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Nel 2025 le famiglie che hanno richiesto l’autorizzazione all’ingresso e alla residenza in Italia di minorenni stranieri sono state 527, i minorenni per i quali è stata rilasciata l’autorizzazione sono stati 664 (con una lieve flessione rispetto ai 691 del 2024) e, di questi, i minorenni con bisogni speciali rappresentano il 70%. L’età media dei minori adottati? 6,8 anni. A dirlo è la Commissione per le adozioni internazionali, l'autorità centrale italiana in materia, prevista dalla Convenzione de L'Aja, nel Rapporto sui fascicoli dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 recentemente pubblicato. E mentre la Procura generale di Milano ha attivato approfondimenti per verificare la regolarità dell’adozione di un bimbo in Uruguay da parte di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, i dati della Commissione confermano una fase di equilibrio del sistema, nonostante le criticità geopolitiche globali.
Ma come funzionano in Italia le adozioni internazionali? Nel nostro Paese l’adozione internazionale è disciplinata dalla Legge 184/1983 e dalla Convenzione dell'Aia. Si tratta di un percorso rigoroso: «Adottare un figlio non è un diritto, ma una opportunità», ricorda la Commissione per le Adozioni Internazionali sul proprio portale, da cui traiamo anche le informazioni che seguono.
L’ITER
L’iter si compone di sette diverse fasi. Dalla dichiarazione di disponibilità alla tappa della post adozione si passa, infatti, attraverso l’indagine dei servizi territoriali (per acquisire informazioni sui coniugi e la loro attitudine a farsi carico di una adozione), la ricerca dell’ente autorizzato (da incaricare per essere seguiti nel percorso e scegliere il Paese a cui rivolgersi per l’adozione), l’instradamento (ovvero la fase in cui preparare i documenti da presentare alle autorità dello Stato estero), l’abbinamento (la procedura in cui lo Stato individua la coppia teoricamente più rispondente alle specifiche necessità di un bambino in attesa di adozione) e il rientro in Italia. In quest’ultima fase il bambino entrato in Italia risulta in attesa dell’adozione o della trascrizione dell’adozione straniera, finché il provvedimento straniero di adozione non viene trascritto nei registri dello stato civile su disposizione del tribunale dei minorenni. Con la trascrizione vostro figlio diventa definitivamente un cittadino italiano. La fase della post adozione, che si conclude con il raggiungimento della maggior età del bambino, prevede infine una serie di incontri in cui i genitori relazionano sulla vita del bambino, le cui informazioni confluiscono nel rapporto redatto dall’Ente accreditato.
I REQUISITI DELLE COPPIE
Per dichiarare la propria disponibilità a una adozione internazionale, una coppia deve essere sposata da almeno tre anni (nel caso il matrimonio fosse più recente, è necessario dimostrare di aver convissuto stabilmente per un periodo complessivo minimo di 3 anni). La dichiarazione va depositata alla cancelleria adozioni, presso il Tribunale, allegando i documenti richiesti. In presenza dei requisiti previsti dalla legge, il Tribunale per i Minorenni trasmette, entro 15 giorni, la dichiarazione di disponibilità ai servizi sociali del territorio di residenza, i quali avranno il compito di attivare l’indagine e scrivere una relazione psico-sociale sulla coppia per fornire al giudice quegli elementi di conoscenza indispensabili per la dichiarazione di idoneità all’adozione internazionale.
I TEMPI
Nel 2025 la durata media complessiva del percorso adottivo si attesta a 50 mesi, poco più di 4 anni, in lieve diminuzione rispetto ai 53 mesi rilevati nel 2024. Fra le diverse fasi che scandiscono il processo adottivo, quella che incide maggiormente sui tempi complessivi è l’attesa tra il conferimento dell’incarico a un Ente Autorizzato e l’abbinamento. Si tratta della fase in cui le Autorità competenti del Paese di origine del minorenne individuano uno specifico nucleo genitoriale – tra quelli dichiarati idonei – ritenuto più adatto a rispondere ai bisogni di quel determinato minorenne.
I COSTI
L'adozione internazionale comporta dei costi significativi, che variano in base al Paese scelto e all'ente. Alle spese da sostenere in Italia per conferire l’incarico all’Ente autorizzato, si sommano le trasferte e i soggiorni all’estero, che possono durare settimane o mesi. Il Decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità del 5 settembre 2025 introduce quattro tipologie di sostegno economico straordinario per i genitori adottivi, ciascuna con requisiti specifici. Si arriva fino a 3.500 euro in caso di adozione di bambini con bisogni speciali.






