Agnese, l'anti first lady che ha conquistato gli italiani
Discreta, elegante, misurata. Agnese Landini è stata accanto al marito senza giocare da first lady. Lo ha accompagnato, con il suo stile, nel momento del trionfo e gli è stata vicina la notte dell’addio a Palazzo Chigi umanizzando il politico e uomo di potere
Con la sua eleganza sobria, composta e un po’ chic ha conquistato molti italiani anche quando la popolarità del consorte era in rapida discesa. Misurata, discreta, elegante, Agnese Landini Renzi è stata accanto al marito con intelligenza e understatement, nell’ora del trionfo come in quella della sconfitta. Il giorno in cui la direzione del Pd incoronava suo marito premier in pectore, con tanti saluti a Enrico Letta, lei faceva capire di avere altro a cui pensare, e correva a prendere le pagelle dei tre figli a scuola, a Pontassieve, lontana dalla mondanità che ogni tanto ha sfiorato (se non altro per dovere d’ufficio) ma senza troppe sbavature.
Domenica notte, dopo la sonora bocciatura della riforma costituzionale, era a fianco del marito, in piedi, a Palazzo Chigi, mentre Renzi pronunciava il suo discorso d’addio. Maglione bianco, volto rassegnato e sereno ma fermo. Decisamente più composto dell'uomo che ha sposato e che non trattiene la commozione quando pronuncia il suo nome, per ringraziarla del sostegno avuto in questi «mille giorni» alla guida del Paese.
Le first lady, da sempre, catalizzano attenzioni, commenti e indiscrezioni a metà tra il glamour e il gossip. Nella notte della disfatta politica, Renzi il politico, duro e orgoglioso fino alla spregiudicatezza, viene umanizzato grazie a sua moglie Agnese. Smette la maschera del potere, diventa un uomo che ammette la sconfitta e raccoglie la forza di andare avanti trovandola nella donna che ha sposato e che ora lo accompagna verso l’uscita al termine della conferenza stampa, con la mano di lui poggiata sulla spalla, in un'inequivocabile linguaggio del corpo. L’uomo più potente d’Italia ora caduto in disgrazia s’appoggia alla first lady più discreta della storia d’Italia.
Ci sarà pure un motivo se in questa stagione di governo lei è stata il grande vantaggio di lui: «Non sembra affatto renziana», ha scritto Il Foglio, «e, appunto – professoressa e concreta qual è – Agnese Landini ha quello che tutte le figurine che stanno intorno a Renzi non hanno: la personalità».
E i giornali spagnoli titolarono: "Anti primera dama" Nei mille giorni di governo Agnese è passata da first lady riservata e poco propensa alle apparizioni pubbliche a protagonista sotto i riflettori fino al punto, ma sempre nel suo stile s’intende, di arrivare a rubare la scena al marito. È successo a ottobre alla Casa Bianca dagli Obama con un’impeccabile colloquio tra lei e Michelle. È successo a fine agosto al termine della funzione funebre per le vittime del terremoto quando Agnese scoppia a piangere e si commuove. Ai microfoni racconterà come, da insegnante, la distruggesse il pensiero delle vittime più giovani e dei bambini. O quando, la professoressa Landini, non perdona l'errore grammaticale commesso dal marito durante un messaggio sulla Buona Scuola. La cultura "umanistica", diventa "umanista" nello strafalcione del premier e la moglie lo bacchetta.
Il giorno dell’esordio pubblico, durante il giuramento di suo marito, Agnese Renzi spiazzò tutti con la frase: «Non mi comporterò mai da first lady». “Anti primera dama”, titolarono i giornali spagnoli, mentre gli articoli descrivevano una corte parlamentare e mondana disorientata dalle abitudini normali della taciturna Agnese e del suo loquacissimo marito. Da madre e insegnante, più che da first lady, andò a un’iniziativa di un’associazione di volontariato per bambini down, accompagnando la nipotina all’inaugurazione della struttura creata da “Trisomia 21” a Firenze: una casa dove i ragazzi down potranno «pian piano imparare a vivere da soli, liberi e felici», disse la signora Renzi, augurandosi che «altri capiscano le gioie, nella difficoltà, di stare vicino a questi maestri di vita».
Adesso che il sipario del potere (almeno temporaneamente) è calato, Agnese Renzi può dedicarsi di nuovo ai tre figli e alla famiglia nella sua Pontassieve, mai abbandonata per i velluti di Palazzo Chigi. E in questa stagione dove le leadership politiche si fanno e si disfano nel giro di pochi mesi, restano il suo aplomb e la sua misura come stile politico in senso lato. Tutto ciò che non si è visto, insomma, nella campagna elettorale più lunga e volgare della storia recente.