La libertà e la leggerezza, tutta la vita davanti. Un fisico agile, il dono di una bellezza naturale, lo sguardo profondo, liquido, luminoso come sold certi occhi del Sud sanno essere, in cui si mescolano il sale e il sole del mare siciliano - della sua Ragusa - e lenergia dei vent'anni. E poi, la banalità del male. Un incontro sbagliato, una violenza insensata una sera d'autunno in corso Como a Milano. Pu-gni, calci e, infine, quella coltellata decisiva, fatale. Davide Simone Cavallo di quella notte del 12 ottobre scorso non ricorda nulla, ma quel fendente acuto e tagliente, profondo e devastante che gli ha causato un'ischemia midollare a livello dorsale a 21 anni per soli 50 euro lo ricorda bene. «Un dolore puntato», come dice nella lettera che ha deciso di scrivere ai suoi aggressori alla vigilia del primo processo, il 20 maggio scorso, «una forte fitta ripetitiva dietro al fianco sinistro. E ogni volta», prosegue, «piango, come un bambino. Io non lo ricordo, ma il mio corpo sì».

Quando lo incontriamo in un parco a sud di Milano, vicino a casa, ce lo conferma. «Non ricordo nulla dell'aggressione, né di quando mi sono svegliato né di tutta quella giornata finita tragicamente. Ricordo solo, perché me l'hanno raccontato, di aver cenato con mio fratello e mia madre e di aver scelto come vestirmi. Non ricordo altro nemmeno del giorni precedenti. Suppongo perché è stato l'evento più traumatico di tutta la mia vita. Non sono abituato a prendere nemmeno un'aspirina e mi hanno dato del Propofol, del Fentanyl e della morfina. In più, quando c'è stato lo scontro, avevo consumato dell'alcol. Non ricordare, però, per me è una cosa positiva. Ripensare a cosa ho vissuto fa male. Mi da la sensazione somatica ancora della coltellata».

La sera del 12 ottobre 2025 Davide Simone Cavallo viene aggredito in corso Como a Milano da cinque ragazzi e accoltellato per 50 euro. Il 20 maggio, Alessandro Chiani, uno dei due maggiorenni, a processo per tentato omicidio e rapina, è stato condannato a 20 anni di carcere; Ahmed Atia a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso ed è stato scarcerato. I tre minorenni sono imputati in un processo parallelo davanti al Tribunale per i minori.

L’intervista completa è sul numero di Famiglia Cristiana in edicola da giovedì 4 giugno. 

Davide Simone Cavallo: «Il mio corpo era cambiato, ho perdonato per guarire»

Quando il corpo cambia dopo la violenza, la vita chiede di essere ricostruita un passo alla volta.

Davide Simone Cavallo, 22 anni, è stato aggredito il 12 ottobre 2025 da ragazzi più piccoli di lui, buttato a terra e accoltellato per 50 euro.

Per la prima settimana non voleva crederci. Poi è arrivata la consapevolezza: il suo corpo era cambiato e avrebbe potuto portare quel trauma per tutta la vita.

In ospedale, nella riabilitazione e nei momenti più bui, Davide racconta di essersi affidato alla fede: non come certezza che tutto sarebbe andato bene, ma come fiducia che tutto avrebbe avuto un senso.

Il suo perdono agli aggressori non cancella il male subito. È il modo che ha trovato per non restare prigioniero della rabbia e per tornare a vivere.

Una testimonianza che interroga famiglie, giovani e comunità sul peso della violenza, sulla responsabilità e sulla possibilità di ricominciare.

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➡️ Questa è la storia di copertina di Famiglia Cristiana, leggi l’articolo in edicola!