik Sik, l’artefice magico, che Parenti ha interpretato, valorizzandolo, e che hanno ripreso anche Eduardo, poi Luca De Filippo e ora Carlo Cecchi.

 

Sono così entrata nel mondo della comicità, ma in modo anticonformista, come era la caratteristica di Parenti. Nelle scelte teatrali e culturali Parenti univa generi diversi come la comicità di Molière, con il suo Malato immaginario, la lingua unica di Ruzante con Betìa e Moscheta, i testi di Testori, come I promessi sposi alla prova, in cui, grazie al ruolo del capocomico, alle prese con la messinscena del capolavoro manzoniano, attualizza il romanzo. Parenti ha portato La Moscheta di Ruzante, diretta da Gianfranco De Bosio, difficile da comprendere per il dialetto pavano, anche all’estero con grande successo, perché il significato si capiva ugualmente per la musicalità della sua recitazione. Ricordarlo oggi, vuol dire parlare delle sue scelte non scontate, ma sempre coraggiose: infatti il suo amore per il teatro “teatrale” è rivoluzionario. Quando abbiamo inaugurato il Salone Pier Lombardo, Franco lo ha messo in mano a noi, che eravamo ragazzini; sapeva che la creazione di un nuovo teatro, nato come una cooperativa, sarebbe stato un percorso difficile, era consapevole della fatica, e si rendeva conto che non sarebbe stato consacrato dalla critica ufficiale, ma il coraggio e l’anticonformismo erano le sue principali doti. Aveva una fantasia sorprendente, come quando recitava Edipus di Testori e inseriva una canzone, come “la Violetta va in campagna”, spiazzando tutti; io ho dovuto rassicurare Testori, che, con grande atto d’amore, ho sempre chiamato “Professore”, spiegandogli che in Franco i toni alti e quelli bassi convivevano perfettamente e non doveva arrabbiarsi delle sue idee innovative. Parenti e Testori erano diversissimi, ma molto uniti anche nel credere che la vita avesse un senso altro, e io, ebrea mi trovavo in mezzo alle loro riflessioni. Anche quando Parenti ha messo in scena Cantico di Mezzogiorno di Claudel si è misurato in nuove corde interpretative stupendo il pubblico. Il suo coraggio era quello di percorrere strade sempre nuove e non avere paura delle sue scelte.»

 

Quest’anno si celebra anche il centenario della nascita di Giorgio Strehler, con cui Franco Parenti si era formato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, insieme anche a Paolo Grassi; con loro Parenti aveva fondato nel 1941 il gruppo d’avanguardia "Palcoscenico", spaziando da Rebora a Treccani, da Pirandello a O’Neill, a Čechov, auspicando una innovazione della drammaturgia. «Strehler adorava Franco, anche se a volte discutevano - prosegue Andrée Ruth Shammah - per esempio Parenti diceva che il modo di Strehler di dirigere Brecht era bellissimo, ma mancava di metterne in rilievo la comicità; tra i loro spettacoli memorabili ricordo la prima storica edizione di Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, interpretato da Marcello Moretti, in cui Parenti era Brighella ed è stato l’unico spettacolo veramente comico di Strehler. Quando lo spettacolo debuttò in periferia, per il decentramento ideato da Grassi, cioè portare il teatro nelle periferie, Arlecchino divertì moltissimo il pubblico, mentre Giorgio non se lo aspettava, infatti voleva che gli attori, a un certo punto, si levassero la maschera e ammettessero che i lazzi dei Comici dell’Arte non facevano più ridere! Invece Franco aggiungeva gag anche da avanspettacolo che venivano apprezzate moltissimo. Giorgio e Franco erano della stessa generazione, ma erano due persone diversissime; tuttavia le loro discussioni non aprivano varchi insanabili, ma erano un modo di confrontarsi. Si volevano anche molto bene, quando Parenti è caduto durante una prova e ha rischiato di morire, Strehler è andato a trovarlo in ospedale e gli ha promesso di aiutarlo: infatti ha recitato al suo posto al Pier Lombardo, proponendo i monologhi di Emanuele Severino e io, in quella occasione, ho diretto Strehler! Loro due erano legati da rapporti intensi, che escono dalla retorica, così come le loro discussioni. Parenti e Strehler hanno dedicato la vita al teatro, non serve sottolineare quanto siano stati grandi, per loro il teatro era una scelta totale, la loro identità, la sola attività che volevano svolgere, non come per alcuni attori che ogni tanto fanno teatro, poi fanno le fiction, poi il cinema e poi le vacanze; per loro il teatro si sovrapponeva alla vita, come, purtroppo, è così anche per me, ma grazie al teatro ho mantenuto lo stupore e la voglia di meravigliarmi. Il compleanno di Parenti è il 7 dicembre, il giorno di Sant’Ambrogio in cui a Milano si tiene il mercato degli “O Bej, O Bej”, ma la gente non ricorda neppure cosa significhi: era il grido di stupore dei passanti davanti alle mercanzie speciali che venivano esposte e destavano stupore come davanti a un teatrino che affascinava, non come ora che si pensa sola al consumismo. Voglio ricordare Parenti come Strehler, uomini che hanno sempre conservato la voglia di meravigliarsi!»

Quando e dove: ANNIVERSARIO DEI 100 ANNI DALLA NASCITA DI FRANCO PARENTI.

Le iniziative su Rai 5, Radio Parenti, sul sito e i social media del Teatro: il programma completo delle iniziative per ricordare Franco Parenti: https://teatrofrancoparenti.it/spettacolo/tanti-auguri-franco-parenti/ Info: Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano, tel biglietteria 02 59995206; biglietteria@teatrofrancoparenti.com Da lunedì 6 dicembre a venerdì 10 dicembre 2021 alle 15.50 su Rai5 un ciclo di 5 spettacoli, uno al giorno, a cura di Felice Cappa, Giulia Morelli e Serena Semprini (Don Giovanni, L’albergo del libero, La fine dello scarrozzante (Edipus), Il Malato immaginario I promessi sposi alla prova) 7 dicembre su Radio Parenti, la web radio del Teatro sulla piattaforma digitale https://parentionair.it/ dove il sarà possibile ascoltare gratuitamente, previa registrazione, un palinsesto di contenuti dedicati a Franco Parenti. In una sezione dedicata del sito del teatro verranno pubblicati videomessaggi, tra cui quelli di Gioele Dix, Giorgio Melazzi, Carlo Fontana, Martina Carpi, Flavio Bonacci, Raffella Azim, Dario D’Ambrosi, Gianmaurizio Fercioni, Nando Dalla Chiesa, Alessandro Haber, Giulio Scarpati, Andrea Bisicchia, Claudio Martelli, Giuseppe Frangi, Ivana Monti, Maurizio Schmitt, Maurizio Porro e Giuliana De Sio 7 dicembre alle ore 15.00, al Teatro Franco Parenti prova generale dello spettacolo IL DELITTO DI VIA DELL’ORSINA, di Eugène Labiche, traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi, con Massimo Dapporto, Antonello Fassari, Susanna Marcomeni e con Andrea Soffiantini, Christian Pradella, Luca Cesa-Bianchi e la partecipazione di Antonio Cornacchione, scene Margherita Palli, luci Camilla Piccioni, costumi Nicoletta Ceccolini, musiche Alessandro Nidi con la collaborazione di Fabio Cherstich, Produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana. In scena dal 9 al 23 dicembre 2021

 
 
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