«Oggi partiamo per il viaggio che stavamo aspettando da tanto, quello più lungo, emozionante e meraviglioso di sempre». Con queste emozionanti parole il 10 luglio Benedetta Rossi ha annunciato via social di essere in procinto di concludere il percorso di adozione di «due sorelline». Lei e il marito Marco Gentili diventeranno presto genitori. Una notizia che non ha lasciato indifferenti i fan, tanto che in breve tempo il messaggio è stato raggiunto da un profluvio di commenti di affetto e vicinanza. A questi, in una percentuale del tutto inferiore, si sono aggiunti ulteriori commenti di stupore per l’età dei futuri genitori. La food creator ha 53 anni, il marito 54 anni: un’età compatibile dato che l’istituto dell’adozione prevede una «differenza massima tra adottanti e adottato di 45 anni per uno dei coniugi e di 55 per l'altro». A contare, quindi, non è l’età anagrafica di per sè ma la differenza di anni fra i soggetti coinvolti.

La felice condivisione di Benedetta Rossi e Marco Gentili si trasforma allora in un’occasione preziosa per ricordare come funziona in Italia l’istituto dell’adozione internazionale, quali sono i requisiti previsti e cosa prevede l’iter. A disciplinare l’adozione e l’affidamento è la legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001). I requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi che per l’adozione nazionale.

Per quanto riguarda in particolare l’età degli aspiranti genitori, la Commissione per le adozioni internazionali spiega che «la differenza minima tra adottante e adottato è di 18 anni; la differenza massima tra adottanti ed adottato è di 45 anni per uno dei coniugi, di 55 per l'altro» e che «tale limite è derogato se i coniugi adottano due o più fratelli, ed ancora se hanno un figlio minorenne naturale o adottivo».

L'annuncio di Benedetta Rossi su Facebook ​

I limiti di età introdotti dalla legge, dice ancora la Commissione, «hanno lo scopo di garantire all’adottato genitori idonei ad allevarlo e seguirlo fino all’età adulta, in una condizione analoga a quella di una genitorialità naturale».
Nel post dell’annuncio la stessa Benedetta Rossi accenna a un percorso profondamente desiderato ma anche lungo e impegnativo: «È stato un percorso durato anni, anni di attesa, silenzi e speranze. Abbiamo compilato carte, superato esami e affrontato le montagne russe del cuore. Abbiamo imparato ad aspettare con una pazienza che non sapevamo di avere e siamo riusciti a proteggere un sogno che oggi è a un passo dal diventare realtà. Non è stato semplice, ma è stato il nostro modo per diventare mamma e papà».

A prescindere dal vissuto di Rossi e Gentile, è vero che l’età anagrafica dei genitori può avere un peso nell’iter complessivo. Spiega ancora la Commissione per le adozioni internazionali: «Poiché l'abbinamento con il bambino adottabile è deciso dall'Autorità straniera, i limiti che la legislazione italiana ha spostato in avanti per permettere anche a coppie non giovani di adottare, hanno poca efficacia nella realtà perché la maggior parte dei Paesi stranieri privilegia le coppie giovani».
Dopo una lunga preparazione ora Benedetta Rossi e Marco Gentile sono finalmente pronti per quello che loro stessi hanno definito «il viaggio più lungo, emozionante e meraviglioso di sempre». Valigie e passaporti in mano, non resta davvero che augurare loro buon viaggio.